Recensione X-Box One
Titolo del gioco:
DOOM (2016)
Anno di uscita:
2016
Genere:
Sparatutto
Sviluppatore:
id Software
Produttore:
Bethesda Softworks
Distributore:
Bethesda
Multiplayer:
Online
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Sito web:
Requisiti minimi:
Console Xbox One - Abbonamento Xbox Live Gold per il gioco online - 50 GB di spazio libero su Hard Disk
  •  Sangue, ossa e budella si sprecano in questo gioco
  •  La cura dei dettagli è spettacolare...guardate i particolari della nostra arma ad esempio...
  •  Questo è brutto, cattivo e....armato fino ai denti...
  •  I due cannoni che ha l'amico sulla schiena non fanno pensare a niente di buono...
  •  La cura degli scenari è strepitosa, alcuni fondali lasciano davvero a bocca aperta
  •  Questi demoni a palla (Cacodemon! -NdCJ) sono più agili di quanto sembri, dobbiamo essere più veloci di loro !
  •  Il demone sulla porta sembra dire..."lasciate ogni speranza voi che entrate !"
  •  L'associazione di Doom al colore rosso non è dovuta solo al pianeta Marte, ma anche a scene come questa
  •  Il tizio nerboruto vuole dirci qualcosa...meglio non lasciarlo avvicinare troppo però
  • E' grande e grosso...ci farà sudare parecchio prima di ritirarsi a miglior vita..
Redattore:  Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri                        Pubblicato il:  27/05/2016
Nasi bianchi come Fruit of The Loom che diventano piu' rossi di un livello di Doom...

Cantava così qualche anno fa Frankie Hi-Nrg nel suo brano Quelli che benpensano, a testimoniare la fama che ha sempre contraddistinto il capolavoro di id Software uscito nel lontano 1993 per la prima volta e considerato a buona ragione uno dei giochi più conosciuti al mondo, da sempre associato al colore rosso dovuto all'ambientazione sul pianeta Marte (e al sangue che vi scorre a ettolitri -NdCJ).

Seguito dell'ultimo capitolo, Doom 3 uscito nel 2004, in realtà questa ultima fatica di id Software avrebbe dovuto chiamarsi Doom 4, anche se poi gli sviluppatori hanno preferito chiamarlo proprio DOOM a voler indicare la voglia di creare un vero e proprio reboot della serie.


TRAMA SEMPLICE, AZIONE COMPLESSA

Da sempre il comparto narrativo di DOOM fa da pretesto per giustificare l'azione sfrenata offerta dal gioco. Una tale dottoressa Olivia Pierce, appartenente ad una setta dedita ad un non meglio precisato culto demoniaco, ha aperto un portale dimensionale sul pianeta Marte, dove l'umanità ha impiantato da tempo diverse colonie, aprendo la strada a una pletora demoni che si sono riversati nel nostro mondo. Al momento del risveglio, il nostro eroe, chiamato semplicemente Doomguy (letteralmente "il tipo di Doom" -NdCJ) si trova davanti a uno scenario catastrofico, con i demoni che hanno fatto strage degli esseri umani uccidendoli oppure incarnandosi nei loro corpi.
LA NASCITA DI UN GENERE...

Uscito nel 1993, Doom rappresentò l'evoluzione del celebre Wolfenstein 3D, considerato il capostipite dei FPS (first person shooter cioè "sparatutto in prima persona"), nuovo genere videoludico ben presto rappresentato da una miriade di prodotti. La presenza della grafica 3D, l'azione di gioco semplice e intuitiva e, soprattutto, una dose da cavallo di violenza hanno permesso al titolo id Software di vendere tantissime copie in tutto il mondo, complice anche la conversione per quasi tutte le piattaforme possibili e immaginabili (compresa una curiosa e claustrofobica versione per Nintendo 64 sviluppata dalla Midway e uscita nel 1997, intitolata appunto Doom 64 -NdCJ).

Pubblicato inizialmente per MS-DOS, ha debuttato su Windows 95 in contemporanea con l'uscita delle prime Direct X rilasciate da Microsoft. Seguito da Doom II: Hell on Earth nel 1994, da una serie di titoli minori che hanno aggiunto solo alcuni livelli e da Doom 3 (2004), che ne ha modificato profondamente il motore di gioco per adattarlo ai nuovi PC e console, Doom ha successivamente fatto capolino anche su Android e iOS, di volta in volta facendo registrare miglioramenti dal punto di vista grafico e del gameplay ma mantenendo in tutti questi anni il concept originale di gioco e la stessa trama.

(Il resto l'ha fatto la comunità dei fan. Fin dall'apparizione del primo Doom in formato shareware, sono comparsi strumenti per permettere la creazione di livelli personalizzati, che andavano da semplici rielaborazioni delle architetture fino a vere e proprie conversioni totali: giustamente famose, solo per citarne due, quelle ispirate ad Aliens e ai Simpson. Da quando poi id Software ha rilasciato il codice sorgente, sono comparsi i cosiddetti source ports, per esempio ZDoom o Doomsday Engine. In tal modo abbiamo potuto rigiocare con texture in alta definizione, filtrate e prive di scalettature, effetti di luce in tempo reale, sguardo e mira in alto e in basso, nemici in 3D poligonale anziché semplici sprite e così via, ridando nuova linfa al gioco e al suo seguito, nonché ad altri titoli che ne condividono il motore grafico, quali Heretic, Hexen o Strife. -NdCJ)

Dopo tanti anni di letargo, rinchiuso in un sarcofago dagli stessi demoni che aveva quasi sconfitto in passato, e salvato da Samuel Hayden, il capo della spedizione UAC (Union Aerospace Corp, il conglomerato industriale-militare responsabile dell'impianto e della gestione delle colonie terrestri su Marte -NdCJ) il nostro eroe si risveglia, uccidendo a mani nude i demoni che lo circondano e riappropriandosi della sua armatura e di una pistola. Da questo momento in poi l'azione sarà frenetica, compulsiva, mirata all'eliminazione di tutto ciò che si para davanti, cercando naturalmente di restare vivi e provando a raggiungere la Dottoressa Pierce che nel frattempo si è rintanata sulla Torre Argent. La trama risulta quindi ridotta all'osso anche se ben integrato da tutta una serie di collezionabili disseminati in giro per le mappe di gioco.

A fare la differenza con i titoli precedenti però c'è tutta una componente esplorativa e di crescita del personaggio che contribuisce a rendere il titolo prodotto da Bethesda qualcosa di effettivamente diverso rispetto ai precedenti. Oltre alla tensione palpabile, da sempre tipica della serie di Doom e che rende l'azione frenetica, nervosa, tremendamente dinamica, bisognerà curare il potenziamento delle armi, la crescita del proprio personaggio e soprattutto dedicarsi a una continua esplorazione, alla ricerca di collezionabili e di rune necessarie per l'attivazione di sfide aggiuntive.

Rispetto all'ormai lontano Doom 3 si riscontrano numerose nuove caratteristiche, oltre alle ovvie migliorie del comparto tecnico: adesso è possibile effettuare un doppio salto; le armi sono visualizzate su una "ruota" selezionabile con la levetta destra del controller; sono state implementate le uccisioni cruente che ci permettono di eliminare un nemico indebolito in tanti modi diversi. Quest'ultima scelta, oltre che spettacolare, ci viene richiesta nelle numerose sfide attivate dalle rune, spesso difficili al limite del proibitivo, quando ci toccherà finire un demone nemico colpendolo in un determinato punto del corpo, nel bel mezzo di un'azione concitata con proiettili che arrivano da tutte le parti.

CAMPAGNA SINGOLA E MULTIPLAYER

La campagna principale del gioco presenta quattro livelli di difficoltà con una modalità chiamata "ultra-incubo" che obbliga a ricominciare il gioco daccapo in caso di dipartita del nostro Doomguy: una campagna chiamata appositamente Permadeath in grado di mettere in difficoltà gli stessi sviluppatori e che si sblocca solo al completamento del titolo al livello precedente.

Avanzare di livello, oltre a scatenare un numero sempre crescente di nemici, rende la vita difficile al giocatore anche per una maggiore quantità di danni subiti quando si viene colpiti. Inoltre, a differenza di altri giochi più stealth presenti sul mercato, il nostro personaggio non dispone di coperture, eccetto quelle facenti parte naturalmente dello scenario, a vantaggio della frenesia dell'azione, che costringe a buttarsi nella mischia piuttosto che nascondersi e aspettare. Va considerato che le armi migliori non hanno munizioni infinite, quindi bisognerà prestare attenzione a non sparare troppe pallottole a vuoto, con il rischio poi di rimanere inermi di fronte agli attacchi nemici.

Quando un nemico si indebolirà, si illuminerà di blu e successivamente di rosso: avvicinandosi a lui si potrà compiere una "uccisione epica" la quale, oltre alla spettacolarità, sarà utile per integrare il nostro livello di energia, anche se poi si rimarrà immobili, ma comunque invulnerabili ai colpi dei nemici per qualche secondo. La componente esplorativa non riveste un ruolo secondario: girando per le mappe si potranno infatti scovare degli anfratti che, oltre ai collezionabili utili per l'integrazione della trama di gioco, nascondono spesso kit medici ed equipaggiamenti di ogni tipo (comprese le munizioni ovviamente).

Dopo poche ore di gioco si sbloccherà la motosega, utilissima per le uccisioni ravvicinate ma bisognosa di combustibile per funzionare. Considerato che più il nemico è grosso, maggiore sarà la quantità di benzina richiesta per farlo fuori, starà a noi decidere a quale di essi dedicare la nostra uccisione epica, fermo restando che la ricompensa in termini di munizioni ed energia sarà ovviamente proporzionata al "blasone" dell'avversario.

Il potenziamento delle armi è tanto scontato quando fondamentale. Sfruttando la roba trovata in giro e soprattutto uccidendo i nemici verranno man mano sbloccati dei power-up in grado di farci utilizzare una modalità di fuoco alternativa, e specialmente di personalizzare armi e armature a nostro piacimento grazie anche al ritrovamento delle già nominate rune. Queste aprono delle mini-sfide le quali danno accesso a ulteriori potenziamenti da innestare in un terzo slot. In questo modo id Software rende concreta la personalizzazione dell'eroe principale, dell'armatura e delle armi, affinché l'utente possa plasmare il proprio alter ego secondo i propri gusti e il proprio stile di gioco.

Il comparto multiplayer invece presenta le solite classiche modalità Team Deathmatch, Clan Arena, Freeze Tag e Dominio con l'aggiunta della DOOM Snapmap che permette ai giocatori di creare i propri livelli personalizzati scegliendo mappe, regole e nemici. Anche se al momento non si trovano livelli creati dalla comunità di una certa qualità, non passerà molto tempo che i vari modder di tutto il mondo si scateneranno creando, come è sempre stato del resto, livelli all'altezza del gioco stesso.

In aggiunta a questo, nella modalità multigiocatore sarà possibile utilizzare il potenziamento della Runa Demoniaca per farci vestire i panni, entro un breve periodo di tempo, di uno dei demoni più forti del gioco, a scelta fra Revenant, Barone Infernale, Mancubus e Predatore. Anche se le modalità "mietitore d'anime" e "congelamento" sono sicuramente appassionanti, il vantaggio offerto dalla trasformazione in demone è troppo elevato, con il risultato che spesso le sessioni online si trasformano in una vera e propria ricerca della runa demoniaca per poi far fuori tutti gli altri nel periodo di tempo in cui ci si è trasformati in uno dei quattro demoni elencati sopra. Inoltre, una volta morti, spesso ricominceremo con un richiamo di energia attivato dalla nostra armatura predefinita, per fornirci un piccolo vantaggio sugli altri (come il bazooka a tre colpi che ci veniva dato dopo morti in Cadillac and Dinosaurs, tanto per citare un vecchissimo titolo...NdR).

In realtà, rispetto a quanto visto in altri titoli, il comparto multiplayer di DOOM non offre nulla di veramente innovativo da spingere il giocatore a cimentarvisi, salvo per la sezione di editing, la quale però richiede qualche ora per poter essere padroneggiata, e che finirà per attirare più i veri e propri appassionati del titolo che i giocatori occasionali.

TECNICAMENTE ALL'ALTEZZA

Dal punto di vista grafico il gioco si presenta molto bene, con mappe davvero grandi, piene di anfratti e luoghi nascosti tutti da esplorare e soprattutto con una buona definizione per quanto riguarda i demoni nemici e le stesse armi. A farla da padrone però è la fluidità dell'animazione di gioco: il motore ID Tech 6 si comporta egregiamente, garantendo i 60 frame al secondo stabili anche su console, tutto a vantaggio della frenesia di gioco e della velocità dell'azione. Le musiche di accompagnamento sono ben realizzate e di sicura atmosfera, così come il doppiaggio italiano, anche se sono molto poche le voci udite durante lo svolgimento.

Un aspetto negativo riguarda la lentezza dei caricamenti, soprattutto su console: niente di insopportabile per la verità, ma comunque fastidiosi, specie se paragonati ad altri prodotti presenti sul mercato. Ottima l'idea della componente esplorativa, per spezzare ritmo incalzante del gioco e integrare in qualche modo un minimo di azione platform che purtroppo presenta qualche difficoltà a causa di una precaria precisione dei salti.

Una volta completata la campagna principale, però, difficilmente si avrà la voglia di rigiocarlo, salvo che per la ricerca di collezionabili oppure per affrontare la sfida ad un livello di difficoltà superiore, mentre così com'è al momento la sessione multiplayer attrae, ma solo fino ad un certo punto.

In conclusione DOOM offre quello che promette: un'azione concitata, frenetica, in grado di tenere desta la nostra attenzione per tutta la durata della sessione di gioco, condita da tanta violenza, da una realizzazione tecnica di pregevole fattura e da un'inedita (per la serie) componente esplorativa, un'aggiunta importante nel contesto in oggetto.

Modus Operandi: siamo tornati a massacrare freneticamente i demoni venuti dall'inferno su Marte e sperimentare la modalità multigiocatore, grazie ad una copia promozionale gentilmente mandataci da Laboratorio Comunicazione.

Il reboot di DOOM ha mantenuto le promesse: un gioco coinvolgente, dinamico, frenetico al punto giusto e in grado di divertire il giocatore, dotato di un comparto tecnico davvero ben realizzato, con un aspetto grafico di sicuro impatto visivo e con animazioni fluide e veloci. La campagna principale rappresenta il vero fulcro del gioco, mentre il multigiocatore va considerato un valore aggiunto, ma che comunque non apporta molte innovazioni rispetto ad altri titoli usciti in questo periodo. Se però consideriamo DOOM per quello che è, ossia lo sparatutto in prima persona per antonomasia, allora possiamo ritenerci più che soddisfatti dal lavoro di id Software e di conseguenza ne consigliamo l'acquisto.
PRIMO IMPATTO
GRAFICA
SONORO
GIOCABILITA'
LONGEVITA'
GLOBALE