Recensione X-Box One
Titolo del gioco:
Dishonored 2
Anno di uscita:
2016
Genere:
Azione / Avventura
Sviluppatore:
Arkane Studios
Produttore:
Bethesda Softworks
Distributore:
Bethesda
Multiplayer:
Assente
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Sito web:
Requisiti minimi:
Console Xbox One - 50 GB di spazio libero su hard disk - Prezzo: €69,99
  • Il tipo è abbastanza aggressivo, noi abbiamo una spada ma il compare dietro ha una pistola...
  • Possiamo spiare ben nascosti senza farci vedere...ma non è il momento adatto per una sortita
  • Automi militari e armati fino ai denti...meglio evitare lo scontro diretto
  • Grazie alla traslazione possiamo spostarci dove vogliamo...non ci sono limiti in Dishonored 2
  • Architetture stupende e molto dettagliate...i grafici non si sono di certo risparmiati
  • Le opere d'arte che possiamo trovare in giro sono tantissime...alcune ben nascoste però
  • Un quartiere malfamato e decadente, qua ogni persona rappresenta un pericolo
  • Traslandoci sopra quella colonna possiamo cogliere il nemico di sorpresa
  • Per fortuna non tutti ci vogliono male, troveremo diversi alleati in giro
  • Il tizio là sotto sta tendendo un agguato alle guardie...segno del malcontento che c'è in giro
Redattore:  Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri                        Pubblicato il:  25/11/2016
Sono passati 15 anni dagli eventi narrati in Dishonored: un'altra usurpatrice, un'altro complotto e rieccoci nuovamente nella mischia. Non c'e' pace per il trono di Dunwall.
In realtà Dishonored è uscito nel 2012, ma dal punto di vista narrativo il secondo episodio riprende la storia 15 anni dopo le avventure di Corvo Attano, il Lord Protettore. L'uccisione della regina Jessamine Kaldwin, il rapimento di Emily e tutte le congiure affrontate nella città di Dunwall ci avevano regalato un gioco ibrido, in grado di mischiare azione e avventura e soprattutto di presentare un racconto credibile, ben strutturato anche se non proprio approfondito. I giudizi della critica allora furono parecchio favorevoli (qui per leggere la nostra recensione del titolo originale, qui per la Definitive Edition. - NdR), complice un'ambientazione di gioco davvero accattivante e un bilanciamento fra azione e stealth tutt'altro che banale.

In questo seguito gli Arkane Studios non possono più contare sull'effetto sorpresa dal momento che le aspettative sono parecchio alte e che il pubblico si aspetta un certo numero di innovazioni per bissare il successo del primo episodio.

CORVO ATTANO O EMILY KALDWIN ?

Il filmato iniziale del gioco ci mostra l'ennesimo complotto ai danni del trono di Dunwall ormai occupato da Emily, la figlia della regina assassinata nel primo episodio e da noi liberata dopo il rapimento: la strega Dalilah Kaldwin durante un ricevimento a corte per l'anniversario della morte della regina si presenta come la sorellastra della regina stessa e quindi come la pretendente al trono. Spalleggiata dal Duca di Serkonos e con l'aiuto delle guardie reali si insedia al potere facendo arrestare Emily o Corvo Attano. La lettera "o" non è messa per errore: infatti fin da quel punto il gioco ci propone la prima scelta sul personaggio che preferiamo interpretare per portare avanti l'avventura. A seconda della nostra scelta, l'altro verrà pietrificato dalle abilità magiche della regina mentre il nostro alter ego verrà incarcerato nelle camere reali. Anche Dishonored 2 quindi inizia con la fuga da una prigione.

Dal menu iniziale di gioco possiamo avviare il tutorial per prendere confidenza con i comandi di gioco anche se questa scelta ci viene proposta una volta iniziata la modalità campagna. La scelta fra i due personaggi è tutt'altro che banale: malgrado la storia proceda in modo praticamente identico per entrambi i personaggi opzionabili, non è così per le missioni secondarie e per le abilità speciali che invece sono piuttosto caratterizzate.

SOLITA AMBIENTAZIONE DA URLO

La trama di gioco si rivela subito interessante, anche più del primo episodio con tutta una serie di eventi che si incastrano benissimo tra di loro e offrono continui colpi di scena e spunti di riflessione. In realtà sarebbe opportuno aver giocato il primo episodio ed entrambi i DLC usciti vale a dire il Pugnale di Dunwall e Le Streghe di Brigmore ma comunque anche chi si approccia a Dishonored 2 senza conoscere nulla degli eventi del primo capitolo non dovrà preoccuparsi più di tanto.
Un filmato introduttivo infatti riassume molto brevemente quanto accaduto nel primo episodio salvo poi scaraventarci nella pura azione fin dal momento in cui dovremo fuggire dalle camere reali. Si capisce fin da subito che il gioco offre parecchia libertà, soprattutto da un punto di vista di approccio allo stesso gameplay. Potremo scegliere se lanciarci a testa bassa contro i nemici oppure se optare per un atteggiamento più stealth al gioco e anche qui, come nel primo episodio, le nostre scelte condizioneranno la trama di gioco specialmente per i tanti finali disponibili.

Va detto però che Dishonored 2 offre il suo massimo a chi predilige una modalità di gioco più ragionata, soprattutto per le tante missioni secondarie disponibili che offrono un'integrazione alla narrazione godibile appieno solo da chi lo affronta con una buona dose di pazienza e di curiosità.

A differenza del primo episodio il comparto narrativo è molto più articolato e ci racconta una storia davvero bella e molto coinvolgente tutta da vivere.
Oltre alla già conosciuta Dunwall ci troveremo anche a visitare la bellissima città marittima di Karnaca brulla e desolata nei pressi del Distretto delle polveri tormentato da continue tempeste di sabbia e dalla delinquenza dei suoi abitanti, bellissima nei Giardini di Cyria e nel Conservatorio Reale pur se disturbata da continui complotti e congiure locali.

Cogliere queste sfumature affrontando le missioni secondarie e godendo delle stupende ambientazioni di gioco è la vera essenza dell'opera di Arkane Studios. Lo scopo degli sviluppatori, quindi, è quello di coinvolgere il giocatore, intercalandolo in una realtà alternativa e lo si vede dalla cura riposta in tutti i documenti sparsi in giro sotto forma di appunti o di registrazioni audio su schede perforate, nel sapiente gioco di luci e ombre in grado di presentare un'architettura improbabile ma accattivante e in una serie di enigmi come quelli proposti a Villa Meccania con la sua architettura cangiante.


NOI CONTRO DI LORO

L'approccio al nemico quindi può prevedere diverse opzioni, dall'affrontarlo a testa bassa allo sgattaiolare alle sue spalle per non farci scoprire, dall'ucciderlo oppure stordirlo, tutto è nelle nostre mani. Le stesse missioni secondarie, una volta fissato un obiettivo, lasciano al giocatore la scelta della giusta modalità per raggiungerlo, complici anche i poteri speciali che ci vengono forniti ancora una volta dall'Esterno. Ad esempio Corvo può contare sulla nuova abilità branco famelico, sulla Possessione che adesso permette di nascondersi anche nei cadaveri e sulla Distorsione che permette di controllare il tempo in tutte le sue curvature (avanti, indietro, rallentandolo). Questi poteri sono combinabili fra di loro generando di fatto una varietà infinita di approccio al gioco e lo stesso vale per chi sceglie Emily.

L'approccio stealth mette anche al riparo da alcune problematiche come gli scontri ravvicinati che sono un po' il tallone di Achille di tutta la produzione. I nemici infatti non si rivelano delle aquile dal punto di vista dell'intelligenza artificiale, anche se un piccolo passo avanti rispetto al primo titolo è stato fatto, e nei combattimenti denotano qualche piccolo bug del gioco che ci vede colpire anche se abbiamo parato il colpo. Come nel precedente episodio portiamo un'arma sulla mano destra e un'altra (o un potere speciale) sulla sinistra, mentre con la nostra fida spada possiamo parare il colpo, colpire con un fendente o con un colpo caricato tenendo conto che spesso una nostra parata sbilancia l'avversario e ci permette di afferrarlo con una presa. Comunque una scelta maggiore nel parco delle armi non avrebbe di certo guastato. Un indicatore a schermo ci indica se i nostri nemici sono passati a uno stato di allerta e ci stanno cercando, oppure se ci hanno individuati: stranamente più volte abbiamo visto che questo avviene solo in senso orizzontale e non in verticale, dal momento che se ci troviamo sopra di loro spesso e volentieri non riescono a scoprirci. Se il comparto arcade presenta qualche lacuna, la parte stealth è davvero spettacolare: studiare le ronde dei nemici, stordirli (o ucciderli) nascondendo i cadaveri per evitare che scatti l'allarme, passare interi quartieri in barba alle guardie che cercano di stanarci da sicuramente una maggiore soddisfazione anche se, lo ripetiamo, la scelta spetta sempre al giocatore e sotto questo aspetto il gioco offre la massima libertà.

INDIZIO DOPO INDIZIO, MISSIONE DOPO MISSIONE

Il completamento del gioco richiede un certo tempo se ci si sofferma a studiare tutti gli ambienti di gioco. A fronte delle 10-15 ore necessarie per un approccio a testa bassa, la componente esplorativa fa salire il tempo di completamento intorno alle 25 ore. I livelli sono disseminati di porte segrete, di complotti, di congiure, apprezzabili raccogliendo gli appunti in giro o anche semplicemente ascoltando i discorsi delle guardie o di altri personaggi. Ne viene fuori una trama articolata degna di un'opera cinematografica con azioni che ci portano anche ben distanti dal filone narrativo principale ma che comunque si intersecano in tutta una serie di eventi paralleli che danno al giocatore la sensazione che l'ambiente di gioco goda di vita propria. L'idea infatti è quella di calare il nostro personaggio in una serie di storie che comunque avrebbero seguito il loro corso anche senza la nostra presenza e tutto questo si traduce in un'immedesimazione tale da offrire enormi soddisfazioni a chi sarà in grado di saperne cogliere le sfumature. Vedere ad esempio una porta chiusa dall'interno e cercare la strada per entrare dentro l'abitazione ed aprirla non ci riempirà solo di soddisfazione ma ci svelerà importanti dettagli che a loro volta ci rimanderanno a una missione secondaria successiva. Questa rete piuttosto intricata di cose da fare e da scoprire si offre a chi vorrà spendere pazienza e curiosità per approfondire la trama di gioco.

TECNICAMENTE SPETTACOLARE

Dal punto di vista grafico i ragazzi di Arkane Studios hanno replicato quanto di buono già mostrato nel primo episodio, amplificandolo con l'aggiunta di nuove località tutte da scoprire. Meraviglie architettoniche, paesaggi mozzafiato e ambientazioni improbabili ci presentano una realtà piuttosto atipica, come già visto nel primo episodio. Una specie di ottocento misto alle macchine più strane con chiarissimi riferimenti ad alcune ambientazioni e strumentazioni di Bioshock, anche se il giocatore più smaliziato non mancherà di trovare riferimenti a tantissimi altri mostri sacri dell'industria videoludica. La caratterizzazione dei personaggi è ottima con doppiaggi in lingua italiana all'altezza della situazione, con qualche alto e basso in alcuni personaggi secondari come nel caso di Meagan Foster che in realtà è il nuovo personaggio comprimario al quale faremo riferimento più volte durante i briefing di alcune missioni. Qualche calo di dettaglio lo si nota in alcune ambientazioni esterne anche se in linea di massima il tutto fa la sua bella figura ai nostri occhi, complice un level design di sicuro impatto. Sulla versione da noi testata - Xbox One - non ci sono fortunatamente tutti i bug che hanno interessato la versione PC e che, probabilmente, saranno risolti da una futura patch correttiva (la Beta 1.2 disponibile dal 22 novembre. - NdNew_Neo)

Tornando su console, tutto si muove in modo abbastanza armonioso e parecchio stabile da un punto di vista di framerate. Buone le colonne sonore anche se era lecito aspettarsi qualche motivetto in più; ottima la longevità già ad alti livelli ma che comunque cresce in modo esponenziale vista la rigiocabilità del titolo favorita dalla presenza di due personaggi giocabili e da tutta una serie di missioni secondarie e di località nascoste.

La giocabilità merita invece un commento a se dal momento che esprime tutta la componente free roaming del gioco che può essere affrontato in tantissimi modi diversi: uccidere o non uccidere, colpire a testa bassa o agire nell'ombra, inseguire le missioni secondarie oppure non allontanarsi dalla quest principale. Le possibilità sono davvero tante e rendono il gioco adattabile a qualunque tipo di giocatore o di esigenza. Va da se in base a quanto detto che l'approccio stealth rimane il migliore dal momento che permette di cogliere le tante sfumature narrative e di gameplay create sapientemente dagli sviluppatori.

In conclusione, con Dishonored 2 i ragazzi di Arkane Studios sono riusciti nell'impresa di offrire al pubblico un sequel di tutto rispetto, meritevole di essere giocato da chi è rimasto affascinato dalle imprese di Corvo Attano a Dunwall e da chi invece è alla ricerca di una storia stupenda e tutta da vivere.

Modus Operandi: abbiamo potuto impersonare i due protagonisti all'interno di un mondo sapientemente creato dagli sviluppatori britannici grazie ad un codice Xbox Live datoci da Laboratorio Comunicazione.

Dishonored 2 è un ottimo sequel, anche se non era semplice ripetere il successo del primo episodio, ed è in grado di offrire tantissimo divertimento sia a chi conosce già l'ambientazione di gioco che a chi vi si avvicina per la prima volta. Malgrado qualche piccolo deficit come negli scontri ravvicinati e nell'intelligenza artificiale in alcune situazioni di gioco, il valore assoluto di un titolo come questo rimane comunque altissimo. Con un ottimo level design, un'alta longevità, una stupenda ambientazione e un comparto narrativo di tutto rispetto, l'opera magna di Arkane Studios offre il suo splendore a chi saprà affrontarlo con pazienza e con curiosità.
PRIMO IMPATTO
GRAFICA
SONORO
GIOCABILITA'
LONGEVITA'
GLOBALE