Sono trascorsi infatti cinque anni da quando Lazarus Bundy, o meglio Lars come preferisce lui, era stato coinvolto negli stravaganti eventi di Miami. Come raccontammo nella recensione del primo capitolo della serie, un insieme di strane coincidenze si inanellò in un turbinìo di eventi inizialmente neanche lontanamente prevedibili. Sotto questo aspetto il profilo del protagonista, tipico investigatore privato senza il becco di un quattrino e ricco solamente delle sue strane manie, era il prototipo perfetto per un'avventura vecchio stile, rigorosamente punta e clicca che strizzava l'occhio a tantissimi classici del genere, in una sequenza troppo lunga da ricordare.
Con discreta sorpresa proprio in questi giorni arriva il sequel della storia, che da un lato prova a far luce sulla crescita del protagonista e sul come abbia assunto i caratteri che ora ben conosciamo, dall'altro propone una nuova storia che stavolta ci porterà in giro per il mondo. Un intreccio narrativo apprezzabile e ben strutturato che suggerisce, a piene mani, di giocare il primo episodio proprio per non perdersi nulla dell'evolversi degli eventi. Mouse alla mano quindi (il Controller è supportato, ma in questi casi il vecchio approccio è probabilmente migliore), vediamo in che guaio ci siamo cacciati stavolta!

Non vorremmo raccontare troppo sul finale del primo capitolo, anche se il nuovo gioco propone direttamente dal menu una sorta di riassunto (la storia finora) giusto per collegare le due storie: in realtà questo è sufficiente solo per un'infarinatura, tante piccole citazioni e riferimenti richiederebbero comunque una nuova run sul primo The Hand of Glory. Comunque il nostro Lars ha dovuto fuggire via dopo gli eventi di Miami, andando a nascondersi in quel di Roma grazie anche alla collaborazione dell'amico Malcom. Qui ha costituito una nuova agenzia di sicurezza, la Fidentia, alla quale si rivolge uno strano individuo che, al primo contatto con noi, viene misteriosamente assassinato nel parco da un misterioso cecchino.
Da un lato quindi Lars si trova davanti un nuovo caso da risolvere, dall'altro dovrà farlo prima della polizia per scomparire nuovamente e tornare nell'anonimato, unica condizione a garantirgli la sopravvivenza dato che la setta Rosa Defecta è sulle sue tracce da tempo (anche questa è un riferimento agli eventi del primo capitolo). Nelle battute iniziali, inoltre, ci saranno dei salti nel passato che ci mostreranno Lars da piccolo mentre si cimenta con piccoli enigmi da risolvere tra le mura domestiche e che giustificheranno poi alcune sue "manie" da adulto come i guanti e l'immancabile sciarpa, giusto per fare un esempio.


Le prime battute del gioco sono, come sempre, un pretesto per farci familiarizzare con il sistema di controllo e la nuova interfaccia, anche se il tutto è abbastanza intuitivo. Cliccando su un oggetto compariranno diversi simboli: l'occhio serve per esaminare l'oggetto, magari ingrandendolo e ruotandolo, la mano per interagirvi e la bocca per parlare con i vari personaggi che troveremo in giro. Naturalmente gli oggetti nel nostro inventario (indicato da uno zaino) potranno essere combinati tra loro, e questo dipende dal nostro spirito di osservazione e dalla coerenza degli enigmi. In alto sulla destra dello schermo invece c'è un taccuino sul quale annoteremo di volta in volta le cose da fare giusto per non perdere il nostro obiettivo. Molto utile la rotellina del mouse che, se cliccata, evidenzierà tutti i punti di interesse presenti su ogni scenario.
In linea di massima per ogni ambiente finiremo per cliccare su tutti gli oggetti interattivi, giusto per evitare di perderci qualcosa. Apparentemente siamo davanti a un gioco parzialmente lineare dato che avremo la possibilità di lavorare su più enigmi contemporaneamente, anche se alcuni saranno giocoforza vincolati alla risoluzione di altri con la sensazione di una certa libertà di movimento. Sotto questo aspetto giocano un ruolo fondamentale anche i dialoghi a domanda multipla con i nostri interlocutori anche se, in linea di massima, proveremo a parlare con loro di ogni cosa, casomai ci sfuggisse qualche suggerimento.

Come abbiamo avuto modo di apprezzare anche nel primo capitolo, la caratterizzazione dei vari personaggi è sempre accurata e certosina. Durante la nostra avventura che da Roma ci porterà in Giappone, in Giordania e perfino in India incontreremo nuovamente Alice che tanto aiuto ci diede durante i fatti di Miami e che si rivelerà determinante anche adesso, soprattutto quando dovremo alternarne il controllo con quello di Lars per risolvere alcuni enigmi particolarmente complessi. Inoltre Alice è in grado di leggere i messaggi del corpo e quindi particolarmente adatta per estorcere informazioni importanti durante gli interrogatori. Naturalmente anche gli altri non sono da meno a partire dal fido Malcom per passare poi allo stravagante (e insistente) venditore di fiori, a Beniamino con i suoi risciò, alla strana Miranda (con i suoi esperimenti in piazza di Spagna) e tantissimi altri che rimarranno comunque impressi proprio per il loro assurdo modo di fare, comunque perfettamente in linea con un certo umorismo che accompagna tutta la storia.


Un notevole passo avanti è stato fatto dal punto di vista grafico con ambienti adesso meglio definiti, più colorati e certamente più gradevoli alla vista. Il panorama di Roma è uno spettacolo per gli occhi come girovagare per villa Borghese o in piazza di Spagna, ma comunque anche le ambientazioni straniere fanno la loro bella figura per un totale di una cinquantina di location tutte disegnate rigorosamente a mano. Molto particolari i tratti di disegno dei vari personaggi ormai un vero e proprio marchio di fabbrica del brand: per apprezzare meglio la differenza rispetto al primo capitolo basta osservare le varie cutscenes che ci regalano spesso flashback del passato o il semplice riassunto presente nel menu del quale parlavamo prima.
Buono anche il lavoro di doppiaggio, in lingua inglese, principalmente per i due protagonisti con Lars nuovamente doppiato da Matthew Curtis e Alice che invece stavolta ha lavoce di Morgan Taylor. Discreti anche gli altri personaggi anche se la differenza con i principali un pochino si nota (proprio dal punto di vista della recitazione). Apprezzatissimi poi i sottotitoli in italiano che ci aiuteranno a non perderci neanche una virgola di tutta la storia.

In linea di massima Roots in the Sky rappresenta la forma canonica delle avventure punta e clicca: è vero che ci sono dei minigiochi sparsi qua e là che danno un pizzico di varietà alla storia, ma il punto forte è comunque la trama principale fortunatamente ricca di colpi di scena. Forse un piccolo appunto che si può muovere alla narrazione è la lentezza, per certi tratti un po' eccessiva durante lo sviluppo di alcuni eventi, scelta questa coadiuvata anche dalla mancanza di un pulsante - tipo doppio click - per accelerare i movimenti dei personaggi sulle location, anche se i tantissimi dialoghi sono comunque - ma non ve lo consigliamo - velocizzabili sempre con la pressione del sinistro del mouse. Il concetto di lentezza è comunque squisitamente soggettivo e viene ripagato ampiamente dall'evoluzione della storia che non manca di danzare attraverso i percorsi di crescita di Lars, le sue insicurezze e tutta una serie di influenze esterne che ci sentiamo di non volervi anticipare.
Gli enigmi sono in linea di massima coerenti con il realismo, a parte qualcuno, e il fatto di potersi muovere liberamente tra i vari scenari da quel senso di libertà (a tratti effimera ma comunque percettibile) che non guasta mai. Va segnalato un problemino su Steam per quanto riguarda la sincronizzazione dei salvataggi (ad esempio tra PC e Laptop che ci ha costretti più volte a rigiocare parti di storia, ma solo se la giocate in contemporanea su più dispositivi). A parte i punti interattivi su schermo non ci sono altri suggerimenti e dovremo far lavorare il cervello soprattutto spulciando continuamente il nostro diario e parlando con le persone.
In conclusione, quindi, ci troviamo davanti una bella avventura grafica, nella quale si apprezzano i passi avanti rispetto la precedente, che vale la pena di essere giocata possibilmente anche andando a recuperare il primo capitolo di tutta la storia.


Modus Operandi:
abbiamo aiutato Lars in questa nuova storia grazie a un codice fornitoci da Meangrip Game Studios.
