Il genere dei picchiaduro a scorrimento, che tanto ha divertito nei cabinati da sala giochi negli ormai lontani anni '90, sta vivendo una seconda giovinezza. Pur se con cadenza ridotta rispetto ai metroidvania anche questo genere sta sfornando con una certa regolarità sempre nuovi titoli palesemente ispirati a quei capolavori di tanto tempo fa, con l'obiettivo non solo di fare breccia sulla nostalgia dei giocatori più grandicelli, ma anche di conquistarne di nuovi.
Dopo il recente The Walking Dead: Streets of Survival tocca ai ragazzi di Eastasiasoft insieme a Mike Wells, fondatore di Fallen City Studio, offrirci un'esperienza che rispetti la forma canonica dei picchiaduro a scorrimento: diversi livelli da affrontare, tutti intervallati da un boss e con l'obiettivo di giungere alla fine del percorso per liberare una città, salvare la nostra bella e così via. Una formula vista nei vari capolavori come Double Dragon, Violent Storm, Vendetta, Crime Fighters e potremmo continuare per ore in una lista troppo lunga e impegnativa e al contempo discriminante (sicuramente ne dimenticheremmo qualcuno).
A completare il quadro però c'è anche un pizzichino di modernità per adattare il genere a tempi più moderni e quindi diverse combo a nostra disposizione che devono garantire spettacolarità senza appesantire troppo la mappa dei comandi. Uscito circa un annetto fa per PC ora Fallen City Brawl vede finalmente la luce anche sulle console.
Giusto per rimanere in tema possiamo scegliere inizialmente uno dei quattro personaggi disponibili, tutti diversi per abilità, modalità di combattimento e soprattutto attacchi speciali. Il sergente Clay, ad esempio, è il più bilanciato tra tutti (li mettono sempre al primo posto tranne in Vendetta se non ricordo male... -NdR): come i suoi compagni di viaggio può utilizzare attacco veloce (tasto A del Controller), saltare (tasto B) ed eseguire diverse mosse combinando la leva direzionale con questi pulsanti. Inoltre con il tasto Y può utilizzare un attacco speciale sparando ai nemici con la doppietta che si porta sulla schiena, arma questa che richiede delle cartucce per la ricarica, anche queste da raccattare in giro.
Poi c'è Ricco, un delinquentello di strada che ha come arma secondaria una pistola. Non poteva mancare la fanciulla del gruppo, Natasha la più agile tra tutti e infine Jackson il bestione tutto forza e pochissima velocità che in un prodotto del genere non manca mai. La scelta come dicevamo riguarda fondamentalmente alcune caratteristiche base, ma soprattutto il nostro gusto personale anche se contribuisce ad estendere la rigiocabilità ad almeno quattro volte dopo l'endgame, perché può avere senso provarli tutti e quattro.


Ci troviamo nel 1989 come ambientazione cronologica e, come accennavamo prima, la trama di gioco è sempre un semplice pretesto in questi giochi tanto per menar le mani. C'è anche un pizzico di narrazione che compare nelle varie cutscenes di intermezzo, ma francamente si poteva fare anche di meglio. I cattivi sono diversi anche se, come è inevitabile, tendono a ripetersi di livello in livello e a volte anche nello stesso livello. Hanno comunque un proprio pattern d'attacco con quelli che provano il corpo a corpo e altri che invece provano a colpirci da lontano. Lo stesso si può dire per i vari boss che invece approfitteranno della loro enorme barra di energia ma anche della compagnia dei loro scagnozzi che ci meneranno a tradimento mentre proveremo a colpire il capo della cricca.
Sullo scenario ci sono vari oggetti che potremo raccogliere e poi lanciare sui cattivi stessi, anche se è strano vedere rialzarsi con poca energia in meno uno a cui abbiamo lanciato una motocicletta addosso. Sono tanti quelli distruttibili, alcuni invece ci faciliteranno un bel po' la vita soprattutto nei momenti di caos, anche se la scelta d'oro rimane sempre afferrare uno di loro e catapultarlo sui suoi stessi compagni per recuperare un po' di spazio. Spesso infatti ci accerchiano impedendoci di muoverci con un caos enorme che si crea sullo schermo, il quale ci impedisce anche di capire dove ci troviamo.


Oltre all'arma speciale a dotazione di ogni lottatore (quella che si attiva con il tasto Y), abbattendo i cattivi raccoglieremo delle gemme che riempiranno una speciale barra che in diversi step ci darà la possibilità di sferrare un devastante attacco speciale Riot (tasto RB del controller). Paradossalmente non siamo riusciti a presentarci davanti a un boss con questa barra disponibile, dato che ci avevano sempre fatto fuori prima e ad ogni morte questa barra si azzera. Mentre siamo sull'argomento abbiamo tre vite a disposizione e un solo "continue" per livello, poi dovremo rigiocare il livello dall'inizio.
Ogni lottatore ha una diversa abilità speciale: grazie a queste siamo riusciti ad evocare il tanto decantato lupo (annunciato più volte in fase di marketing come un valore aggiunto), che in realtà fa parte del Riot di Natasha. Anche su questo però ci sarebbe da calibrare meglio la difficoltà, dato che da un'abilità speciale di questo tipo ti aspetti forse maggiore devastazione. Un altro problema riguarda il posizionamento dei nemici che talvolta sono nascosti nel bordo destro dello schermo e si palesano direttamente dandoci un colpo mentre avanziamo senza darci la possibilità di evitarli.


Dal punto di vista tecnico non abbiamo notato problematiche. La grafica in pixel art che pare appannaggio obbligatorio in questo tipo di giochi (anche se Streets of Rage 4 ha dimostrato l'esatto contrario) non ha mostrato segni di indecisione anche con tantissimi nemici su schermo. Eppure gli sprite molto grandi e la scelta cromatica hanno creato un po' di confusione visiva in particolari momenti della battaglia. Buona anche la colonna sonora firmata da Daniel Lindholm con la solita linfa adrenalinica alla quale ci hanno abituati i picchiaduro a scorrimento.
Non perfetto il level design, con nemici a nostro avviso posizionati in punti sbagliati e in grado di colpirci anche durante la fase di respawn (cosa assurda dato che tutti i giochi danno almeno quell'uno o due secondi di tempo per toglierci dall'impiccio) oltre a un certo sbilanciamento della barra di energia in alcuni casi. Di più si poteva fare anche per la longevità con la rigiocabilità limitata per lo più alla scelta doverosa di riprovare la campagna sempre con un personaggio diverso. Alla fine dell'avventura non vengono sbloccati nuovi personaggi o nuove modalità, anzi con un recente aggiornamento gli sviluppatori hanno aggiunto due livelli segreti ai quali accedere dai cabinati presenti nel primo e nel settimo livello, ma è un po' pochino per la verità.
Nulla da dire invece sulla modalità co-op in locale che ovviamente accresce il divertimento, anche se la durata dell'intera campagna rimane abbastanza breve a meno che non decidiamo di affrontarla a difficoltà alta per sbloccare i nemici Chaos.
Modus Operandi:
abbiamo lottato per Fallen City Brawl grazie a un codice fornitoci da Eastasiasoft.
