Recensione PC
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Titolo del gioco:
Deer & Boy
Anno di uscita:
2026
Genere:
Action / Adventure / Indie
Sviluppatore:
Lifeline Games
Produttore:
Dear Villagers
Distributore:
Steam
Multiplayer:
Assente
Localizzazione:
Solo testo (no audio)
Requisiti minimi:
Sistema Operativo: Windows 10 (64bit) - Processore: FX 6300 X6 | Core I3-8100 - Memoria: 8 GB di RAM - Scheda Video: GeForce GTX 750Ti / Radeon RX 560 - DirectX: Versione 12 - Hard Disk: 6 GB si spazio disponibile - Prezzo: €19,99
Box
  • Che bella e poetica immagine.
  • C'&egrave; una buona variet&agrave; di colori, ma poco dettaglio (per scelta).
  • Con il nostro amico nello zainetto siamo pronti.
  • Occhio alla strada... passano mezzi pesanti.
  • Con un piccolo amico si &egrave; meno soli.
  • Meglio accarezzare il cervo ogni tanto.
  • Bisogna entrare... ce la faremo?
  • Occhio a non farci scoprire.
  • La strada sar&agrave; irta e per nulla agevole.
  • E a volte anche il tempo &egrave; contro di noi.
  • L'amico cervo ha strani poteri... impariamo ad usarli.
  • La key art ufficiale del gioco.
Redattore: Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri
Pubblicato il: 27-06-2026
Un ragazzo problematico e un piccolo cervo: ed è subito poesia.

Ultimamente i giochi nei quali piccoli protagonisti interagiscono con dolci animali arrivano sempre più frequentemente sul mercato. Ispirato a Planet of Lana (il secondo capitolo lo trovate qui), il nuovo gioco di Lifeline Games punta tutto sulla dolcezza e sul rapporto uomo-animale in un’avventura narrativa che, stracolma di metafore, cerca di raccontarci una storia che si rivelerà pian piano durante tutto il percorso. Non è semplice trovare il giusto equilibrio tra dolcezza e gameplay dal momento che il rischio è sempre quello di enfatizzare una parte a discapito dell’altra.


A giocare un ruolo fondamentale invece è sempre la regia in grado di intervallare l’azione nuda e cruda con cutscenes che, oltre a spiegare la storia, trasmettono forti emozioni. Deer & Boy danza tra le sensazioni giocando, forse un po’ troppo, con le metafore che, se abusate, offuscano la storia anziché esaltarla come dovrebbe essere. Eppure il senso di scoperta e la volontà di vedere cosa c’è dopo sono comunque presenti invogliando il giocatore ad andare avanti. 

UNA FIABA TUTTA DA SCOPRIRE

Il gioco inizia con un ragazzo che scappa nottetempo dalla propria abitazione, lanciandosi per le strade della città prima e dei boschi poi. Non si capisce il perché del gesto; per trovare una spiegazione ci toccherà andare avanti nel gioco, quindi inizialmente il tutto sembra sconnesso e poco coerente lasciando a noi l’onere di fantasticare sulle motivazioni. Dovrà nascondersi, evitare auto e altri umani, arrampicarsi e spostare casse per procedere scenario dopo scenario da sinistra a destra con il solo obiettivo di andare avanti verso non si sa che cosa.


Dopo un po’ però incontrerà l’altro protagonista del gioco, un piccolo cervo che dopo aver fatto capolino più volte sullo scenario, diventerà il suo compagno inseparabile in un percorso di crescita che coinvolgerà entrambi. Ci sono momenti forti intanto, onestamente anche ben rappresentati, ma non vogliamo raccontarveli per non togliere nulla al piacere di scoprirlo da soli. Comunque gli interrogativi irromperanno nella nostra mente, centrati fondamentalmente sul come mai un ragazzino decide di lanciarsi all’avventura fuori dalla sicurezza delle mura domestiche... e sul perché nessuno sembra cercarlo, oppure perché i vari personaggi sullo sfondo sembrano tutti ignorare un ragazzino piccolo che tutto solo va a zonzo per città e boschi.

DIFFICOLTÀ AI MINIMI TERMINI

Dal punto di vista del gameplay il gioco è abbastanza semplice, forse troppo, tanto da durare all’incirca 3-4 ore anche perché non ci sono collezionabili di alcun tipo, non c’è rigiocabilità e i vari puzzle da affrontare, fondamentalmente dovuti a ostacoli ambientali o a semplici interruttori da attivare sono intuitivi e abbastanza guidati. Il moveset è semplice, mantenendosi tale anche quando ci portiamo nello zaino il piccolo cerbiatto da posare e riprendere man mano che dovremo arrampicarci, saltare e così via. Va da sé che la metafora principale, basata sul rapporto tra uomo e animale si fa forte proprio in questi momenti quando dopo aver superato un ostacolo dovremo permettere al nostro piccolo amico di raggiungerci e viceversa, con la parte dominante del rapporto che cambia durante la storia.


Il nostro piccolo cervo crescerà e da semplice gregario si trasformerà in protagonista quando sarà grande e forte, quindi molto più efficace di noi nel trovare il modo per andare avanti. I comandi sono semplici come dicevamo anche se la sensazione, non molto gradevole, è che il nostro ragazzino possa muoversi sulla scena in maniera fin troppo lineare seguendo binari preimpostati: sensazione questa che si ripete anche durante la risoluzione dei vari puzzle mai troppo impegnativi.

QUALCHE INTOPPO NEL GAMEPLAY

Qualche piccolo problemino lo abbiamo riscontrato, dovuto prevalentemente alla scarsa comunicazione verso il giocatore. Ci sono dei momenti nei quali, infatti, il gioco accede alla dimensione della profondità che lo fa pendere più verso il 2.5D rispetto al 2D canonico che ci presenta all’inizio. Nulla di male se non fosse che questa possibilità non ci viene segnalata costringendoci a bloccarci per lungo tempo in un punto salvo poi scoprire che c’era un appiglio vicino a noi al quale accedere mandando il pad verso l’alto. Inoltre un paio di volte la risposta ai comandi non è stata proprio immediata, così come quando abbiamo provato a comunicare con il cervo per indicargli i movimenti da fare ma solo insistendo più volte sui pulsanti del controller siamo riusciti a farci ascoltare.


Inoltre il ritmo di gioco è sempre abbastanza lento, tendendo più a un’avventura narrativa che a un platform vero e proprio. Scelta questa che si enfatizza verso la metà della storia quando il ritmo sembra rallentare ulteriormente salvo poi, fortunatamente, ripagarci con un bel finale tutto da vedere. L’interazione tra il bimbo e il cervo è forte e necessaria per andare avanti, soprattutto quando una strana sostanza viola farà la sua apparizione, certificandosi come la vera e propria minaccia da sconfiggere per arrivare alla fine del viaggio.

TECNICAMENTE

Graficamente parlando il gioco ha uno stile tutto suo, con delle texture non particolarmente dettagliate per scelta e colori appositamente meno brillanti. Tutto sommato vanno bene anche le animazioni così come le cutscenes evidenziano una certa attenzione alla regia necessaria per enfatizzare i momenti più importanti. È un gioco molto silenzioso che va avanti a piccoli versetti e mugugni lasciando alla colonna sonora e all’impatto visivo il compito di raccontare tutta la storia.


Il gameplay è semplice, forse anche troppo, a palese scelta di una bilancia che pende più dal lato di un’avventura narrativa che dal lato action vero e proprio, di conseguenza il gioco si offre maggiormente a chi vuole assistere a una bella fiaba rispetto a quelli che invece cercano azione e adrenalina. Peccato per qualche scelta comunicativa poco azzeccata e per la responsività ai comandi non sempre pronta. Il messaggio trasmesso comunque arriva, questo è certo e il finale compensa abbondantemente anche i cali di ritmo presenti durante il percorso.

Modus Operandi:

abbiamo accompagnato un ragazzino e un piccolo cervo grazie a un codice fornitoci da ICO Partners.

Deer & Boy è un bel tentativo di offrirci una nuova fiaba dove il rapporto tra umani e animali viene esaltato all’ennesima potenza, fino a creare un connubio indissolubile. È tutto un valzer di metafore e di messaggi che gli sviluppatori provano a trasmettere al giocatore attraverso un percorso di crescita, che vede continuamente ribaltate le priorità all’interno del piccolo duo, fino a convincerci della necessità di entrambi i protagonisti per andare avanti. Nel mezzo tanti momenti di dolcezza, di empatia, di approfondimento narrativo forse penalizzati da un ritmo troppo lento, da un livello di difficoltà troppo semplice e da qualche intoppo nel gameplay a volte anche evitabilissimo. Siamo davanti a un’avventura narrativa a una storia tutta da seguire e da godere, cercando di recepire tutti i messaggi che ci vengono inviati. Proprio questa caratteristica, ovviamente, non lo rende un gioco adatto a tutti
  • Bellissima storia tutta da scoprire
  • Ci sono momenti di regia davvero belli
  • Adatto per chi vuole rilassarsi senza troppi pensieri
  • Qualche intoppo sul gameplay
  • Migliorabile la comunicazione verso il giocatore
  • A qualcuno potrebbe sembrare eccessivamente lento
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