Recensione PC
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Titolo del gioco:
KARMA: The Dark World
Anno di uscita:
2025
Genere:
Avventura / Horror / Thriller Psicologico
Sviluppatore:
Pollard Studio
Produttore:
Wired Productions, Gamera Games
Distributore:
Steam
Multiplayer:
Assente
Localizzazione:
Solo testo (no audio)
Requisiti minimi:
Sistema Operativo: Windows 10 - Processore: Intel Core i7-6700K o AMD Ryzen 5 2600X - Memoria: 16 GB di RAM - Scheda Video: Intel ARC A580 o NVIDIA GeForce GTX 1660 o AMD Radeon RX Vega 56 - DirectX: Versione 12 - Hard Disk: 30 GB di spazio libero - Prezzo: €24,99
Box
  • A testa in gi&ugrave;!
  • Parte dei nostri uffici.
  • Un corridoio molto cupo.
  • Una delle stanze dei ricordi dei nostri indagati.
  • La hall del nostro ufficio di lavoro.
  • Una scena da film di uno degli agenti della Leviathan Corporation.
  • Una delle prime fasi di gioco.
  • Dove ci troviamo?
  • Un'inquietante immagine.
Redattore: Federico 'Zombo' Giunta
Pubblicato il: 03-04-2025
Nella Germania dell'Est la Leviathan Corporation ha preso il controllo delle vite di tutti i cittadini o meglio... schiavi. Recuperare i nostri ricordi sarà la chiave per la libertà?
Proprio come nel Grande Fratello

Il genere distopico, nato negli anni '90 grazie allo scrittore Aldous Huxley con il suo romanzo "Il Mondo Nuovo" ha da sempre rappresentato una denuncia sociale fatta dagli scrittori del tempo per far prendere consapevolezza ai cittadini del tipo di vita che stavano svolgendo, schiacciati e oppressi dai poteri forti. Il romanzo per antonomasia di questo genere è 1984 di George Orwell, uno scrittore britannico che lo finì di scrivere nel 1948, a ridosso della fine della seconda guerra mondiale, per lanciare una critica e una denuncia verso i totalitarismi di tutto il mondo che rendevano schiavi i cittadini per i propri interessi, mascherando questa prigionia come una maniera per mantenere l'ordine e la pace all'interno del proprio stato.


L'opera segue le vicende di Winston Smith, un normalissimo lavoratore-schiavo del partito, ed è uno dei manifesti più importanti della storia per quanto riguarda la lotta ai totalitarismi mostrando come un superstato, l'Oceania, sia controllato da un partito socialista estremo capeggiato dal Grande Fratello, un dittatore che comandava i cittadini, dicendogli come vestirsi, quando mangiare o dormire, quando lavorare etc. Inoltre gli abitanti sono monitorati h24 sette giorni su sette ed ogni episodio di disobbedienza verrà punito immediatamente per preservare la tranquillità del superstato. Orwell arriva anche all'estremo dell'assurdo per farci capire quanto sbagliata ed insensata sia questa dittatura facendoci leggere delle frasi che sono poi lo slogan del partito del Grande Fratello che risultano assurde: "La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l'ignoranza è forza." Qualunque persona dotata di un briciolo di ragione è in grado di capire che questo slogan è a dir poco assurdo perché non riflette assolutamente i veri significati delle parola sopracitate.

In KARMA: The Dark World, seguiremo le vicende di Daniel McGovern che ha la sfortuna di vivere proprio in un regime totalitario comandato dalla Leviathan Corporation, che però ha la fortuna o sfortuna di essere nei piani intermedi e non proprio nella plebaglia com'era invece Winston Smith. Purtroppo anche a lui capiteranno una serie di sfortunati eventi che lo porteranno a riconsiderare la propria identità.

Il mondo della Leviathan Corporation

Ci troviamo nella Germania dell'Est nel 1984, e risvegliarsi in ospedale senza un minimo ricordo di chi siamo, come e perché siamo finiti lì è un episodio che farebbe gelare il sangue a chiunque ed il nostro Daniel non fa eccezione. Ci troveremo tra mura che non ci sono familiari, attaccati ai macchinari che fanno il loro suono di beep e che ci iniettano uno strano liquido scuro che possiamo solo intuire essere olio: siamo forse diventati delle macchine? Eppure c'è anche del sangue, forse dei Cyborg? Ci guardiamo allo specchio spaventati e non riusciamo a riconoscerci, l'unica cosa che ci resta da fare è esplorare la struttura in cerca di risposte o per lo meno di qualcuno che possa dirci qualcosa in più su di noi. L'ospedale è vuoto in una prima parte, ma addentrandoci di più all'interno iniziamo a trovare stanze piene di corpi umanoidi ma non umani, troppo strani e vengono coltivati come tuberi in delle serre. Addentrandoci ancora di più troveremo finalmente un uomo vivo, zoppo ed in sedia a rotelle che ci legherà ad un apparecchio simile alle sedie utilizzate per le esecuzioni capitali e ci immergerà in un liquido ripetendoci che dobbiamo ritrovare i ricordi perduti.


Dopo aver fatto un viaggio in stato di trance, ci risveglieremo nei sedili posteriori di un'auto dove a quelli anteriori sono seduti due uomini con dei televisori in testa, e nel loro schermo appare la propria faccia. Ci faranno scendere davanti ad un edificio e da lì inizieranno a riaffiorare i ricordi di chi siamo davvero, per chi lavoriamo e qual è il nostro compito nel mondo. Lavoriamo per la Leviathan Corporation, l'ente che governa apparentemente tutto il mondo e lo fa con uno stretto totalitarismo che punisce all'istante ogni forma di trasgressione dei propri doveri, e noi siamo un agente dell'ufficio pensieri di questa corporazione che ha il compito di indagare su queste trasgressioni, trovare i colpevoli o i sospetti ed interrogarli entrando nei loro ricordi per raccogliere le prove che gli servono e risolvere il caso. Abbiamo quindi come primo caso il furto di un importantissimo oggetto per la corporazione e abbiamo il compito di trovare il colpevole.

È un vero e proprio viaggio tra coscienze quello che farà Daniel per mandare avanti le indagini e scoprire la verità su questo furto. Verremo continuamente trasportati in posti strani con le mura fatte di tende rosse, le scene rappresentate da dei manichini che simboleggiano la cultura del sospetto e le loro attività quotidiane e dovremmo affrontare anche vari puzzle guardando le telecamere oppure per trovare degli Easter Egg di qua e di là.


Saremo in grado anche di fare la conoscenza della Madre, l'entità che controlla tutti i cittadini ed i dipendenti della corporazione, proprio come fa il Grande Fratello nel romanzo di George Orwell. La madre dice ai dipendenti e ai cittadini cosa fare ed ogni cosa va riportata proprio a lei per tenerla informata su tutto, anche se sa già tutto perché ha occhi e orecchie ovunque e non le sfugge quasi niente. I lavoratori hanno la possibilità di aumentare il proprio rango sociale, anche se è quasi impossibile, e appena violano una delle leggi o disubbidiscono alla Madre, gli verrà tolta la possibilità di "promozione", e rimarranno del rango in cui sono per il resto della loro vita. Conviene quindi sottostare al dominio della corporazione? Non tutti ne sono in grado, giustamente la mente umana brama la libertà, la possibilità di scegliere, il libero pensiero e non tutti riescono a sopportare queste ingiustizie eppure saremo proprio noi ad interrogarli e a condannarli perché riteniamo giusti i metodi e siamo inebriati dalle loro ideologie.

Un viaggio nel totalitarismo

La storia di Daniel McGovern e della sua caccia ai ricordi ci permette di vedere come sarebbe stato vivere in un futuro distopico dove il totalitarismo regna sovrano su tutti. Questa tematica, ancora attuale oggi con la Bielorussia, la Turchia e la Russia in Europa e ad esempio la Corea del Nord in Asia, dimostra come, anche dopo tutte le guerre che ci sono state per la libertà, le varie proteste pacifiche e non e tutto il resto, alcuni stati si rifiutino di concedere, quelli che per noi sono diritti base di ogni uomo e addirittura inviolabili, ai propri cittadini. KARMA: The Dark World ci immerge proprio in quello che è l'ambiente ansiolitico, cupo e deprimente della vita di queste povere persone oppresse dai poteri alti.


La grafica ed il sonoro del gioco sono discreti, nonostante ogni tanto ci sia qualche bug visivo dovuto principalmente a degli oggetti che si glitchano oppure a delle animazioni un po' troppo poco levigate, ma nel complesso riescono ad immergerci abbastanza bene in questa distopia. La storia di Daniel racchiude in sé anche quella di altre persone, come il primo criminale che cattureremo per aver rubato un oggetto importante della corporazione. Vedremo la sua famiglia (o almeno delle riproduzioni in legno che li rappresentano), le scene di vita quotidiane, i problemi che hanno vivendo in un rango così basso. Come Walking Simulator è un ottimo titolo perché abbiamo tanto, ma veramente tanto da camminare e ogni volta che cambiamo stanza ci viene presentata una scena nuova dalla quale possiamo imparare qualcosa su noi stessi e sulle persone che stiamo interrogando, eppure molto spesso vengono riproposte le stesse stanze, uguali alle precedenti, con solamente alcuni oggetti spostati che, ovviamente rappresentano un andamento lineare della vicenda che stiamo vivendo, eppure dopo un po' inizia a diventare troppo pedissequa la cosa e può far calare la curiosità sulla storia.

Ogni tanto dovremo interagire con degli oggetti per proseguire e risolvere alcuni puzzle abbastanza semplici e potremo anche relazionarci con delle persone sparse all'interno di questo mondo che si lamentano dei loro vari problemi centrati sulle pessime condizioni di vita che devono affrontare vivendo in questo regime totalitario. Per il prezzo che ha però e per l'hype che ha fatto, il gioco risulta un pochino troppo corto e privo di colpi di scena. Nonostante lo stupore all'inizio per la trama apparentemente avvincente, l'interesse si va piano piano dissipando con il ripetersi di stanze quasi tutte uguali. È interessante com'è stata progettata la configurazione delle impostazioni di gioco che invece di essere incluse nel menù sono disponibili durante la partita dove entreremo in una sala apposita per ogni impostazione, quella per l'audio o quella per lo schermo. Nel complesso ci aspettavamo un po' di più da un titolo del genere che oscilla tra il sufficiente e l'insoddisfacente e secondo noi gli sviluppatori potevano fare anche qualcosina di più anche se il risultato generale non è male.

Modus Operandi:

Abbiamo potuto recuperare i nostri ricordi ed assaporare la vita da cittadini sotto sorveglianza h24 da un regime totalitario grazie ad un codice gentilmente fornitoci da Press Engine.

KARMA: The Dark World è un titolo che ha creato tanto scalpore con dei trailer che davano l'idea di un gioco perfetto per quanto riguarda l'aspetto grafico e poi in realtà non si è rivelato proprio come mostrato ma rimane comunque abbastanza godibile se quello che si cerca è un gioco semi-indie in grado di tenerci impegnati qualche oretta e che ci faccia fare dei trip mentali allucinanti, anche se un po' troppo costoso per quello che offre. Al di là di quello che era stato mostrato non è comunque da sottovalutare perché parla di tematiche importanti che agli sviluppatori (che hanno la propria azienda basata in Cina), potrebbero essere vicine e vogliono creare consapevolezza anche verso i paesi o le persone che non l'hanno mai sperimentato per far capire quanto il mondo sia diverso e che soprattutto ancora oggi ci siano delle situazioni del genere che trattano le persone da prigioniere senza rispettare neanche i diritti più basilari.
  • Tematiche importanti
  • Comparto grafico e sonoro accettabile
  • Trama interessante
  • Esperienza di gioco immersiva ma...
  • Un pò troppo costoso
  • Breve
  • Diventa noioso abbastanza in fretta
  • ... non troppo
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