Recensione X-Box One
Titolo del gioco:
Battleborn
Anno di uscita:
2016
Genere:
Sparatutto in prima persona / MOBA
Sviluppatore:
Gearbox Software
Produttore:
2K Games
Distributore:
Cidiverte
Multiplayer:
Locale e Online
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Sito web:
Requisiti minimi:
Console Xbox One - Abbonamento Xbox Live Gold per il gioco online - 20 GB di spazio libero su disco
  • Il dettaglio grafico e i colori di Battleborn sono veramente spettacolari
  • Un po' di sano FPS non guasta mai...
  • La giusta scelta del personaggio è fondamentale
  • Il ramo degli equipaggiamenti. Possiamo sceglierli all'inizio oppure in-game spendendo il nostro oro
  • Certo che sono proprio brutti, ma li teniamo sotto tiro...
  • Sono tanti e vengono contro di noi...riusciremo a respingerli ?
  • Ogni tanto il gioco passa alla modalità TPS, giusto per gradire
  • Una bella lotta a squadre è quello che ci vuole...saremo all'altezza ?
  • Esplosioni da urlo ed effetti spettacolari..tutto questo è Battleborn
  • Per la serie, chi più ne ha più ne metta...
Redattore:  Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri                        Pubblicato il:  23/05/2016
Noi contro di loro per difendere l'ultima stella libera in tutto il cosmo. Loro sono tanti, cattivi e agguerriti, ma noi siamo i Battleborn. Che la battaglia abbia inizio...
La trama di Battleborn è tutta qui: semplice, senza alcun approfondimento degno di nota, si basa su un pretesto visto e rivisto per giustificare l'ennesimo conflitto interstellare. Tutti i pianeti dell'universo sono ormai oscurati da un'ombra che divora tutto ciò che incontra: è rimasta solo una stella libera, la nostra, meta ambita di tutti i sopravvissuti in cerca di un posto dove metter radici.

Anche se i giochi recenti ci hanno abituato a contesti narrativi di gran lunga più articolati, si capisce fin da subito che l'obiettivo principale degli sviluppatori di Battleborn è quello di catapultare immediatamente il giocatore nell'azione più frenetica senza perdersi in chiacchiere. In realtà questo tipo di approccio si ripercuote anche nel tutorial iniziale, piuttosto ridotto all'osso anche nella fase di prologo.

UN GIOCO, DUE GENERI...

È immediatamente chiaro, dunque, che Battleborn è un gioco ibrido, in grado di accomunare due generi piuttosto diversi fra loro: lo sparatutto e il MOBA (vedi box a lato). L'innovazione è ancora maggiore se consideriamo che il secondo genere in questione, e cioè il battle arena, è da sempre prerogativa della piattaforma PC, sulla quale conta milioni di appassionati in tutto il mondo, per non parlare delle perle di programmazione che sono state dedicate a questo tipo di gioco con mappe create apposta per il genere (per scomodare due titani citiamo Aeon of Strife, una mappa personalizzata di Starcraft, e Defense of the Ancients, basata sulla precedente e dedicata invece a Warcraft III.
IL MONDO DEI MOBA

Il MOBA (Multiplayer Online Battle Arena, in italiano "Arena di Battaglia Multigiocatore in Linea") è un genere anche conosciuto come ARTS (abbreviazione di Action Real Time Strategy, in italiano "Strategico in Tempo Reale d'Azione"), è un sottogenere dei videogiochi strategici in tempo reale.

Ci troviamo in una mappa chiusa con due squadre che, arroccate nelle proprie basi con diversi edifici e l'immancabile Quartier Generale, hanno l'obiettivo di distruggere il Quartier Generale avversario e difendere il proprio: le due basi sono, nella maggior parte dei casi, collegate da tre strade, nelle quali sono posizionate due torri per squadra. Dalla base nascono delle unità controllate dal computer le quali, seguendo la strada nella quale sono nate, si scontreranno periodicamente contro le unità create dalla squadra avversaria. Il giocatore controlla solitamente una unità, o eroe (hero), con una visuale aerea tipica del genere strategico. Uccidendo gli altri giocatori e le loro unità meccaniche si guadagneranno Oro ed Esperienza che permetteranno di comperare oggetti per migliorare le proprie statistiche e di avanzare di livello sbloccando nuove abilità.

Il mondo dei MOBA usa una terminologia tutta propria, fatta prevalentemente di sigle e abbreviazioni meglio comprensibili agli appassionati del genere. Ad esempio gli appassionati di Defence of the Ancients si chiamano DOTA (dalla sigla che indica il gioco) - LIKE, mentre altri prodotti che gli somigliano vengono denominati DOTA-CLONE e così via.

L'avvento di questo genere su console rappresenta di fatto una novità anche perché parliamo di piattaforme completamente diverse e sicuramente diversamente adattabili ai vari stili di gioco. Come se non bastasse in Battleborn troviamo anche la componente FPS (first person shooter, cioè sparatutto in prima persona) anch'essa nata prevalentemente su PC (con Quake, Doom e Unreal Tournament tanto per fare qualche esempio) (e il capostipite Wolfenstein 3D dove lo metti? -NdCJ), in seguito traslata con successo su console.

Due generi in uno, quindi, con lo scopo di creare un'innovazione, come vedremo più avanti, riuscita solo in parte, ma più per un problema di pubblico che di programmazione in senso stretto. Di conseguenza la visuale del gioco è in prima persona, trasformandosi in terza persona solo per alcuni livelli ma abbandonando la visuale isometrica tipica dei giochi MOBA citati più in alto e comunque presente negli strategici in tempo reale (Starcraft, tanto per citarne uno...NdR) dai quali il genere MOBA deriva.

Dal momento poi che i MOBA su PC potevano vantare un controllo punta e clicca tipico del mouse, il passaggio al controller delle console è stato quasi reso indolore da una semplificazione della gestione dei personaggi.

CAMPAGNA E GIOCO ONLINE...

La modalità storia rappresenta quasi un pretesto per prendere confidenza con il genere e soprattutto con i 25 personaggi presenti nel gioco. Consta infatti di 8 missioni completabili in circa 5 ore di gioco e si articola in tre grossi tipi di missioni come liberare un'area dai nemici, resistere a ondate di nemici assetati di sangue e le immancabili boss fight. La campagna può essere giocata da soli o con altri quattro giocatori in delle quest 5 contro 5. Mentre i combattimenti contro i boss sono ben calibrati e impegnativi, le missioni orda risultano a volte un po' ripetitive e inficiate da un alto livello di difficoltà; spesso ci costringeranno a giocare l'episodio dall'inizio. Nel gioco infatti non sono presenti checkpoint e, anche con la facilitazione della pausa durante gli scontri (appositamente introdotta dagli sviluppatori per catturare l'attenzione di nuovi utenti ignari del genere di gioco -NdR) rispetto ad altri titoli similari, dove durante le pause gli eventi continuano il loro corso, dover rigiocare un episodio dall'inizio perché i nostri compagni non sono all'altezza della situazione è un pochino fastidioso.

L'alto livello di difficoltà comunque punta ad un cambiamento radicale del proprio stile di gioco: Battleborn è un gioco di squadra e, se si vuole progredire bisogna obbligatoriamente contare su un giusto equilibrio di abilità fra i componenti di una squadra. Infatti, come si nota maggiormente nella parte online, un team sbilanciato e che non fa dell'unione la propria forza è destinato inevitabilmente a soccombere.

Il multigiocatore presenta invece tre modalità: fusione, incursione e cattura. Per ognuna troviamo due mappe dedicate, ma con un avvicinamento sostanziale al genere shooter rispetto al MOBA, con tantissime uscite laterali a dispetto della linearità delle mappe MOBA.

Quindi incursione ha un'unica corsia laterale con due sentinelle per ogni team e degli enormi Mech a forma di ragno che rappresentano il quartier generale di ogni squadra. Invece in fusione troviamo ben due corsie con binari sui quali viaggiano i nostri soldati (in gergo minion) verso alcuni portali nel tentativo di ottenere punti vittoria. La modalità cattura presenta la vera e propria innovazione per il genere: non vi troviamo né corsie né binari, ma tre punti da conquistare e difendere fino alla vittoria finale come accade nel genere FPS.

TROPPA INNOVAZIONE...

Anche se questa definizione può far storcere il naso dal momento che un titolo innovativo andrebbe sempre elogiato e premiato, quello che accade in Battleborn è piuttosto atipico. Buona parte del divertimento infatti viene a scemare per la mancanza di giocatori (parliamo del pubblico console) non abituato al genere. Visto e considerato che il gioco di squadra risulta fondamentale in un titolo simile, basta un anello debole in una squadra per pregiudicare l'esito delle missioni. Partendo dalla selezione del personaggio, spesso influenzata dal gusto estetico piuttosto che dalle abilità del personaggio stesso, fino ad arrivare all' incapacità di leggere la partita e comportarsi di conseguenza, il risultato finale è rappresentato da sonore sconfitte, spesso ai limiti dell'assurdo (come un risultato di 100-0).

Tutto questo dipende dall'immaturità dell'utenza, ancora non abituata a un tale genere, ma ci si augura che questo tipo di approccio possa variare in futuro non appena i videogiocatori prenderanno confidenza con stili di gioco finora distanti dal mercato console.

A testimonianza di quanto detto, c'è molto più divertimento nella modalità cattura, con partite molto più impegnative ed equilibrate, sicuramente perchè è la parte di gioco più vicina al genere sparatutto in prima persona, molto più diffuso e conosciuto nell'ambiente console.


25 DIVERSI PERSONAGGI...

In Battleborn ci sono 25 eroi diversi, sbloccabili avanzando di livello oppure compiendo azioni particolari richieste in determinate missioni. La valuta in-game, cioè i crediti guadagnati e spendibili nel gioco stesso, non permette di sbloccare nuovi personaggi, bensì di acquistare pacchetti di equipaggiamenti comunque sempre relativi al livello raggiunto con il proprio account. Con gli equipaggiamenti vinti si costituiscono le cosiddette build, ognuna delle quali contiene tre diversi equipaggiamenti differenti per tipologia e funzionalità con i quali allestire il proprio personaggio prima di ogni sfida. Inoltre ogni equipaggiamento può essere indossato anche durante la battaglia ma spendendo in questo caso un certo quantitativo del proprio oro. Lo stesso oro può essere utilizzato anche per potenziare o attivare le torrette sulla mappa per poter generare soldati potenziati, attivare degli acceleratori o ancora, nel caso del gioco PvE (Player Vs Environment, cioè giocatore contro computer), per generare navicelle di supporto che potranno a loro volta essere potenziate.

Come di consueto nei MOBA, ogni personaggio riparte dal livello 1 all'inizio di ogni partita. Oltre alle modalità appena citate, possiamo potenziare i nostri eroi grazie ad un nuovo sistema chiamato Helix per sbloccare un nuovo potenziamento ad ogni passaggio di livello. Inoltre ci permette, giocando sempre con lo stesso personaggio, di scoprire delle mutazioni in grado di aggiungere una nuova personalizzazione alle abilità disponibili.

I 25 personaggi sono ottimamente caratterizzati ma presentano purtroppo un certo sbilanciamento fra loro nel ramo delle abilità, passando da eroi fortissimi ad altri praticamente inutili. Gli sviluppatori hanno poi suddiviso i personaggi in tre grandi categorie: facili, avanzati e complessi, con buona pace del canone MOBA, dove la portata di un personaggio dipende squisitamente dall'abilità del giocatore che lo utilizza, e con eroi che pur appartenendo alla categoria complessi risultano piuttosto facili da manovrare. In conclusione quindi spetta al giocatore provare tutti i personaggi per cercare di trovare quello più adatto alle proprie esigenze e da utilizzare poi nel gioco in rete, non facendosi influenzare dall'aspetto estetico o dal proprio gusto personale.

IN CONCLUSIONE...

Dal punto di vista tecnico il gioco si presenta molto bene
, con una grafica cartonosa molto colorata e gradevole da vedere, con animazioni ben realizzate e stabili a 30 FPS. La scelta del frame rate, va detto, più basso rispetto alla controparte PC non pregiudica assolutamente la spettacolarità del gioco che si mantiene fluido e veloce anche con tantissimi personaggi su schermo. Buono anche il comparto audio con buoni effetti speciali e un doppiaggio ben realizzato anche da personaggi di un certo spessore, che non faticheremo a riconoscere.

Anche se 25 personaggi possono sembrare tanti, così non è per chi è abituato al genere MOBA in grado di sfornare intere città di personaggi tutti diversi e con ottime caratterizzazioni ma sicuramente qualche futuro DLC incrementerà il numero degli eroi disponibili.

Quello che manca al momento ad un gioco simile è proprio il pubblico abituato a questa tipologia di divertimento. Malgrado vada sicuramente elogiato il tentativo degli sviluppatori di creare un nuovo genere fondendo fra loro MOBA e FPS, ancora il pubblico console è ancora, forse, alquanto immaturo per il genere MOBA. Il risultato sono partite online spesso sbilanciate, con un alto livello di difficoltà e di frustrazione che pregiudica sicuramente il divertimento. Per fortuna questo è un dato che può cambiare e, soprattutto se si gioca sempre con lo stesso gruppo di amici, c'è la possibilità di imparare tutti assieme come accostarsi ad un gioco di questo tipo, pertanto possiamo ritenere che le cose possano solo migliorare.

La mancanza delle partite classificate è certamente un neo (non New... -NdCJ) dal momento che spesso viene a mancare quel mordente al giocatore per fargli riprovare partita su partita nel tentativo di scalare una classifica e di conquistare questo o quell'altro bonus.

La fusione dei due generi è invece riuscita alla perfezione, semplificando il genere MOBA nel tentativo di far avvicinare un pubblico, come abbiamo visto, relativamente digiuno di esso, e con una giusta integrazione con la tipologia sparatutto in prima persona. Entrambe le modalità non sono proprio genuine, dal momento che si è reso necessario sintetizzarle per fonderle insieme, ma va detto che il tentativo è abbastanza riuscito. Il giocatore spazia da un genere all'altro quasi senza rendersene conto, se non nelle partite multigiocatore, quando la componente MOBA irrompre prepotentemente facendoci subire sconfitte su sconfitte se le affrontiamo con la mentalità dei FPS e soprattutto senza valorizzare il gioco di squadra.

In conclusione, salvo che si sia veri appassionati e conoscitori dei MOBA, vi consigliamo di provare il gioco prima dell'acquisto, anche perché potrebbe darvi parecchie soddisfazioni.

Modus Operandi: abbiamo potuto esplorare la modalità storia e soprattutto quella multigiocatore grazie ad un codice Xbox LIVE datoci da Cidiverte.

Battleborn è un gioco ibrido, in grado di fondere due generi completamente diversi come i MOBA e gli FPS. Riesce perfettamente nel proprio intento, ma purtroppo si scontra con un un pubblico ancora immaturo assolutamente non in grado di regalare avvincenti partite nel gioco online. Con un comparto tecnico di pregevole fattura e, tutto sommato in grado di divertire a patto di amare il genere proposto e di essere disposti a modellare il proprio modo di giocare online orientandosi di più verso il gioco di squadra, cercando di imparare le meccaniche di un genere finora esclusiva della piattaforma PC.
PRIMO IMPATTO
GRAFICA
SONORO
GIOCABILITA'
LONGEVITA'
GLOBALE