Gods, Death & Reapers è ancora in fase di realizzazione ma gli sviluppatori (gli autori di Wolcen: Lords of Mayhem), consci del buon punto al quale si trovano i lavori, hanno pensato di aprire all'utenza la possibilità di provare il gioco per 5 giorni - dal 30 aprile al 4 maggio - in modo da individuare eventuali problematiche, segnalarle con i feedback e aiutarli nell'ottimizzazione finale. In questo test ci siamo entrati anche noi, onestamente con tantissima curiosità dal momento che le aspettative per il gioco sono abbastanza alte, soprattutto perché fonde insieme diversi generi di gioco e fin dalle battute iniziali sembra trasudare una buona qualità realizzativa. Naturalmente molti aspetti sono appena abbozzati come l'uso del controller e come l'introduzione iniziale al gioco stesso ma ci sarà tempo per sistemare ogni cosa.
Gods, Death & Reapers si propone come un GdR d'azione ad estrazione, quindi con un hub centrale dal quale partire di volta in volta per esplorare varie mappe dalle quali saccheggiare quanta più roba possibile per poi tornare indietro. Fermo restando l'importanza e l'enfasi data alla componente ruolistica, sicuramente determinante, c'è quindi molta azione che si traduce in continui combattimenti non solo contro NPC ma anche con partner umani con i quali si potrà sfruttare sia il PvP che il PvE.
Dalle poche informazioni iniziali ci troviamo nel 866 a.C. e, durante una battaglia, veniamo fatti fuori presentandoci quindi al cospetto della Morte. La signora con la falce dopo aver saggiato le nostre capacità, fondamentalmente per tutto il prologo, che serve per imparare i primi rudimenti del gioco e familiarizzare con il sistema di controllo, decide di arruolarci come suoi stretti dipendenti. L'obiettivo, almeno al momento, è quello di saccheggiare quante più risorse possibili a destra e a manca facendo crescere il nostro Santuario e conseguentemente anche il level cap del nostro personaggio. Si inizia con una personalizzazione abbastanza certosina (anche se non troppo) del nostro avatar e poi ci si lancia nella mischia.
Fin da subito emerge la non completa implementazione del sistema di controllo: il Controller utilizzato da noi (al solito quello di Xbox Series X|S) funziona per alcuni movimenti e colpi, ma non altrettanto bene sui menu e sugli attacchi secondari. Molto meglio l'uso di mouse e tastiera, soprattutto per la possibilità, molto più agevole con il mouse, di guardare sempre frontalmente i nostri avversari: passaggio che vista la visuale isometrica del gioco e vista l'aggressività dei nostri avventori è quanto meno necessario.


Chi ama questo genere di giochi con l'uso di mouse e tastiera si troverà praticamente a casa, gli altri dovranno invece dedicarvi un po' di tempo per assimilare bene i rudimenti del sistema di controllo. Inizialmente avremo a disposizione il movimento - con i soliti tasti WASD - e una schivata - con la barra spaziatrice - che però richiede dopo la terza volta un certo tempo di ricarica (giusto per non abusarne), mentre il mouse viene utilizzato sia come puntamento direzionale che, con i tre pulsanti (sinistro, rotella e destro), per attaccare man mano che avremo sbloccato le varie abilità.
A seconda dell'arma scelta infatti un attacco è sempre illimitato e disponibile, tutti gli altri invece si renderanno attivabili man mano che accumuleremo furore, combattendo con i vari avversari. A un certo punto, ovviamente, i tasti del mouse non basteranno più e dovremo ricorrere anche alla tastiera (anche perché oltre agli attacchi ci sarà da gestire bende, medikit e potenziamenti vari): tutto comunque è ben indicato su schermo e dopo qualche partita ci si prende la mano. Naturalmente gli attacchi speciali necessiteranno ogni volta di un tempo di ricarica che viene indicato su schermo anche quello.
I nemici incontrati durante il test oscillavano tra l'abbordabile e il proibitivo, soprattutto se siamo così sprovveduti da lanciarci a testa bassa e farci attaccare da più nemici in contemporanea. Questo privilegia una certa componente stealth che ha un ruolo fondamentale per ottenere qualche risultato, come nascondersi in mezzo all'erba ad esempio o come muoversi nella grande mappa cercando di cogliere noi i nemici alla sprovvista.

La componente ruolistica del gioco entra in ballo quando parliamo di equipaggiamento. Oltre alle armi potremo portare con noi pezzi di armatura - ognuno con un suo preciso scopo -, pozioni curative, potenziamenti e così via. Il nostro inventario ha tante caselle a disposizione e quindi se vorremo portare più armi dovremo incastonare le stesse all'interno di queste caselle, spostandole o adattandole per farcele entrare al meglio (tipo un tetris per intenderci). Tuttavia ogni nostra missione è un vero azzardo: se ci faranno fuori infatti perderemo tutto il bottino raccolto e anche le nostre risorse (allo stesso modo di un extraction shooter come il recente Marathon, la scommessa di Bungie. -NdNew_Neo), tranne quelle poste nella parte inferiore del nostro inventario e quelle che, all'interno del santuario avremo depositato nella Tesoreria. Questa funziona come una vera e propria banca da utilizzare con tanta saggezza, dalla quale quindi prelevare e depositare per evitare di restare a secco.
Ogni mappa nella quale ci cimenteremo ci ricompenserà con un bel bottino, quasi sempre proporzionato al livello di difficoltà: quelle che abbiamo potuto provare sono comunque mappe abbastanza grandi che lasciano una buona libertà di movimento e della gestione dello stealth. Poi le risorse raccolte che consistono non solo nell'oro, ma anche in diversi materiali - alcuni dei quali rari -, potranno essere investite nel Santuario per potenziarne tutte le varie componenti.


Il nostro hub è, come dicevamo, il Santuario: da qui partiremo e qui torneremo ogni volta che ci faranno fuori. Oltre a recarci in un portale per partire per la prossima missione (e prima ci verrà chiesto di selezionare l'equipaggiamento da portare con noi), potremo accedere a tutta una serie di possibilità, non tutte perfettamente funzionanti al momento. La fonte dei sussurri ci permetterà di interagire con persone dei regni vicini, mentre il tomo delle sfide ci farà accedere a incarichi extra con succulente ricompense. Poi c'è la già citata tesoreria, il miocardio che racchiude l'essenza dei vari regni utile per alimentare il santuario, il vetranima che ci aiuta a sbloccare nuove abilità (permanenti) e una sezione dedicata ai messaggi dalla quale accedere alle comunicazioni che ci verranno fatte dal gioco (come riscatto di alcune ricompense ad esempio) o da altri (funzione questa ancora non implementata).
Man mano si sbloccheranno altre sezioni interessanti come il negozio di Ratatoskr, giusto per fare un esempio, dal quale spendere la valuta in-game per acquistare nuova attrezzatura. Durante le battaglie, se ci faranno fuori, la nostra anima comincerà a vagare alla ricerca di un nuovo corpo nel quale impiantarsi: potremo recuperare il nostro (spogliato di tutte le risorse) oppure anche quello di un altro: questo passaggio è possibile finché non esauriremo la barra della salute e in quel caso verremo richiamati nel Santuario nudi e crudi come mamma ci ha fatto.

Durante i test naturalmente è emersa la natura Alpha del gioco, e quindi con tante componenti ancora acerbe o in fase di sviluppo. Dal punto di vista grafico l'atmosfera dark horror è resa molto bene con scenari molto dettagliati (in puro stile gotico per la maggior parte), buonissima gestione di luci e ombre e animazioni tutto sommato abbastanza fluide. C'è qualche rallentamento a livello di framerate, ma considerando che abbiamo usato la stessa scheda richiesta nei requisiti minimi e che l'ottimizzazione grafica ancora è in corso, ci si può accontentare.
Buono anche il comparto audio con doppiaggi di qualità, effetti sonori credibili e soprattutto con la graditissima localizzazione in italiano (tutt'altro che scontata, poiché Wolcen: Lords of Mayhem non ce l'aveva, se non per l'intervento di volenterosi che lo hanno tradotto su PC. -NdNew_Neo) per i sottotitoli... e meno male, perché di testi ce ne sono veramente tanti. Durante le nostre prove abbiamo avuto qualche piccola difficoltà a entrare nei server, ma è normale dato che al momento sono poco popolati: tutto sommato però siamo sempre riusciti a cominciare una partita all'interno della quale abbiamo incrociato ovviamente gli NPC e anche qualche avversario/amico umano.
Non abbiamo avuto modo di provare il sistema di comunicazione, così come non siamo riusciti al momento a provare il sistema anti-cheat annunciato dagli sviluppatori e necessario per un gioco free-to-play come questo, avente acquisti in-game, dove il rischio sbilanciamento è sempre dietro l'angolo. I combattimenti si sono rivelati interessanti, anche se qualche nemico un po' più grosso sembrava avere troppe risorse di energia in confronto a noi (ma può essere solo un'impressione nostra).
Modus Operandi:
abbiamo potuto partecipare alla Closed Alpha 5 di Gods, Death & Reapers grazie all'invito degli sviluppatori di Wolcen Studio e al supporto di UberStrategist.
