Recensione Amiga
Titolo del gioco:
Stardust
Anno di uscita:
1993
Genere:
Shoot'em Up
Sviluppatore:
Bloodhouse
Produttore:
Bloodhouse
Distributore:
Daze Marketing (In Gran Bretagna)
Multiplayer:
No
Localizzazione:
No
Sito web:
Requisiti minimi:
Amiga 500 con 1MB di Ram
  •  Una fotogramma dello spettacolare passaggio della nostra nave alla fine dell'Intro
  •  Le opzioni di gioco nella loro interezza
  •  Ecco il primo boss che affronteremo: attenzione perchè ci insegue in base dove stiamo ed inoltre si apre sparando primo da un lato e poi dall'altro!
  •  Prepariamoci per la prima Sezione Warp del gioco...
  •  ...che ci crediate o meno questa è come si presenta la prima Sezione Warp: da infarto miocardico!!
  • Prima Sezione Warp superata! Vi siete ripresi? Dovrete Preparatevi al peggio perchè...
  • ...il secondo tunnel è velocissimo e dovrete evitare una marea di mine e stare attenti alle lame rotanti! Dai..non è poi cosଠdifficile
  •  Se saremo sopravvissuti ci aspetteranno nuovi pericoli e nemici particolari come queste teste sputafuoco. Ovviamente tutto in Raytracing non lo dimentichiamo!!
  • Questo bel vermone spaziale ci segue come un cagnolino se staremo ad un certa distanza. Trovata la tattica giusta cadrà molto rapidamente.
  •  Ecco cosa succede sa faremo scadere il tempo necessario a completare lo stage: una pletora di navette da eliminare e sicuramente delle vite andate perse!
  •  Ecco i dati, degni di una telemetria, delle nostre azioni dopo che aver perso una vita.
  •  Stage concluso...avanti con il prossimo!!
  •  La prima delle 2 sezioni speciali che potremo accedere: potremo ottenere vite extra, ma dovremo fare scuola guida per non andare addosso allo scenario!
  •  Il Boss del terzo livello: è grande e lungo, ma non è difficile da tirare giù
  •  Preapariamoci per la terza Sezione Warp...
  • ...la più spettacolare è impressionante dell'intero gioco! Siamo sicuri che sia una Amiga 500 a muovere quella roba?
  •  Gli stage del quarto livello sono molto difficili e servirà calma, tenacia e sangue freddo per arrivare al Boss.
  •  Il quinto ed ultimo livello: ha più stage è più o meno difficile come il 4° e il Boss Finale è il Professor Shaumund in persona con un ovetto dalle mille sorpese!
  • Il piano di battaglia dove viene indicata la difficoltà e il contenuto do ogni stage che andremo ad affrontare.
  •  Ed infine il risultato delle nostre fatiche! Le nostre impreso potranno essere salvate e caricate per far vedere ai nostri amici la nostra bravura.
Redattore:  Roberto 'New_Neo' Sorescu                        Pubblicato il:  31/03/2010
Un clone di Asteroids, riveduto e corretto, completamente in Raytracing che sfrutta in maniera inaudita una Amiga 500? Ecco a voi Stardust!

Riprendere un Coin-op vecchio quanto il mondo potrebbe essere un rischio visto che nel '93 la parabola discendente dell'Amiga (purtroppo) era già in atto: il PC comincia a far vedere i muscoli e le software house iniziavano a programmare in altri lidi. Ma i finlandesi della Bloodhouse non si sono tirati indietro: hanno ripreso il concept di Asteroids, rivoltandolo come un calzino, e in 3 dischetti hanno racchiuso una delle esperienze più travolgenti mai apparse per l'intramontabile Amiga 500! Sappiamo che i finlandesi erano (e sono) abilissimi coder, ma con Stardust sono andati oltre: tecnica, programmazione, grafica, audio; tutto è ai massimi livelli. Un gioiello tecnologico capace di stupire i possessori di console come il SNES e Megadrive, dimostrando ancora una volta la forza di questo computer se sfruttato da abile mani. Unici problemi sono una difficoltà elavata ed i caricamenti lunghi, ma il giocatore vero non si tira indietro davanti a questi ostacoli perché sa che la gratificazione sarà garantita.
Un gioco che è vivo ancora oggi con il remake ampiamente modificato per PlayStation 3 e PSP.



GUERRE STELLARI IN MINIATURA
Il Professor Schaumund ha rapito la principessa Voi Levi creando un potenziale pericolo per la pace della galassia. Sta a noi riportarla a casa sana e salva e sconfiggere il professore e le sue creature.
Questa è in sintesi la trama raccontata, in pieno stile Starwars, durante l'intro che si conclude con il passaggio cinematografico della nostra nave infiammando lo schermo con un audio che sembra provenire da tutte le parti! Questo è un semplice preludio allo spettacolo audio-visivo che tra poco assaporeremo.

UN'IMPATTO DEVASTANTE
Terminato il lungo caricamento (oltre 1 minuto!) apparirà la schermata iniziale, incalzata da un'ottima musica techno, dove potremo settare il numero di vite (3,5,7), invertire i comandi della nave durante le sequenze warp, caricare e salvare i punteggi e gestire la password per cominciare da dove eravamo arrivati.
Terminati i preparativi possiamo scendere in campo. Ci troveremo una schermata che rappresenterà il nostro cammino attraverso gli oltre 30 stage che includono le sequenze warp e quelle speciali. Ogni stage ha indicata la difficoltà e quello che può contenere come potenziamenti e tipi di nemici.
Scelto il primo dei sei stage iniziali, entriamo in gioco assaporando quello ci aspetta: asteroidi in Raytracing che arrivano da eliminare e, nel frattempo, riuscire a governare la nostra nave che risulta a dir poco ostica causa una notevole inerzia. Risultato? Morti premature per presunta incapacità del giocatore. Il gioco è impietoso e non perdona il minimo errore (anche al giocatore più esperto) con giudizi a fine partita che sono delle vere e proprie provocazioni!
Insomma il primo impatto risulta agro-dolce: stupiti per quello che vediamo su schermo (in overscan) e per la difficoltà che metterà alla porta i giocatori meno pazienti e premierà quelli più bravi e determinati. Chi sarà caparbio e non si darà per vinto otterrà qualcosa che va oltre la soddisfazione!


LA POTENZA E' NULLA SENZA CONTROLLO
Non abbattiamoci alle prime sconfitte e alle nostre presunte mancanze, ci vuole il tempo necessario per assimilare la struttura di gioco. Cominciamo dai comandi: con “su” muoveremo la nave, con <-- e --> la faremo ruotare in senso orario e antiorario, con “giù” attiveremo lo scudo che disintegrerà ogni pezzo di asteroide che si abbatterà su di noi. Attenzione a non abusarne, altrimenti nei momenti più concitati rischiamo di perdere una vita inutilmente visto che lo scudo è tutt'altro che illimitato. Dopo aver acquisito una buona padronanza della nave, faremo manovre complesse senza neanche accorgercene!
Gli asteroidi hanno colori differenti che indicano la loro durezza: si va dal più friabile (grigio) passando per quello blu, viola e a quello dorato (il più resistente). Colpendoli con le nostre armi li faremo dividere e gli asteroidi lasceranno vari bonus che ci faciliteranno la vita durante gli stage. Si va dalla “P” (punti) per poi migliorare con “S” (ripristino di parte dello scudo), “E” (incremento della velocità della nave), “G” (potenziamento dell'arma selezionata), “B” (smart bomb), “Cuore” (ripristino totale dell'energia della nave) e “X” (vita extra).
Ogni stage ha un tempo prefissato per essere concluso, superato il quale non moriremo, ma arriverà una nave ovoidale che farà uscire un numero spropositato di mini-navi: sopravvivere sarà un'impresa ardua e qualche vita rischierà di andare persa. Il tutto in un turbinio di colori, che cambiano rapidamente tonalità, mettendo il luce l'abilità degli sviluppatori nello sfruttare l'hardware di Amiga.
Le armi a disposizione miglioreranno man mano che procederemo con i livelli. Partiremo con un sparo triplo che ha 3 livelli di potenziamento. Tramite il bonus “G” potenzieremo ognuna delle 5 armi che avremo a disposizione. Premendo spazio potremo decidere quale arma utilizzare e quella da potenziare, così da avere un minimo di strategia in modo da arrivare preparati per affrontare il Boss di fine livello.
Terminati tutti gli stage di un livello, entreremo in una Sezione Warp dove, attraverso un lungo tunnel, dovremo sparare a quello che ci verrà incontro ed evitare mine ed elementi non distruttibili.
Vi anticipiamo che questa sezione è una delle parti tecnicamente più impressionanti mai viste su Amiga facendo rimanere di sasso console apparentemente più potenti come SNES e Megadrive.

PER MOLTI MA NON PER TUTTI
Cos'è il Raytracing?
E' una tecnica generale di geometria ottica che si basa sul calcolo del percorso fatto dalla luce, seguendone i raggi attraverso l'interazione con le superfici. È usato nella modellazione di sistemi ottici, come lenti per fotocamere, microscopi, telescopi e binocoli. Il termine viene utilizzato anche per un preciso algoritmo di Rendering nel campo della Computer grafica 3D, in cui le visualizzazioni modellate matematicamente delle scene vengono prodotte usando una tecnica che segue i raggi partendo dal punto di vista della telecamera piuttosto che dalle sorgenti di luce. Produce risultati simili al ray casting ed allo scanline rendering, ma semplifica alcuni effetti ottici avanzati, ad esempio un'accurata simulazione della riflessione e della rifrazione, restando abbastanza efficiente da permetterne l'uso in caso si voglia ottenere un risultato di alta qualità.

Per maggiori approfondimenti potete consulatre Wikipedia

Come avevamo anticipato prima, Stardust ha una difficoltà elevata. Non bisognerà solo sparare agli asteroidi. Infatti nelle fasi più avanzate avremo a che fare con tutta una serie di nemici molto difficili, e se non troveremo tattiche adeguate il game over sarà dietro l'angolo. Dal 4° livello la difficoltà ci costringerà a diventare esperti manovratori, nonché avere nervi d'acciaio per sparare ed evitare una pletora di asteroidi e nemici che arrivano da tutte le parti!
Attenzione alle apparenze: il gioco è ben bilanciato con una curva di difficoltà molto ben calibrata e sarà sempre il giocatore a sbagliare e non il gioco! Tutto quello che si otterrà sarà merito nostro. E' come se i programmatori ci avessero dato una macchina potente, e noi dobbiamo imparare a guidarla e portarla al traguardo. Chi avrà pazienza, determinazione e una grande voglia arriverà alla fine.

GIOIELLO TECNOLOGICO
I Finlandesi sono abili programmatori: giochi come Elfmania (di Terramarque), stanno a dimostrare l'abilità di sfruttamento della macchina di casa Commodore. Con Stardust i ragazzi della Bloodhouse hanno sfruttato ogni goccia del potenziale di un Amiga 500: gioco completamente in Raytracing, tutto in Overscan (ovvero oltre i limiti dello schermo). Asteroidi, nemici e bonus sono ottimamente animati e non c'è traccia di rallentamento anche in presenza di numerosissimi elementi su schermo e le collisioni sono perfette al pixel. Sfondo pulito e (in parte) animato, esplosioni davvero notevoli, musica techno ben realizzata che si adatta perfettamente al contesto di gioco. Ma la ciliegina sulla torta è tutta dedicata alle Sezioni Warp che fungono da collegamento tra un livello e quello successivo. Con la prima sequenza c'è da rimanere di pietra: impressionante effetto 3D con una fluidità che da la sensazione di trovarsi in un vero e proprio tunnel; le rocce da eliminare e gli elementi non distruttibili (animati in Raytracing) si avvicinano con un effetto d'ingrandimento che all'epoca era permessa a pochi. Il tutto incalzato da una colonna sonora che fa salire l'adrenalina al giocatore che cerca di dare il meglio sparando a più rocce possibili e nel frattempo evitare le mine per non venir distrutto. E' un'esperienza che vale la pena di fare oggi per comprendere che tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90 la Commodore aveva creato una macchina incredibile che, purtroppo, ha mal gestito causandone una fine prematura.
Le sezioni warp in totale sono 4 con una menzione particolare alla terza davvero pazzesca (giocare per credere...) e l'ultima rappresentata da un tunnel circolare con i comandi della nave invertiti. Abbiamo inoltre 2 sezioni speciali (nel 2° e 4° livello) che ci permettono di rifiatare, con la possibilità di ottenere vite extra. Serve una guida della nave molto pulita e una certa strategia visto che esploreremo un livello di discrete dimensioni con varie biforcazioni dove, stando attenti a non esaurire lo scudo evitando di impattare sullo scenario, dovremo memorizzare l'ubicazione delle vite extra e del carburante necessario per concludere il livello posizionandosi nella piattaforma apposita. Dopo di che si passa automaticamente alla sezione warp.

UNA VERSIONE INASPETTATA
Esiste una conversione per Atari ST/STE sviluppata da Aggression e distribuita da Daze Marketing nel 1995. L'abbiamo voluta testare per vedere la differenza con la versione Amiga. Notiamo che alla fine dell'Intro non è stata inserito il passaggio della nave, il sonoro è buono, ma non è paragonabile da quello emesso dal Paula. Le sezioni warp (davvero ben fatte) sono state modificate e la velocità sembra essere più lenta rispetto a quella Amiga e, inoltre, lo scenario di gioco è privo di animazione. Pur con le dovute limitazioni il 16 bit di Atari è stato spremuto a dovere e la giocabilità è identica alla versione del computer di casa Commodore.
Per vedere alcune immagini della versione Atari ST e anche quelle della versione per PC-MSDOS (e già..esiste pure quella!) potete andare su MobyGames
Stardust è stato come un fulmine al ciel sereno: un gioiello tecnologico dedicato agli hardcore gamers che fece breccia nel cuore degli appassionati. Un canto del cigno incredibile, facendo vedere a tutti cosa un semplice Amiga 500 (OCS) con 1MB di Ram era in grado di fare. Un plauso va ai programmatori della Bloodhouse per aver realizzato qualcosa che qualche anno prima sarebbe stato improponibile.
La difficoltà elevata ed i lunghi caricamenti posso risultare snervanti, ma è un prezzo da pagare per il grande senso di soddisfazione che questo gioco riesce a dare a quei giocatori tenaci e determinati che sapranno apprezzare quest'incredibile titolo.
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