Recensione X-Box One
Titolo del gioco:
Tom Clancy's Rainbow Six Siege
Anno di uscita:
2015
Genere:
Sparatutto Tattico
Sviluppatore:
Ubisoft Montreal
Produttore:
Ubisoft
Distributore:
Ubisoft Italia
Multiplayer:
Online (campagna single player assente)
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Sito web:
Requisiti minimi:
Console Xbox One - Abbonamento Xbox Live Gold - 20 GB circa di spazio libero su disco - Prezzo: €69,99
  • Piazzare una bella carica per aprire una breccia sul muro? Ottima idea
  • I difensori rinforzano le barricate... meglio essere prudenti
  • Questa squadra di assalitori si avvicina in modo minaccioso... ma dove saranno gli altri?
  • Irrompere dall'alto spesso è la soluzione migliore
  • Soldati di forze speciali diverse tutti assieme... chi l'avrebbe mai detto?
  • Bello spaccare tutto, peccato che non tutto può essere rotto...
  • Cosa vorranno mai da noi questi due ?
  • La detonazione è avvenuta, chissà se si è salvato qualcuno.
  • Le scale possono nascondere parecchie trappole. Meglio fare attenzione
  • Attraverso le brecce nei muri si può sparare, anche lanciare qualche granata giusto per gradire...
  • Una scena in penombra, peccato per la mancanza di visori notturni nel gioco.
  • Il tipo con lo scudo ci protegge e noi facciamo fuoco...un classico
  • Questi tipi sono imbottiti di tritolo, meglio fare attenzione
  • Una delle 10 mappe di gioco. Cecchini ovunque!!
  • Entrambi nascosti dallo stesso muro. Chi muoverà per primo?
Redattore:  Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri                        Pubblicato il:  23/12/2015
Rainbow Six e' tornato. Ora si va a caccia di terroristi
Parlare di Rainbow Six iniziando con il descriverne la trama di gioco è impresa piuttosto ardua: questo perché una trama di gioco non esiste. Nel prodotto di Ubisoft infatti si affrontano tutta una serie di missioni in realtà fini a se stesse, senza alcun collegamento narrativo l'una all'altra e soprattutto senza alcuna storia di sottofondo che potrebbe appassionare il giocatore. È come il classico gioco di "guardie e ladri" dove si impersona l'una o l'altra fazione nel tentativo di avere la meglio sul proprio avversario. In questo caso però parliamo di assalitori e difensori, bandendo il termine terroristi che in realtà dovrebbe descrivere il vero mordente di un gioco di questo tipo.

Naturalmente Tom Clancy's Rainbow Six Siege non può non risentire dei recenti eventi mondiali che purtroppo hanno portato l'attenzione globale al fenomeno terroristico a livelli mai visti finora e che quindi hanno limitato parecchio gli sviluppatori nella realizzazione del gioco, il quale è stato, per così dire, "adattato" ad una veste più politically correct. Da un altro punto di vista però, un videogioco è e resta sempre un mezzo per passare un po' di tempo, senza implicazioni politiche o di altro tipo: snaturarlo farà inevitabilmente storcere il naso a parecchi suoi appassionati. I difensori (ex-terroristi in questo caso), hanno un look anonimo, quasi a voler evitare (e sicuramente è così...NdR) una qualsiasi somiglianza con qualunque fazione organizzata presente realmente sul pianeta, proprio per scongiurare possibili accuse di faziosità di ogni sorta da parte di questo o quell'altro stato. D'altronde i tempi sono cambiati e mentre negli anni '80, in piena guerra fredda, poteva uscire un titolo per le piattaforme a 8-bit come Raid Over Moscow (non a caso ancora adesso controverso; oppure si pensi a Theatre Europe -NdCJ), oggi una scelta editoriale simile scatenerebbe un putiferio senza precedenti.

TANTO RUMORE PER NULLA...

Rainbow Six Siege è indubbiamente uno dei titoli più attesi di questo 2015 ormai avviato verso il suo termine. Le innumerevoli presentazioni, i vari filmati trailer mostrati con cadenza quasi periodica e soprattutto le demo rilasciate addirittura due anni fa, hanno fatto presagire uno sviluppo macchinoso, certosino, sicuramente all'altezza delle aspettative che i fan della serie nutrivano per questo nuovo episodio della serie di Ubisoft (cominciata, come ricorderanno i più "maturi" tra noi, nel 1997 -NdCJ). I primi commenti sulle anteprime erano entusiasti: un gioco dove veniva rispettato fino in fondo l'aspetto simulativo, garantita grande libertà al giocatore e soprattutto offerto all'utente un gameplay senza precedenti.

Nel corso di questi anni però l'entusiasmo è scemato pian piano, sia per la lunga attesa che ha dirottato i giocatori verso altri titoli, sia perché ad ogni presentazione veniva meno qualcuna delle promesse fatte dagli sviluppatori. Adesso ci ritroviamo con un prodotto finale che non rende assolutamente giustizia a quanto paventato in precedenza e che ha subito un downgrade pesante sotto tutti i punti di vista.

Nell'analisi del gioco sono emerse lacune preoccupanti dal punto di vista grafico. Il motore Anvil-Next adottato dai programmatori mostra lacune impressionanti in termini di definizione, animazioni e struttura dei poligoni, ma principalmente a pagare pegno è la meccanica di gioco, la quale risente di alcune scelte piuttosto discutibili maturate in fase di sviluppo come quella di snaturare quasi del tutto la campagna a giocatore singolo.

POCO E NIENTE....

Il nuovo gioco di Ubisoft è dedicato all'utenza online, quindi chi adora le partite single player resterà profondamente deluso. In singolo sono disponibili le Simulazioni, 10 missioni che dovrebbero semplicemente farci abituare alla modalità di gioco, a prendere confidenza con i comandi e ad avvicinarci quindi a un prodotto che nasce come sparatutto ma in realtà sposta il proprio focus verso l'aspetto gestionale/simulativo.

La verità è che le 10 missioni sono noiosissime, malgrado abbiano obiettivi sempre diversi come il salvare degli ostaggi, disinnescare delle bombe o difendere determinati avamposti. Il tutto si riduce nella solita solfa di entrare in un edificio e far fuori i nemici per completare la determinata missione con delle incongruenze che demoliscono in toto il concetto di simulazione. Ad esempio, dopo aver liberato un avamposto dei terroristi presenti, andremo a disinnescare una bomba per vederci poi assaltati da orde di altri terroristi (che in realtà non dovrebbero esserci), oppure quando ci sparano attraverso un muro mentre ci chiediamo come abbiano mai potuto vederci e soprattutto colpirci (poteri paranormali, forse? -NdCJ)

La distruttibilità dello scenario, prevista in fase di presentazione del gioco, è andata a farsi benedire: adesso potremo solo abbattere alcuni muri o aprire certe botole o porte, mentre parecchi altri elementi dello scenario risulteranno indistruttibili.

Come se non bastasse, l'intelligenza artificiale dei nemici è tarata malissimo dal momento che di strategico hanno ben poco, per non parlare dei terroristi che, nelle varie simulazioni, sono posizionati sempre nello stesso punto, rendendo la nostra azione più mnemonica che reattiva, mentre a livello difficile l'I.A. si trasforma in qualcosa di diabolico trascinando il gioco verso la mera frustrazione.


PVE E PVP

Giocando in modalità cooperativa le cose migliorano sensibilmente. Nella modalità PvE (player vs environment, cioè giocatori contro l'intelligenza artificiale gestita dalla macchina), ci uniremo ad altri 4 giocatori sparsi per il mondo allo scopo di affrontare dei nemici controllati dal computer. In questa modalità "caccia ai terroristi" potremo accedere agli specialisti presenti nel gioco, ossia ad alcuni supersoldati, ognuno con la propria abilità speciale da utilizzare in battaglia. In totale ci sono 20 soldati diversi divisi in 4 corpi speciali, 10 per gli assalitori e 10 per i difensori, facenti parte delle organizzazioni più conosciute al mondo come SAS, SWAT, FBI, GIGN Specnaz e GSG 6. La modalità PvE risulta parecchio divertente, forte anche della comunicazione in tempo reale tramite chat vocale che permette ai giocatori di sincronizzarsi fra di loro.

La modalità PvP (player vs player, giocatori contro giocatori) prevede la possibilità di creare due squadre di 5 elementi ognuna, in lotta fra loro per raggiungere un determinato obiettivo. Ogni round del gioco è diviso in 2 turni: attacco e difesa, con la mappa ripetuta 2 volte per ogni round dal momento che in ogni fase avremo un obiettivo diverso. Se facciamo parte degli assalitori, dovremo trovare i terroristi (con uso di droni e altro), mentre nel caso dei difensori ci toccherà posizionare trappole, rinforzare muri, e così via. Quando si muore, si può continuare ad aiutare i propri compagni comunicando le riprese delle videocamere rimaste attive o la presenza di un drone di attacco rimasto in azione: un completo controsenso per un gioco che si configura come simulativo.

Se impersoniamo i difensori, ad esempio, ci verrà proibito di poter guardare fuori o di sporgerci da un riparo: nel primo caso ad esempio, compare un muro rosso che ricorda i difetti di programmazione di un gioco di vent'anni fa, davvero orribile da vedere nel 2015. Il matchmaking (l'abbinamento fra i vari giocatori nel gioco online...NdR) è gestito dal sistema senza tenere in considerazione il livello di un giocatore né, soprattutto, le abilità conquistate, con il risultato di creare delle squadre assolutamente sbilanciate e di diminuire drasticamente il divertimento; inoltre se lo specialista che vogliamo prendere è già stato selezionato da qualcuno, ci verrà assegnato un giocatore standard senza un minimo di abilità con il risultato di farci eliminare praticamente subito.

SPECIALISTI... QUESTI SCONOSCIUTI

Gli specialisti sono tanti, ma parecchio simili tra loro e comunque con una scarsa distribuzione delle abilità più interessanti: ad esempio, molti di loro saranno in grado di maneggiare scudi protettivi, ma pochissimi saranno capaci di rilevare i battiti cardiaci degli avversari presenti nella stanza attigua. Dal momento che ne possiamo portare in battaglia solo 5, se ci fanno fuori proprio quello dotato di tale caratteristica avremo difficoltà a completare la missione. Inoltre la personalizzazione, da attuare grazie ai punti esperienza conquistati giocando, è davvero ridotta all'osso, limitandosi a pochi ritocchi sul personaggio e a pochissimi miglioramenti da applicare alle armi. Come se non bastasse, proprio per la natura del gioco che prevede molti combattimenti ravvicinati, alcuni specialisti come i cecchini non verranno quasi mai utilizzati dal giocatore. A volte (e inspiegabilmente...NdR) alcuni supersoldati possono portare con loro solo armi di piccolo calibro anche senza il peso di un super-scudo, altra scelta degli sviluppatori, questa assolutamente non condivisibile. Nel gioco mancano poi i visori notturni a infrarossi che avrebbero contribuito invece a dare un po' di varietà in più al prodotto.

In totale ci sono 10 mappe, alcune più riuscite di altre come la Airforce One ma sicuramente nei prossimi DLC ne verranno aggiunte di nuove. Le cose cambiano una volta giunti al ventesimo livello quando il matchmaking tiene finalmente conto delle abilità reali dei giocatori e cambiano alcune meccaniche di gioco, prima fra tutte l'assenza totale della mira automatica e aumenta il danno di esplosivi e proiettili.

TECNICAMENTE PARLANDO...

L'involuzione del gioco durante lo sviluppo si nota chiaramente sotto ogni profilo. Il comparto grafico è sicuramente deludente per una console attuale con una definizione spesso scadente, con animazioni non all'altezza e con cadute di stile come il muro rosso che compare quando si prova ad uscire dall'area consentita, oppure gli stessi ostaggi rappresentati con un'immagine statica senza un minimo di animazione. L'audio presenta un doppiaggio tutto sommato gradevole, anche se alcuni effetti sonori potevano essere realizzati sicuramente meglio. Il gameplay invece risente pesantemente dell'I.A. assolutamente mal calibrata e di alcune scelte inspiegabili quali la possibilità di spiare gli avversari una volta che ci hanno fatto fuori e l'interazione con gli scenari ridotta veramente al minimo sindacale. Il gioco da il meglio di se nella modalità PvP, ma anche lì aspetti discutibili come il matchmaking assolutamente casuale e la scarsa personalizzazione degli specialisti sono sicuramente limitanti.

La mancanza poi della campagna a giocatore singolo fa abbassare il voto di un titolo che ha promesso tantissimo e ha mantenuto praticamente niente. Speriamo che con i prossimi contenuti scaricabili e con futuri patch correttivi i programmatori di Ubisoft riescano a spostare un po' l'asticella verso l'alto.

Modus Operandi: abbiamo potuto testare l'atteso nuovo capitolo della serie grazie ad un codice Xbox Live fornitoci da Ubisoft Italia.

Tom Clancy's Rainbow Six Siege era uno dei titoli più attesi per quest'anno. Arriva sugli scaffali a prezzo pieno e offrendo davvero poco rispetto a quanto era stato promesso. La mancanza di una campagna in single player e tutta una serie di difetti lasciano un po' di amaro in bocca soprattutto in relazione alle aspettative. Malgrado tutto però è un gioco in grado di divertire a patto di dedicarsi esclusivamente al comparto online e di affrontare le sfide PvP 5 contro 5. In quel caso allora ci si può tranquillamente fare un pensierino.
PRIMO IMPATTO
GRAFICA
SONORO
GIOCABILITA'
LONGEVITA'
GLOBALE