Gli sparatutto a scrolling orizzontale stanno, di questi tempi, vivendo una seconda giovinezza anche se in linea di massima si tratta di piccoli capolavori del passato riportati all'attenzione dei nuovi giocatori in versione riveduta e corretta. Lo abbiamo visto con il recente Soldner-X 2: Final Prototype, ma anche con lo stesso R-Type Delta per non parlare di Platypus Reclayed e di Project X: Light Years giusto per fare qualche esempio. Il genere sparatutto a scrolling orizzontale (o verticale) ebbe la sua vera e propria fortuna a cavallo degli anni '80 e '90 grazie alle macchine da sala giochi, mangiasoldi per definizione, che trovarono in questo tipo di giochi dalla difficoltà quasi sovrumana, un modo per incollare i giocatori allo schermo spendendo anche la pensione del nonno.
Stiamo parlando, naturalmente, di un altra definizione della curva di difficoltà assolutamente sconosciuta ai giocatori moderni. Giochi nei quali bisognava memorizzare ogni singolo proiettile, pattern d'attacco e posizionamento nemico prima di riuscire anche a pensare di poter andare avanti. Quando poi ci fu la transizione con gli home computer si rese necessario scendere a compromessi tra le risorse hardware e il gameplay che si cercava, quantomeno, di mantenere fedele al titolo originale.
Sarebbero davvero tanti, forse troppi, i titoli che furono trasposti sul mercato domestico, spesso da conversioni da coin-op altre volte nati da idee originali (ad esempio Armalyte su C64). Il comun denominatore era sempre lo stesso: una difficoltà esagerata che poteva essere superata solo con un impegno e una dedizione ai limiti del maniacale. Lo stesso destino ha avuto R-Type Dimensions III: concepito inizialmente per Super Nintendo (con il titolo R-Type III: the third Lightning), non è mai uscito dalla console d'origine salvo una conversione per Game Boy Advance nel 2004 e rappresentava fondamentalmente il terzo capitolo sulla lotta contro le flotte Bydo.
Ad attirare l'attenzione il biomorfismo tra tecnologia e parti biologiche che ne componeva i livelli, un buon impatto grafico (per quel tempo) e soprattutto un gameplay tarato e plasmato rispettando tutti i crismi dei giochi di quel tempo che richiedevano, cioè un impegno e una precisione maniacale per poterne superare tutti i livelli. Inoltre, novità per l'epoca, fu introdotta la differenziazione del Force - la navicella che può gravitare nello spazio o può attaccarsi a noi avanti, o dietro e in grado di offrirci fuoco aggiuntivo e protezione dai colpi avversari - con la possibilità di scegliere tra le tre disponibili fermo restando che i tipi di attacco/difesa erano diversi tra i vari modelli.


L'idea, quindi, di riproporre un titolo sconosciuto a chiunque vivesse fuori dal mondo Nintendo ha creato un buon livello di hype sia perché stiamo comunque parlando di R-Type, uno dei capisaldi degli sparatutto a scorrimento orizzontale, poi perché l'idea di poterlo vedere in chiave moderna, con gli effetti grafici di oggi, onestamente incuriosiva e non poco. La prima domanda che ci poniamo però è sempre la stessa: siamo in presenza di una remastered o di un remake? Fondamentalmente siamo nella seconda ipotesi perché, come vedremo poco più avanti, non c'è stata solo una riscrittura visiva del titolo.
Una volta lanciato il gioco, ci viene chiesto di scegliere tra 2 livelli di difficoltà, ma soprattutto fra la modalità classica e quella infinita. Questa è la prima vera innovazione del nuovo gioco. Con la modalità classica ad ogni fallimento partiremo da inizio livello (o ultimo check point) e avremo un numero limitato di vite a disposizione, mentre con la modalità infinita potremo provare tutte le volte che vorremo ripartendo dal punto in cui abbiamo sbagliato. Una facilitazione non da poco che mira ad estendere il gioco anche a chi non ha l'abilità o la pazienza per cimentarsi con la modalità originale, consentendo di poter vedere tutti i livelli anche morendo una quantità industriale di volte.

Altre scelte che ci vengono proposte riguardano l'aspetto grafico tra il 3D e il 2D, la visualizzazione avanzata o originale e il movimento della telecamera tra normale e crazy (tutte opzioni modificabili comunque in corsa entrando nel menu di pausa). È rimasta uguale la scelta dei tre Force tra Round (quella classica più adatta a giocatori già abituati al genere), Shadow e Circle per le quali come già detto cambieranno anche gli effetti dei power up trovati in giro e il nome della navicella R-90 Ragnarok che rappresentava a suo tempo l'evoluzione della R-9A Arrowhead.
C'è la possibilità di "switchare" in corsa tra la grafica moderna e quella originale con la pressione del tasto Y. Questa scelta non è squisitamente estetica, ma si è resa necessaria - durante i nostri test - in alcuni livelli dove il design moderno sembrava creare su schermo più confusione di quella tollerabile e quindi il passaggio alla visualizzazione classica, più pulita sembrava fare maggior chiarezza.
Il Bleem, cioè il colpo caricato (tramite la pressione prolungata di A sul Controller Xbox Series X|S collegato a PC), mantiene la connotazione originale della doppia carica con effetti maggiormente devastanti pagando lo scotto di un maggior surriscaldamento della navicella. Per il resto il fuoco è abbinato non solo al tasto A, ma soprattutto al grilletto posteriore che può essere tenuto premuto più agevolmente per una sorta di fuoco continuo. Invece il Force è gestibile con il tasto X sul Controller, opzione utilissima per passarlo dalla protezione anteriore a quella posteriore oppure per lanciarlo libero nello spazio.


Parliamo quindi di remake, perché questo R-Type Dimensions III ha vissuto una riscrittura tale che lo rende più adatto ai nuovi giocatori, oppure a quelli più grandicelli che vogliono vivere un tuffo di nostalgia in chiave riveduta e corretta. Non lo rende adatto invece per i veri e propri appassionati che del gioco originale conoscevano ogni singolo pixel. Questo avviene perché oltre alla riscrittura grafica che, anche nel caso della visualizzazione classica, ha fatto i conti con il passaggio dal 4:3 al 16:9 sono state ritoccate alcune forme di attacco dei nemici, la loro energia e perfino il posizionamento iniziale. Lo stesso Bleem è stato rivisto dato che adesso si ferma al primo ostacolo raggiunto.
Ne viene fuori che chi conosceva il gioco a memoria adesso si troverà davanti un titolo sostanzialmente diverso che li metterà ulteriormente in difficoltà. Inoltre alcune scelte grafiche soprattutto per la parvenza di 3D hanno cambiato la linearità della prospettiva con il risultato che anche gli elementi dello scenario adesso rischiano di farci fuori aumentando ancora (se ce ne fosse bisogno il livello di difficoltà del gioco). Anche qualche hitbox sembra onestamente agire in maniera diversa rispetto alla versione originale (che abbiamo voluto andare a riprovare proprio per recensire meglio il gioco paragonando le due versioni). A mantenersi quasi costante è il livello di difficoltà che, nella modalità classica, lo rende quasi proibitivo.

Dal punto di vista tecnico R-Type Dimensions III si difende anche abbastanza bene: graficamente il nuovo restyling e le nuove texture lo rendono ancora più spettacolare e lo stesso vale per il riarrangiamento della colonna sonora che, tuttavia, sembra aver perso un po' di mordente rispetto a quella originaria. Peccato per la mancanza assoluta di extra e soprattutto della modalità allenamento tanto cara a chi ama i giochi di questo tipo. Bisogna convincersi però di una cosa: siamo davanti a un remake che rende questa nuova versione diversa rispetto al gioco originale su Super Nintendo proprio per il gameplay che ha modificato pattern, energia di alcuni nemici e soprattutto il posizionamento. Altro aspetto negativo secondo noi è il prezzo, un po' alto rispetto a quanto richiesto per altri giochi simili.
C'è anche una modalità multiplayer in co-op locale che accresce il divertimento da un lato, ma aumenta il caos sullo schermo dall'altro (se però vi abbinate a uno bravo il discorso cambia). In conclusione R-Type Dimensions III è un bel gioco che piacerà sicuramente a coloro che non lo conoscono oppure a coloro che a suo tempo non riuscivano proprio a fare dei progressi con il gioco originale, grazie alla modalità infinita. Invece quelli che sono cresciuti a pane ed R-Type e ne conoscono ogni singolo pixel potrebbero rimanere delusi.
Modus Operandi:
Siamo tornati nel mondo degli shoot'em up con R-Type Dimensions III grazie ad un codice datoci da PR Hound.
