Con la terzina d'apertura del III° canto della Divina Commedia, naturalmente Inferno, inizia il nuovo gioco degli italianissimi One-O-One Games che già ci avevano deliziato qualche tempo fa con il ben riuscito The Suicide of Rachel Foster, rimarcando ancora una volta, caso mai non si fosse capito, il loro interesse verso le avventure grafiche con trame originali e dai contorni inquietanti. Questa volta hanno puntato in alto andando a tirare in ballo nientemeno che l'opera italiana forse più famosa in tutto il mondo, quella scritta dal sommo poeta che descriveva il suo lungo viaggio tra Inferno, Purgatorio e Paradiso. Non è la prima volta che Dante e la sua Opus Magnum finiscono nel mondo dei videogiochi.
Era il lontano 1986 quando Dante's Inferno usciva su Commodore 64 attraendo migliaia di giocatori più per il nome che portava che per il gameplay ai limiti del cervellotico, opera peraltro che condivide solo il titolo con l'altra uscita nel 2010 su PS3 e Xbox 360. In maniera meno esplicita, poi, ispirato alla Divina Commedia è anche Devil May Cry del 2001 con una quantità industriale di citazioni. Non sono tantissimi e questo dimostra quanto sia spinoso avventurarsi in un videogioco attraverso le trame Dantesche: un azzardo che rischia di trasformarsi in una cantonata clamorosa. Proprio per questo gli sviluppatori di The Alighieri Circle: Dante's Bloodline hanno preferito imbastire una narrazione completamente nuova cercando di calare l'asso dell'originalità.
La trama di gioco parte direttamente dal viaggio di Dante Alighieri e dalla teoria, sposata da qualche corrente di pensiero, che Dante quel viaggio lo abbia fatto per davvero. Effettivamente comincia fin da allora la dannazione della sua famiglia, gli Alighieri per l'appunto, costretti ogni 33 anni e quindi di generazione in generazione, a ripetere il viaggio nell'Abisso per evitare che l'umanità finisca per sprofondare nel baratro della dannazione. Una vita vissuta (dagli Alighieri) in funzione di quel giorno nel quale dovranno recarsi alla villa di famiglia, scendere nella cripta, aprire il portale e affrontare le insidie dell'oscurità. Un tema molto interessante, angosciante se vogliamo, che vede la famiglia come vittima, suo malgrado, di una vera e propria dannazione.
È il destino che aspetta Gabriele Alighieri, l'ultimo discendente della stirpe, costretto a lasciare la moglie Dalila e la figlia Ginevra per andare a compiere il suo dovere che avrebbe assicurato all'umanità intera ulteriori 33 anni di "relativa" tranquillità. Inizia così la nostra storia in un gioco che presenta una visuale in prima persona e che ci vede già all'interno della grande villa degli Alighieri mentre facciamo le ultime considerazioni prima di partire per il viaggio.


Dopo aver recuperato le statuette, necessarie per aprire il portale e magari aver raccolto alcuni documenti lasciati lì da chi ci ha preceduto nell'avventura, siamo pronti ad aprire il portale e varcare le porte dell'Inferno. Ma niente è come avevamo immaginato, e la descrizione di Dante nella sua opera (con tanto di gironi infernali) non coincide con quello che ci si para davanti agli occhi. Come ci verrà spiegato l'Abisso si modella di volta in volta a seconda della psiche di chi vi si avventura con tutta una serie di proiezioni che trovano sempre coerenza, con il vissuto e l'inconscio, del diretto interessato.
Come in un'immagine offuscata che si schiarisce passo dopo passo, Gabriele troverà residui del suo passato (un aereo e uno strano biglietto per esempio) e vedrà anime dannate, stranamente di pietra e fuse con gli alberi del luogo che rappresentano un nuovo concetto di dannazione. Ad assisterci nell'impresa c'è la nostra guida, o almeno la voce di un nostro Antenato, che ha affrontato la prova prima di noi e che ci fa capire fin da subito come chi entra nell'Abisso ne esca profondamente cambiato perché ogni visitatore vi lascia una parte di sé. Ci sono tre prove da superare per recuperare le tre pagine originali della Divina Commedia che metteranno fine alla dannazione (almeno per altri 33 anni).

The Alighieri Circle: Dante's Bloodline si presenta con tutti i crismi canonici delle avventure grafiche: bisognerà camminare all'interno dei vari ambienti, recuperare degli oggetti e affrontare poi dei puzzle per poter andare avanti. Gli enigmi non sono immediatamente intuitivi, anzi, bisognerà cercare di approfondirne il contorno prima di vederli in maniera chiara: è quello che avviene nel primo portale quando, girovagando un po', recupereremo informazioni che ci suggeriranno poi la stessa soluzione. È necessario quindi trovare la corretta chiave di lettura per poter andare avanti perché come ci dice la nostra stessa guida, l'Inferno va affrontato (non sconfitto) con l'astuzia e con la mente e non con la forza bruta.
Non ci sono molte spiegazioni, non ci sono aiuti, quindi bisogna non solo far lavorare bene la nostra materia grigia ma cercare anche di trovare la giusta chiave di lettura prevista dagli sviluppatori con un pizzico di rigidià che rende alcuni puzzle di certo non semplici da risolvere. La stessa mappa di gioco ci indica gli ambienti (solo nella villa) ma non la nostra posizione, giusto per fare un esempio. Fortunatamente gli oggetti utili da raccogliere sono ben evidenti sulla scena e almeno da questo punto di vista non dovremo "dannarci" (se passate il termine visto l'argomento... -NdR) più di tanto.


Dal punto di vista grafico il gioco è molto interessante. La villa degli Alighieri è ben disegnata in ogni stanza e anche nei vari oggetti posizionati in giro e riesce a trasmettere quel clima di oppressione che punta più all'inquietudine che all'horror vero e proprio. Le cose migliorano ulteriormente nell'Abisso, dove il contrasto dei colori tra la quasi monocromia delle diverse strutture e il rosso sangue che ne irrora ogni singola parte, creano un impatto visivo sicuramente non indifferente. Ci sono anche momenti molto interessanti, coadiuvati da una buona regia che gioca bene con zoom e inquadrature, soprattutto quando incontriamo la rappresentazione del nostro Antenato oppure quando troviamo Caronte immerso in mezzo al lago.
La sua buona parte la fa anche il doppiaggio, fortunatamente anche in lingua italiana che, anche se non eccelle più di tanto, fa comunque il suo buon lavoro con picchi anche molto interessanti, soprattutto nella voce di Dalila e dello stesso Caronte. Il nostro Gabriele sarà comunque costretto a fare avanti e indietro tra la villa e l'Abisso per ritrovare le tre pagine e questo continuo alternarsi di ambientazioni, evidenzia ancora di più due ambienti assolutamente diversi ma con il comun denominatore dell'atmosfera opprimente, con l'Abisso che in più sembra mettere a nudo tutti i nostri pensieri, ricordi ed esperienze passate. Peccato per alcune scelte strane come ad esempio l'impossibilità di accedere al diario, nella fase iniziale, man mano che recuperiamo le 7 pagine sparse per la villa.

Il punto centrale di gioco è la narrazione che ci guida nel viaggio più introspettivo che reale di Gabriele all'interno dell'Abisso. Una trama di gioco che in linea di massima regge il difficile compito affidatole anche se, soprattutto nella seconda metà dell'avventura, si perde un pochino in lungaggini che rallentano ulteriormente il ritmo di gioco. Il finale poi, del quale non diciamo assolutamente nulla ovviamente, lascia qualche interrogativo aperto il che è un bene per un eventuale sequel ma non elimina quell'amaro in bocca che resta dopo aver affrontato (è il caso di dirlo) le pene dell'inferno per arrivare alla fine. Tutta la storia dura dalle 4 alle 5 ore, un tempo tutto sommato onesto e accettabile.
Dal punto di vista tecnico ci sono alti e bassi: nulla da dire sul comparto grafico, come già analizzato in precedenza, con dei bellissimi spunti soprattutto nel "mondo di sotto" anche se ci sono poche impostazioni con le quali giocare (tranne una scelta tra qualità alta, media e bassa), per adattare schede video non proprio nuovissime al gioco stesso. Con la nostra GTX 1650 che è ben più alta dei requisiti minimi dichiarati, a nostro avviso, avremmo potuto ottenere sicuramente di più, invece il gioco anche calandone la qualità ha mantenuto quei fastidiosi rallentamenti nelle animazioni. Un paio di volte poi siamo stati costretti a riavviare perché non veniva ad esempio riconosciuto il Controller (quello Xbox è pienamente supportato). Buono il comparto audio, oltre che per il doppiaggio, anche per gli effetti sonori che abbinati a delle buone cuffie contribuiscono all'immersività del giocatore.
Modus Operandi:
abbiamo esplorato l'inferno degli Alighieri grazie a un codice fornitoci da JF Games.
