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Titolo del gioco:
The Outlast Trials
Anno di uscita:
2023
Genere:
Avventura / Azione / Indie / Survival horror
Sviluppatore:
Red Barrels
Produttore:
Red Barrels
Distributore:
Steam
Multiplayer:
Co-op fino a 4 giocatori
Localizzazione:
Solo testo (no audio)
Requisiti minimi:
Sistema Operativo e Processore a 64-bit Windows 10 - Processore: Intel Core i7-3770 o AMD Ryzen 5 1400 - Memoria: 8 GB di RAM - Scheda Video: NVIDIA GeForce GTX 650Ti 2GB o Radeon R7 360 2GB - DirectX: Versione 11 - Connessione: Internet a Banda Larga - Hard Disk: 40 GB di spazio libero - Prezzo: €28.99
Box
  • Un parco a tema molto macabro.
  • Un'inquietante citt&agrave; abbandonata.
  • Un nemico che attacca uno dei nostri compagni.
  • Meglio nascondersi da quel mostro.
  • Un Grunts che sta per attaccare un nostro compagno.
  • Una palestra angosciante.
  • Leland Coyle che attacca un nostro alleato.
  • Leland Coyle che ci d&agrave; la caccia.
  • Madre Gooseberry che ci guarda dall'alto.
  • Una stanza speciale.
  • Lo snitch, il personaggio della prima missione.
  • Uno scienziato della Markoff Corporation.
  • Un primo piano di Madre Gooseberry ed il suo pupazzo/trapano.
  • La stanza della corte.
  • L'aggiornamento di Halloween e cosa porta.
Redattore: Federico 'Zombo' Giunta
Pubblicato il: 14-11-2023
Quando nella vita si tocca il fondo del barile e si perde ogni cosa, si è disposti a tutto pur di rimettersi in piedi, anche a diventare cavie per una corporazione con scopi contorti e dai metodi di sperimentazione per nulla etici.
Un ritorno più sadico che mai

IMPORTANTE: Ci teniamo a ricordare che il gioco è in accesso anticipato e che qualsiasi meccanica, mappa, personaggio etc. come anche molti degli aspetti elogiati o criticati in quest'articolo potrebbero essere soggetti a cambiamento negli aggiornamenti futuri. Detto questo non possiamo far altro che augurarvi una buona lettura!


Sin dal 2013, anno in cui è uscito il primo Outlast, questo titolo è sempre stato riconosciuto per l'ammontare disumano di violenza, sangue, nudità e oscenità che presenta a noi giocatori, facendoci vivere in prima persona scene abbastanza cruente totalmente prive di filtri di qualsiasi genere. Il secondo capitolo, rilasciato nel 2017, non è stato da meno rivelandosi ancora più disturbante del primo, presentando personaggi totalmente pazzi e convinti di servire una causa nobile e sacra, mentre invece stavano solamente compiendo atti rivoltanti contro di noi e la nostra famiglia. Naturalmente il tutto condito dalla loro inconsapevolezza, perché troppo accecati dalle false promesse e dai falsi ideali del cattivo principale.


Ed eccoci qui: dopo sei anni dall'ultima avventura traumatizzante, la Red Barrels ripropone tutta il sadismo di Outlast ma stavolta in un gioco multiplayer fino a 4 giocatori e con tantissime novità, tra le quali gadget, power-up, nuovi nemici ancora più inquietanti e molto altro. Ci troveremo finalmente faccia a faccia con questa famosa Murkoff Corporation, citata più volte nei giochi precedenti ma della quale siamo riusciti a sapere ancora troppo poco: sappiamo solamente che è l'azienda che ha comprato il Mount Massive Asylum, la clinca psichiatrica in cui si svolge il primo Outlast, dove nei panni di Miles Upshur, scopriamo gli atti terribili a danno di poveri soggetti, per sviluppare delle ricerche che dovrebbero portare alla creazione di un super uomo in grado di ospitare il Walrider, un'entità potentissima in grado di fronteggiare chiunque.

Pessime scelte di vita

Uno scenario cupo e quasi post-apocalittico apre la scena di The Outlast Trials, che mostra il viaggio di un volantino rosa della Murkoff Corporation che si stacca da un muro per finire svolazzando di qua e di là sopra la coperta di un senzatetto. Si tratta di un volantino propaganda che richiede a chiunque si trovi solo, povero e confuso, di partecipare a questo progetto scientifico e miracoloso che darà a ogni persona un nuovo scopo nella vita. Il motivo per cui sono specificate le caratteristiche dei candidati che devono essere soli, poveri e confusi nel volantino è perché la Murkoff sa benissimo che questo tipo di persone sono le più disperate e accetterebbero subito qualsiasi tipo di lavoro pur di togliersi dalla brutta situazione in cui si trovano. Inoltre essendo dei senzatetto sono praticamente invisibili alla società, non avendo documenti, se sparissero da un momento all'altro nessuno se ne accorgerebbe.


Non avendo altre scelte possibili, ci muoviamo per poter entrare a far parte del gruppo di ricerca per la Murkoff che, ovviamente, deve tenere nascosto il vero punto dove il quartier generale si trova, quindi sacca di iuta sulla testa e si parte. In quello che sembra un treno sotterraneo che ci sta portando al laboratorio, uno dei volontari confuso prova a scappare, non capendo dove si trovi. A quel punto le guardie provvederanno a bloccarlo in maniera violenta, facendoci capire che forse, affidarsi a questa corporazione non è stata la scelta più intelligente. Questo sospetto verrà confermato una volta arrivati a destinazione: dopo esserci tolti il sacco di iuta dalla testa, vedremo attorno a noi persone che vengono trapanate, altre smembrate e sangue in tutta la stanza. Una dottoressa si avvicinerà a noi iniettandoci una sostanza gialla nel viso, mentre in sottofondo vedremo ed ascolteremo il video di un certo Hendrick Joliet Easterman, un dottore della corporazione che ci accompegnerà fino alla fine tramite i video che appariranno occasionalmente tra una missione ed un'altra.

La dottoressa ci dice che tutti i nostri beni materiali, le informazioni su di noi ed il nostro casellario giudiziale li ha in possesso la Murkoff Corpration e ce li mosterà sopra un carretto. Un altro dottore entra in scena obbligandoci ad acconsentire a questi esperimenti che stanno per essere fatti, dove testeranno i limiti della sanità mentale delle persone, facendoci affrontare prove fisiche e mentali improponibili, e con un trapano ci avviteranno direttamente sulla testa un visore notturno.


Finito il rito di iniziazione, saremo portati al tutorial che ci mostrerà, in un'unica missione, varie meccaniche e personaggi che sono presenti nel gioco e che dobbiamo conoscere. La missione principale è di distruggere, grazie ad un tritatutto gigante posizionato sul pavimento, tutte le informazioni su di noi e tutto quello che c'è di pubblico riguardo la nostra persona, così da poter diventare un vero e proprio signor nessuno, come se non fossimo mai esistiti. Anche se questa è una missione di preparazione per quello che ci aspetterà dopo, ci fa già assaggiare la paura, l'ansia e la violenza di questo nuovo Outlast che non è in nessun modo da meno rispetto ai primi due. Finito il tutorial saremo liberi di esplorare tutte le meccaniche, le missioni, i power-up, le classi e tutto quello che c'è da scoprire di nuovo dentro alla lobby del gioco dove potremo anche conoscere nuove persone, creare la nostra squadra per affrontare le varie missioni in compagnia, comprare nuovi potenziamenti o semplicemente scegliere la prossima missione da fare in solitaria.

Tante innovazioni tecniche

La lobby è attrezzata con due minigiochi da poter fare con i propri amici o con degli estranei, ovvero scacchi e braccio di ferro, per passare il tempo aspettando che il leader del gruppo scelga la mappa o per staccare un po' la spina dalle nostre avventure spaventose. Abbiamo la nostra cella dove poter dormire e varie zone dove comprare power-ups o potenziamenti per la nostra classe. In tutto ci sono quattro classi che ci danno un potere speciale in base a quale scegliamo, ovvero la classe curatrice, quella che può vedere attraverso i muri, quella che può piazzare bombe e quella che può stordire i nemici, e ogni volta che compriamo un potenziamento per una classe, questa diventa più efficace, più potente e più forte, per avvantaggiarci di più durante il gioco. Possiamo anche comprare potenziamenti generici per il nostro personaggio, come nuovi movimenti, funzionalità e varie abilità che rendono più fluido il gameplay e che ci fanno guadagnare più tempo per scappare dai nemici o per completare le nostre missioni.


La meccanica più importante che la Red Barrels introduce su The Outlast Trials, purtroppo non presente negli altri capitoli della saga, è il multiplayer: la possibilità di poter svolgere queste missioni e condividere le emozioni di paura, ansia e terrore con i propri amici è una sensazione bellissima che nessun gioco in single player potrà mai darci, anche perché lo stesso gameplay muta radicalmente con paura e ansia che possono trasformarsi in una risata se si è in compagnia. Questo contribuisce alla completezza del gioco in grado di regalare sia emozioni negative forti come il disgusto per alcune scene violente e sadiche ed il terrore di posti bui e tenebrosi che nascondono i mostri più contorti di sempre, sia emozioni positive come le risate con gli amici, il divertimento di affrontare queste creature insieme creando strategie per distrarre determinati nemici per permettere agli altri di passare in una zona in cui va fatta una missione e tantissimo altro.

Oltre che da noi e dai nostri amici, i posti dove si svolgeranno queste prove saranno abitati da quelli che vengono chiamati "Ex-Pops", ovvero la Experimental Population, una serie di cavie che hanno fallito i test del progetto e che ora vagano per queste strutture a perseguitare i nuovi arrivati. I principali antagonisti della serie sono proprio loro e tra i più importanti troviamo Madre Gooseberry con il suo pupazzo/trapano che usa come arma letale e Leland Coyle a cui piace usare il suo manganello elettrico per torturare le cavie e i vari "gruginiti", altri esseri neutrali ma a volte ostili che vagano per le strutture della Murkoff. Avremo poi il Pusher dotato di un gas che ci alza il livello di psicosi, procurandoci delle visioni di Skinner Man, un uomo dalle sembianze del precendete citato Hendrick Joliet Easterman che ci farà danno piano piano finché non moriremo o non recuperermo la sanità mentale, lo Screamer che se infastidito lancerà un urlo che ci stordirà rendendoci vulnerabili, il Puncher che starà nascosto in vari luoghi e quando ci avvicineremo troppo salterà fuori per colpirci e per farci prendere danno, l'Imposter che si trasforma in uno dei nostri compagni di squadra per accoltellarci all'addome, e poi abbiamo altre variabili dei semplici Grunts, come quello che vede al buio, quello grosso e quello cieco ma molto potente.


Per poter sopravvivere in queste missioni, la gentilissima Murkoff Corporation ci lascerà in giro per le varie mappe degli oggetti che ci aiuteranno nel nostro percorso, come farmaci per recuperare la salute, batterie per ricaricare i visori notturni che ci sono stati avvitati permanentemente alla testa, grimaldelli per aprire delle cassette chiuse a chiave, delle siringhe di adrenaline per aumentare la stamina, gli antidoti per recuperare la sanità mentale, varie chiavi per passare alle zone successive, ma soprattutto bottiglie e mattoni da poter prendere e lanciare in faccia ai nemici per rallentarli e guadagnare il tempo necessario per sfuggire dalle loro mani.

Le novità di Halloween

Durante Halloween, alla Red Barrels hanno deciso di utilizzare questa festa celtica per lanciare delle novità in The Outlast Trials: l'aggiunta più grande è la nuova mappa per una prova dove va eliminato il giudice di una corte perché solo la Murkoff Corporation può fare giustizia, e tocca a noi poveri malcapitati punire chi prova a strappare questo diritto dalla corporazione. Nuova mappa significa anche nuove missioni, nuove meccaniche e nuovi nemici da affrontare in compagnia o da soli, e le ambientazioni cupe e disturbanti di Outlast si mischiano alle tradizioni di Halloween, creando un misto ancora più spaventoso oltre che iconico.


In aggiunta alla nuova mappa hanno creato un capitolo a parte che però è solamente riservato al periodo di Halloween, il che significa che finito il limite di tempo, il progetto Geister, ovvero questa nuova modalità, verrà rimossa. Questo evento include tante nuove missioni a tema che si svolgeranno in nuove zone dedicate solo ed esclusivamente a loro, e le nostre care e vecchie conoscenze saranno lì presenti a darci la caccia ancora una volta per fermarci dal compiere le nostre missioni. Sono stati aggiunti anche dei collezionabili a tema Halloween che possiamo comprare con i soldi del gioco guadagnabili completando varie missioni e poi piazzarli all'interno della nostra stanza/cella per dare un tocco di Halloween anche lì dentro. Possiamo appendere poster, quadri, decorare le pareti, la moquette, aggiungere oggetti sopra al comodino, e addirittura indossare degli outfit leggendari esclusivi, oltre a quelli a tema Halloween come costumi di scheletri, da spaventapasseri, etc. Insomma gli sviluppatori hanno utilizzato questa festa che condivide il tema della paura con il gioco, per poter aggiungere delle novità e aggiustare qualcosina di qua e di là, un'ottima mossa strategica.

Un nuovo modo di vivere Outlast

Se già Outlast e Outlast 2 eccellevano per la storia, la grafica, e le scene forti realizzate con cura dagli sviluppatori, ci stupirà come The Outlast Trials supera ancora di più i due titoli precedenti nel lato grafico; si vede che chi crea i modelli dei personaggi ha fatto un ottimo lavoro, conosce bene l'anatomia del corpo umano e sa esattamente come si comporta in determinate situazioni. Per non parlare del lato psicologico dei personaggi: si vedono la pazzia, il sadismo e la violenza sgorgare fuori dai volti dei cattivi, le pessime condizioni fisiche e mentali di chi si ritrova a far parte di questo progetto contorto e la cattiveria della corporazione che spaccia la propria causa come una causa onorevole e altruista, nascondendo al mondo quelli che sono veramente i propri obiettivi.


Le missioni sono divertenti da giocare, sempre diverse e complicate ogni volta, ma purtroppo hanno qualche negativo che va sottolineato: partendo dai nemici citati in precedenza che - anche se spaventosi, ostili ed inquietanti - sono facilmente evitabili e molto più lenti rispetto a noi e spesso non ci vedono se c'è un po' d'ombra. Come se non bastasse i cattivi sono molto statici e rimangono in zone strettamente circoscritte, muovendosi solo se facciamo rumore, poco e di rado. Questo vuol dire che giocando online con partner che sanno muoversi, è possibile completare una missione in 6 minuti perché i nemici non riescono a stare al passo dei giocatori.


A differenza degli altri titoli, The Outlast Trials nasce come gioco multiplayer e si vede sin dall'inizio: nonostante ci venga presentato come un gioco che possiamo giocare in entrambi i modi, sia soli che in compagnia, la modalità multiplayer è nettamente avvantaggiata rispetto quella single player. Questa scelta non fa di The Outlast Trials un gioco peggiore, anzi, la possibilità di poter affrontare queste missioni con degli amici è molto divertente, però ovviamente il gameplay perde l'autenticità dei primi due, perché ad esempio se si gioca da soli, si possono avere delle cutscene e dei jumpscare programmati in determinate parti delle strutture, mentre invece in multiplayer ogni giocatore sarà in parti diverse e non sarà possibile sincronizzare tutti in una zona delimitata per far partire la cutscene.

Certo, avremo tante altre occasioni per essere spaventati da jumpscare casuali che potranno essere pianificati come quelli dei Puncher nascosti in giro, oppure semplicemente correndo e scappando da uno degli Ex-Pops potremmo imbatterci in un altro di loro che semplicemente si ritrovava a passare di lì. Prima di entrare in ogni prova, sarà il nostro caro dottor Hendrick Joliet Easterman che ci introdurrà alla missione che stiamo andando a svolgere tramite una vecchia TV che occasionalmente scenderà dal soffitto della sala d'attesa e, una volta terminata la simpatica spiegazione, un gas verdastro verrà spruzzato nella stanza prima di lasciarci andare, provocandoci delle allucinazioni estremamente disturbate, compariranno manichini di bambini che trapanano corpi, degli Ex-Pops che violentano poveri reagenti (noi cavie di questo progetto ci chiamiamo così) e addirittura ogni tanto qualche corpo nudo o malforme. Dopo queste scene che ci fanno pregustare la missione che stiamo per affrontare, possiamo cominciare.


Le missioni variano di livello in livello e se si gioca in singolo, può capitare di annoiarsi per la scarsa diversità di missioni proposte dato che, anche se cambiano le ambientazioni, il meccanismo è lo stesso, mentre se si gioca in multiplayer anche se le missioni vengono riproposte ma in salse diverse, ci si diverte comunque. Una scelta intelligente che potevano fare gli sviluppatori era quella di dividere il single player dal multiplayer invece di amalgamare forzatamente le due cose, così da avere un'esperienza simile ma non uguale per ogni modalità, in quanto sono due modi di giocare completamente differenti. Potevano creare una modalità storia dove le prove venivano proposte in successione, senza l'interruzione del ritorno alla lobby ogni volta che se ne finisce una, magari legate da delle cutscenes che spiegavano come avvenivano i vari spostamenti di luogo in luogo e con una varietà di missioni più ampia proprio come negli Outlast precendenti.

Quest'ambiziosa scelta di creare un Outlast giocabile con gli amici risulta ottima in quanto il gioco è propenso ad essere multiplayer, anche se è stato trascurato troppo il lato single player che si presenta come una sorta di multiplayer adattato alla nostra sola presenza lasciando attive tutte le meccaniche online, come la pausa che non ferma il gioco e lo fa continuare in background, oppure il fatto che dopo un determinato periodo di inattività veniamo espulsi dalla missione perdendo ogni progresso. C'è quasi una totale assenza di bug/glitch visivi spesso presenti in giochi con una grafica così avanzata, e si nota una particolare attenzione per qualsiasi lato che riguarda il gioco, che riguardi grafica o sonoro. Giocare le missioni da soli è comunque molto divertente, a parte queste piccole imperfezioni che potranno essere sistemate facilmente in un prossimo futuro. Il gioco risulta spaventoso al punto giusto, disturbante come un Outlast che si rispetti e con il multiplayer che incide positivamente sulla longevità, a patto di sistemare meglio il comparto single player.

Modus Operandi:

Abbiamo potuto vivere le sadiche missioni della Murkoff Corporation e provato a cambiare la nostra vita per il meglio grazie ad un codice gentilmente fornitoci da Dead Good Media.

Finalmente Outlast diventa una trilogia con questo prequel rilasciato recentemente dalla Red Barrels, che ha deciso di puntare di più sul multiplayer. Grafica e sonoro sono estremamente curati, come l'attenzione ai particolari, creando un'esperienza di gioco molto fluida e con quasi zero sbavature. Buona anche la narrazione approfondita a dovere sul sito ufficiale che vi invitiamo a consultare. Peccato per il single player che poteva essere curato di più o addirittura sviluppato a parte per permetterci di gustarci a pieno la solitudine di questi posti, un po' come facciamo nel tutorial dove siamo da soli. Il fatto che The Outlast Trials sia in accesso anticiato ci fa credere che gli sviluppatori sistemeranno queste piccole imperfezioni per rilasciare al pubblico un gioco estremamente ben fatto.
  • Il multiplayer è fantastico...
  • Grafica e sonoro ottimi
  • Quasi totale assenza di Glitch/Bug
  • Longevo se giocato con gli amici
  • C'è tutto il sadismo di Outlast
  • ... ma il singleplayer è molto trascurato
  • Missioni a volte troppo ripetitive
  • IA dei nemici troppo scarsa