Recensione PlayStation 5
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Titolo del gioco:
INDIKA
Anno di uscita:
2024
Genere:
Avventura / Indie
Sviluppatore:
Odd Meter
Produttore:
11 bit studios
Distributore:
PlayStation Store
Multiplayer:
Assente
Localizzazione:
No
Requisiti minimi:
Console PlayStation 5 - una connessione a banda larga - un account PlayStation Network - 23 GB di spazio libero sull'SSD della console - Prezzo: €24,99
Box
  • Siamo non distanti dal monastero che abbiamo lasciato. Abbiamo appena superato uno dei primi enigmi ambientali.
  • Sedendosi su una della panche sparse per lo scenario, potremo ammirare alcuni scatti del paesaggio circostante.
  • Qui dobbiamo aiutare una suora del monastero ad attivare il motore.
  • Una delle attivit&agrave; che frutter&agrave; punti &egrave; quella di accendere una candela per illuminare le immagini sacre.
  • Poco dopo aver lasciato il monastero c'imbatteremo in Ilya, un fuggitivo avente una braccio in cancrena.
  • Come vedete Ilya sa suonare la chitarra, ma con un braccio solo diviene abbastanza difficile.
  • Un momento d'intimit&agrave; tra Indika e Ilya.
  • Il passato di Indika viene raccontato attraverso diversi minigiochi con grafica a 8-bit che ci ricordando i videogiochi degli anni '80.
  • Fasi platform e monete da prendere saranni all'ordine del giorno durante i minigiochi.
  • In quest'altro minigioco in pixelart dovremo saltare al momento giusto per superare le rane e arrivare al ragazzo.
  • In alcuni specifici momenti, il diavolo metter&agrave; alla prova la nostra suora dividendo letteralmente in due lo scenario. Sfruttando sia l'inferno che la preghiera, dovremo arrivare all'uscita.
  • La nostra Indika sar&agrave; in grado di manovrare macchinari come questo per superare alcuni ostacoli ed enigmi ambientali.
  • Qui dovremo posizionare quei blocchi di metallo al fine di riuscire ad arrivare ad una piattaforma in alto.
  • Come potete vedere il comparto grafico di INDIKA su console non &egrave; affatto male.
  • Accendere una candela davanti ad un'immagine di Karl Max &egrave; quantomeno strana.
  • Una delle key art ufficiali del gioco.
Redattore: Roberto 'New_Neo' Sorescu
Pubblicato il: 26-05-2024
Un'opera indipendente che ci mette nei panni di una suora all'interno di una Russia alternativa di fine 1800. Religione e spiritualità secondo Odd Meter.

Trattare un'opera indipendente come INDIKA non è una passeggiata di salute. La storia stessa del team russo Odd Meter, che aveva la sua sede a Mosca, è il simbolo che la guerra in Ucraina sta coinvolgendo anche i cittadini di Vladimir Putin. Infatti il team di sviluppo ha dovuto “traslocare” in Kazakistan per terminare il gioco. Anche se le vicende si svolgono in una Russia alternativa di fine XIX secolo, il director Dmitry Svetlow non sembra andarci leggero con l'attuale governo del Cremlino e con la religione ortodossa punzecchiandoli all'interno del gioco.


Una storia a sfondo religioso che mette sul piatto della bilancia la personalità fragile di Indika, la suora protagonista che controlleremo, con una vita a dir poco monotona in un monastero sperduto tra le lande innevate. Non di meno la sua spiritualità la metterà a contatto nientemeno che con il diavolo, il quale ovviamente metterà alla prova la sua fede influendo anche sul gameplay.


A conclusione di questa prima analisi, notiamo come gli sviluppatori hanno voluto giocare con la progressione inserendo una sorta di albero delle abilità legato il punteggio che si evolve scoprendo testi sacri, accendendo candele e altre azioni rivelandosi inutile ai fini del gameplay. E poi alcuni minigiochi in pixel art a 8-bit, che ci raccontano il passato di Indika, non fanno altro che mettere pepe ad una storia dai risvolti importanti che paradossalmente tendono a non farsi prendere troppo sul serio. Come vedete c'è molto di cui discutere su quest'opera, dove la stampa specializzata ha dato il suo parere.


Noi di GamesArk.it andremo ad analizzare non solo il gioco, ma anche la versione console (nel nostro caso PlayStation 5) uscita due settimane dopo quella PC.

DALLA VITA MONASTICA A QUELLA DELLA STRADA

INDIKA è un'avventura in terza persona che fa della narrazione il suo punto cardine. Possiamo avvicinarla ad un walking simulator, con enigmi ambientali abbastanza agevoli con alcune idee originali. Esploreremo il passato della suora attraverso minigiochi che ci ricordano i videogiochi con la grafica a 8-bit degli anni '80. Partiremo proprio con uno di essi che ci porterà da Indika che non viene ben vista nel monastero dove vive, sperduto in mezzo alla neve in chissà quale regione russa. Sarà costretta a svolgere compiti davvero noiosi, come portare l'acqua del pozzo per riempire un secchio. Tale azione andrà fatta ben cinque volte, come a farci capire che cercare di dare un senso spirituale a questa azione è completamente inutile, nonché dal punto di vista videoludico.


La nostra suora cerca di rendersi utile, ma trova solo indifferenza in un luogo dove dovrebbe esserci carità e aiuto reciproco. Di tanto in tanto ha delle visioni non proprio aggraziate, frutto della sua capacità di rapportarsi con il diavolo che le fa fare un brutta figura durante il rituale eucaristico. Proprio per questo Indika viene inviata fuori dal monastero a consegnare una lettera a Spasov. Un lungo cammino che porterà la suora a mettere la prova la sua fede e in ciò in cui crede.


Durante la strada incontrerà Ilya, un fuggitivo che la salva da un tentativo di aggressione coinvolgendola fino alla fine dell'avventura. L'uomo ha un braccio in cancrena ed ha bisogno di cure mediche che in parte gli fornirà lei stessa. Dopo esser fuggiti insieme con un mezzo di fortuna, la storia diverrà più personale con il proseguire dell'avventura. Nel parlare proprio con Ilya Indika inizierà a farsi domande su quello che sta facendo e sulle sua fede, con il diavolo a metterci la mano pesante.

TRA CAMMINATE, ENIGMI E GRAFICA A 8-BIT

Lo sviluppatore russo Odd Meter ha voluto infarcire una storia, di per sé molto seria e profonda, con elementi di gameplay che tendono ad alleggerire il peso umano e religioso rendendola quasi “giocosa”. Infatti in alcuni momenti in cui la nostra suora rischia la vita (ed avverrà più di una volta) il tema musicale diventa quello di un videogioco a 8-bit degli anni '80, come a darci un indizio meta-narrativo, dicendoci: “Ricordati che ti trovi all'interno di un videogioco!”. Lo sviluppatore gioca molto con questo doppio viatico, sia con i minigiochi in pixel art che con il punteggio che troviamo sempre fisso in alto a sinistra che incrementa con il ritrovamento di libri e oggetti sacri, accendendo candele e altre azioni.


Se i minigiochi servono a scoprire il passato di Indika, il punteggio è semplicemente uno stimolo a farci esplorare attentamente ogni scenario. Ai fini del gameplay è completamente inutile, se non quello di far ricordare quello spirito arcade dei giocatori più vecchiotti (come il sottoscritto. - -NdR). Proprio nel finale avviene l'esaltazione di questa pratica, messa lì apposta per tentarci fino a che punto possiamo spingerci. 

Gli enigmi ambientali sono abbastanza intuitivi, alternandosi con alcune fasi action come la guida di un mezzo mobile ed evitare le grinfie di un cane orribile che vuole mandarci all'altro mondo. Tra spostamenti di casse, agire su alcuni macchinari e addirittura una gru più avanti non avremo grosse difficoltà a proseguire. Sarà il diavolo in alcuni momenti a darci un ulteriore enigma ambientale, dove dovremo sfruttare l'inferno e la preghiera di Indika per superare ostacoli come vie interrotte e piattaforme innalzate per arrivare all'uscita.


Verso la fine avremo a che fare con un enigma piuttosto originale, che ci farà capire di più sulla crescita personale e spirituale della nostra suora. Le difficoltà che dovrà affrontare saranno parecchie nonostante la durata della storia che si aggiri sulle 4/5 ore se vogliamo fare le cose con calma. Una storia ben narrata che gioca, come abbiamo più volte detto, tra il serio e il ludico con quel pizzico di meta-narrazione che non guasta mai. 

TECNICAMENTE

Se dal punto di vista tecnico la versione PC non era eccezionale, quella console non è di certo meglio. La nostra prova effettuata su PlayStation 5 ci ha restituito una grafica nel complesso più che discreta, essendo un titolo indipendente, ma con un framerate tutt'altro che stabile. Nonostante si viaggi per buona parte a 60 fotogrammi al secondo, nei luoghi più aperti la fluidità tende a scendere anche vicino ai 30fps, ma tale fluttuazione non l'abbiamo comunque trovata fastidiosa a causa della struttura di gioco più vicina ad un'avventura grafica dove le traversate e i momenti morti compensano questa problematica tecnica.


Pur con un labiale e animazioni facciali non allo stato dell'arte, le cutscene le abbiamo comunque trovart piacevoli grazie anche alla possibilità di giocare l'avventura in lingua russa, così come in inglese. Purtroppo si sente la mancanza la localizzazione italiana in un gioco come questo dove i dialoghi sono continui, soprattutto per il tema trattato. Ciò è un vero peccato, perché si rischia di perdere il filo del discorso.


Il passaggio tra una sezione e l'altra della storia l'abbiamo trovato fin troppo brusco con interruzioni improvvise di animazioni e dialogo. Per il resto la versione console è più che sufficiente, vista anche la vicinanza di pubblicazione con quella PC. Ciò ha significato che lo sviluppo è avvenuto quasi in parallelo senza problematiche di sorta. 

INDIKA ha 17 trofei suddivisi in 1 di Bronzo, 6 d'Argento, 9 d'Oro e l'ambito Platino. Per ottenerli tutti andrà fatta almeno una seconda run, a patto che non venga usata una guida. Nella nostra prova ne abbiamo ottenuti solamente sei pur avendo terminato l'avventura. Alcuni di essi si ottengono con un occhio all'esplorazione, superare una sezione (quella dei pesci) senza morire e anche morendo più volte, sfruttare la preghiera in una precisa situazione e altro che lasciamo a voi il piacere di scoprire.


INDIKA su PlayStation 5, ricordando che è un titolo indipendente, è ben realizzato nonostante i problemi di oscillazione del framerate. Essendo un'avventura dinamica tali problematiche non inficiano su un gameplay calmo e quasi rilassato nella maggior parte dell'avventura. Alcuni effetti come le rifrazioni sull'acqua e quella della luce sul terreno testimoniano un buon uso dell'Unreal Engine dando una sensazione piacevole durante l'esplorazione degli scenari. Gli enigmi li abbiamo trovati accessibili, con alcuni di essi originali spiazzando inizialmente i giocatori (com'è avvenuto con il sottoscritto - NdR).


Ricordiamo che oltre sull'ammiraglia Sony, INDIKA è disponibile su PC e Xbox Series X|S.

CONCLUSIONI

A conti fatti, INDIKA si è rivelato un titolo indipendente originale e ben realizzato nonostante il tema molto delicato - ed estremamente attuale - che tratta. L'autore ci ricorda che è pur sempre un videogioco e non bisogna essere troppo radicali con il pensiero religioso, ma è anche vero che una forte rigidità religiosa (in questo caso quella ortodossa) fa perdere il senso stesso della fede. Il viaggio della suora in una Russia alternativa rappresenta la difficoltà di un passato difficile, di scelte non dipendenti da lei stessa ricercando la propria umanità nonostante le tentazioni della vita che mettono alla prova la mente e lo spirito.


L'opera di Odd Meter merita di essere giocata, nonostante alcuni limiti tecnici, proprio per la sua originalità. Una storia che va a braccetto con i minigiochi a 8-bit ed elementi ludici nel gameplay. Dal nostro punto di vista il prezzo con cui viene venduto il gioco, la longevità è quella giusta essendo un'avventura grafica dinamica basata sulla storia.  

Modus Operandi:

Abbiamo vissuto il viaggio esteriore ed interiore della suora Indika, all'interno di una Russia alternativa di fine XIX secolo, grazie ad un codice datoci dagli sviluppatori attraverso Terminals.io.

La versione console di INDIKA, pur con qualche problema di ottimizzazione legata soprattutto al framerate, l'abbiamo trovata più che discreta. Il comparto grafico fa il suo dovere e il gameplay, legato ai meccanismi di un'avventura grafica dinamica, funziona bene grazie anche agli enigmi ambientali accessibili - alcuni di essi per di più originali. L'aggiunta dei minigiochi a 8-bit ed alcune musiche chiptune durante le fasi action danno quel tocco di originalità, con l'autore che ci ricorda che siamo dentro un videogioco. Ovvero quel pizzico di meta-narrativa che dovrebbe essere più presente nei giochi autoriali. L'opera di Odd Meter, nel suo piccolo, vale il prezzo del biglietto.
  • Storia interessante e ben scritta
  • Buona caratterizzazione di Indika e del co-protagonista
  • Minigiochi a 8-bit ben inseriti nel contesto di gioco
  • Framerate non sempre stabile
  • La mancanza della localizzazione italiana si fa sentire
  • Il tema della Religione potrebbe non piacere a tutti
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