Recensione PlayStation 4
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Titolo del gioco:
Gunlord X
Anno di uscita:
2019
Genere:
Platform / Sparatutto / Indie
Sviluppatore:
NG-DEV
Produttore:
Eastasiasoft
Distributore:
PlayStation Store
Multiplayer:
Assente
Localizzazione:
Solo testo (no audio)
Requisiti minimi:
Console della famiglia PlayStation 4 (PS4, PS4 Pro) - Una connessione a banda larga - Un account PlayStation Network - 164 MB di spazio libero su disco - Prezzo: €9,99
Box
  • Una delle key art ufficiali del gioco.
  • L'inquietante The Master, il nuovo nemico del nostro eroe.
  • Dopo essersi liberato dalle catene dov'era prigioniero, Gordian prepara la fuga, ma un pericolo più grande lo attende...
  • Siamo all'inizio del primo livello. Questa schermata ha molto in comune con i primi due episodi della serie Turrican.
  • Il boss finale del secondo livello, come vedete siamo a bordo della nostra fida navetta.
  • La grafica in pixel art sa dare alcuni scorci interessanti.
  • Quest'immagine ha un so che di poetico...
  • Ci troviamo all'interno di un livello "tecnologico". Al centro la piattaforma nascosta che elargisce le armi, le colonne di energia e il ripristino dell'energia.
  • Un altro dei numerosi boss. Un simpatico draghetto, forse un po' troppo cresciuto.
  • Sembra che qui faccia piuttosto caldo.
  • Questo diamante grande sembra impossibile da prendere, ma c'è un modo e viene dall'alto...
  • Questo boss è probabilmente quello che darà più problemi, servirà capire bene i suoi pattern d'attacco per riuscire a buttarlo giù.
  • Anche se la grafica in pixel art non offre nessun effetto tecnico, alcuni punti sono ben realizzati.
  • Un altro livello dove ci aspetteranno nemici, pericoli e segreti.
  • Una schermata del finale, tranquilli niente spoiler. In fondo troviamo il nome illustre di Manfred Trenz, mente storica di primi due Turrican su Amiga e C64.
Redattore: Roberto 'New_Neo' Sorescu
Pubblicato il: 18-12-2019
Amanti del retrogaming e dei platform sparatutto, torniamo indietro nel tempo con il titolo NG-DEV che ci riporta ai fasti della mai dimenticata saga di Turrican.

Con l'annuncio di Xbox Series X di Microsoft ai The Game Awards 2019, e con quello del primo gioco per PlayStation 5, la prossima generazione di console entra di forza nell'immaginario collettivo dove prevediamo un salto generazionale più marcato rispetto a quello precedente. Non sapremo come il mondo dello sviluppo indipendente si adeguerà a un hardware molto più potente e malleabile: le piccole produzioni, le idee originali e innovative avranno ancora spazio?


Con tanta bontà tecnologica in arrivo tra un anno, vogliamo fare un salto indietro di diverse generazioni fino a giungere tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90. A quei tempi imperavano i computer e le console a 16bit, con quelle a 8bit nell'ultima parte del ciclo vitale. I generi che andavano più in voga erano i platform, gli shoot'em up, i picchiaduro a scorrimento e gli RPG. Una saga che si mise in evidenza fu quella di Turrican, con il primo capitolo uscito nel 1990 (il primo gioco che acquistai per il mio Commodore Amiga 500, quand'ero ben più giovane! -NdR). Parliamo di un platform sparatutto davvero eccezionale, avente una giocabilità che ancora oggi farebbe scuola a molti sviluppatori indipendenti, dove oltre a saltare da un piattaforma all'altra si sparava a tutto quello che si muoveva alternando fasi platform con altre shoot'em up.


Con Turrican II si raggiungeva l'apice con un capolavoro assoluto dall'incredibile qualità audio visiva, avente un gameplay magnetico: platform, shoot'em up e nuove implementazioni di gioco erano talmente coese da essere un tutt'uno con l'esperienza di gioco... e poi l'incredibile colonna sonora di Chris Huelsbeck era la ciliegina sulla torta di un capolavoro senza tempo che fa eco ancora oggi.


Perché abbiamo parlato di tutto questo? C'è un motivo ben preciso per questa introduzione: il gioco di cui vi parleremo vuole farci tornare a quei tempi, con un'esperienza più vicina possibile a quella dei suoi illustri predecessori. Gunlord X mette dalla sua la grafica in pixel art in alta definizione su PlayStation 4, dopo l'uscita su Nintendo Switch a maggio di quest'anno. 

SI VA SU KAIROS II

Il prembolo narrativo di Gunlord X, fatto di schermate statiche esattamente come quelle dei due primi Turrican, vede il nostro eroe senza macchia a senza paura affrontare un nuovo e pericoloso nemico chiamato The Master che ha preso il controllo delle macchine, le quali metteranno in pericolo l'intera galassia se non verranno fermate. Fuggito dal luogo dov'era tenuto prigioniero, Gordian va alla ricerca della sua novella sposa scomparsa dopo l'ultima battaglia. All'udire del nuovo nemico, si mette la sua speciale tuta e vola su Kairos II... prima il dovere! Ci aspettano 10 livelli di pura azione platform/sparatutto dal dolce sapore retrò che farà felici soprattutto i giocatori con più anni sulle spalle, che si vedranno di colpo tornare più giovani.


Prima di entrare in azione c'imbattiamo nelle opzioni di gioco che, in un certo senso, potrebbero porre dei paletti al giocatore moderno con i settaggi di gioco limitati ad un filtro grafico, alla scelta di due dimensioni dello schermo, all'immagine da inserire ai lati dello stesso e al tipo di utilizzo del Pad tra classico e moderno (i tasti sono personalizzabili), con quest'ultimo che diviene una sorta di twin-stick shooter con lo sparo multidirezionale affidato allo stick analogico destro. Di fatto non esistono livelli di difficoltà e una scelta del numero di vite, tutto è preimpostato e non esiste altro. I testi a schermo sono in italiano, ma sono tradotti in modo davvero pessimo.

Scendendo in campo si entra in un altro tempo e in un altro modo di giocare... il primo impatto è quello che ci aspettiamo: Gunlord X ci fa assaporare la giocabilità che fu quella storica della saga di Turrican. Saltando di piattaforma in piattaforma, sparando con le armi a disposizione che si trovano nascoste nello scenario di gioco e sulle piattaforme che appaiono se raggiunte da un proiettile, saltando in testa ad alcuni specifici nemici il titolo della tedesca NG-DEV si ispira fortemente a Turrican II. Non solo alcuni porzioni di scenario fanno riferimento al capolavoro di Manfred Trenz e alla sua Factor 5 (come all'inizio del primo livello), ma l'aspetto del personaggio che controlliamo e la tipologia di alcune armi - come quella che spara palle verdi ad alta velocità che rimbalzano sullo scenario circostante, il laser e le colonne di energia - sono pressoché uguali a quelli del titolo originale. In più ci si può trasformare in una ruota dentata per entrare in passaggi stretti e fare a fette i nemici senza subire danni, e nel contempo lasciare sul terreno infinite mini bombe e usare il laser rotante in grado di ripulire i nemici che sono nelle nostre vicinanze... esattamente come i due capitoli della serie.


Insomma più che a un clone di Turrican II, siamo di fronte a un omaggio per una saga che ha portato il genere degli platform/sparatutto a un livello che nessun titolo è stato più in grado di avvicinare. Di certo non ci aspettavamo un gioco in grado di raggiungere una tale perfezione di gameplay, ma il risultato finale è di buon livello e il coinvolgimento arriverà man mano che s'impara bene il suo dinamico gameplay anche se vecchio di trent'anni.

UN GAME DESIGN DURO E PURO... COME AI VECCHI TEMPI

In ogni livello che affronteremo, di cui due sono di stampo shoot'em up, lo scenario da esplorare non è molto esteso ma intriso di nemici e di punti segreti ben posizionati. Lo scopo non è solo ripulire ogni livello dai nemici, ma soprattutto trovare i diamanti sparsi per lo scenario insieme a quelli grandi e vi assicuriamo che sarà tutt'altro che facile completare ogni stage trovandoli tutti. Oltre ai diamanti ci sono le vite, anche queste ben nascoste, ma un po' meno difficili da trovare rispetto ai diamanti grandi. In aggiunta alle armi standard, sempre sparsi per i livelli di gioco sono presenti un preciso numero di potenziamenti; sono di tre tipi e fungono da armi a se stanti che durano per un certo periodo di tempo, superato il quale si torna con l'ultima arma standard che si possedeva.


La vita del nostro eroe avrà termine se verrà colpito tre volte. In soccorso, nello scenario e anche nelle piattaforme nascoste, si può trovare un'icona che ripristina un punto ferita. Per cambiare arma invece bisogna sparare alle piattaforme nascoste le quali tireranno fuori le icone delle armi standard a disposizione. Tali armi non hanno livelli di potenziamento e saranno sempre le stesse dall'inizio alla fine del gioco. Ci sarebbe piaciuto avere armi potenziate, ma probabilmente avrebbero cambiato l'equilibrio del gioco. 

A proposito di difficoltà, questa si attesta a un livello medio/alto anche se rispetto la serie Turrican regolati da una difficoltà più bassa: in parte non ce l'aspettavamo. Per vedere i titoli di coda di Gunlord X servirà memorizzare bene ogni livello, una bella dose di trial & error e una discreta pazienza. I Boss di fine livello, alcuni dei quali li troveremo anche all'interno degli stessi, sono poco carismatici e rappresentano il punto dove la difficoltà di gioco si abbassa un po'. Uno di essi (non vi diciamo quale), ci ha fatto penare un po' ma un volta trovata la tattica giusta è caduto dopo qualche tentativo. Inoltre servirà molta precisione con il salto: proprio come negli anni '90 alcuni punti infatti per essere raggiunti necessiteranno del famoso “salto chirurgico”, utile per raggiungere luoghi nascosti dove potrebbero trovarsi vite, potenziamenti e diamanti grandi.


Come possiamo comprendere la giocabilità di Gunlord X è ancorata a un'era molto diversa da quella di oggi, potremmo definirlo un gioco integralista. Il suo design e il suo gameplay rappresentano un tributo alla serie Turrican che ha lasciato un grande segno nei cuori di quei giocatori che hanno vissuto quel periodo.

Il titolo NG-DEV è composto di 34 trofei suddivisi in 10 di Bronzo, 21 d'Argento, 2 d'Oro e il Platino. Per ottenerli tutti sarà necessaria una bella impresa; completare tutti gli stage è la cosa meno difficile, la vera sfida è quella di raccogliere tutti i diamanti all'interno di ogni livello senza lasciarne neppure uno. Se si ottengono tutti i diamanti grandi in un livello, questi abiliteranno un “continue”, fondamentale per riuscire ad arrivare alla fine.


Se volete conoscere maggiormente la storia della trilogia di Turrican, potete farlo grazie alla nostra sezione retrogaming. La serie è stata concepita e sviluppata dalla tedesca Factor 5 sotto etichetta Rainbow Arts, di cui Manfred Trenz fu il genio tuttofare, realizzando sia la versione Commodore Amiga 500 sia quella Commodore 64. I primi due episodi furono assolutamente eccezionali, un vero miracolo tecnico per il computer a 8bit della casa americana. Nello specifico potete leggere le recensioni di Turrican (Amiga e C64), Turrican II: The Final Fight (Amiga) e Turrican 3 (Amiga). Quest'utimo episodio era meno d'impatto e più lontano dalla saga, anche se aveva ancora la magia sonora di Chris Huelsbeck (ascoltate il brano del finale, da brividi ancora oggi). L'autore della colonna sonora di Gunlord X è un certo Rafael Dyll già noto in altre produzioni Eastasiasoft di un certo peso come la serie di Soldner-X, Rainbow Moon e Rainbow Skies tutte realizzate da SideQuest Studios (anch'essi tedeschi).


Chiudiamo con la localizzazione del gioco nella nostra lingua. Frutto di una traduzione al limite dell'assurdo e del demenziale, non potrà essere cambiata nelle opzioni di gioco, basandosi sulla lingua di sistema della console. Capiamo l'interesse per il nostro paese, ma se ci troviamo traduzioni di questo livello è meglio lasciar stare.


Gunlord X è la versione migliorata dell'originale Gunlord che è stato rilasciato su Neo Geo nel 2012 e sul Dreamcast di SEGA, quest'ultimo come titolo senza licenza nello stesso anno. Il 22 maggio 2019 è disponibile su Nintendo Switch e arrivato su PlayStation 4 il 10 dicembre 2019.

TECNICA E PIXEL ART AL SERVIZIO DELLA STORIA

Giudicare Gunlord X dal punto di vista tecnico con i parametri di oggi non avrebbe molto senso. In questo caso c'è bisogno di usare quelli degli anni '90 e vedere se applicati all'attuale generazione potrebbero coesistere con una tecnologia in continua evoluzione, con lo sviluppo indipendente mai così importante su console dato che prima era relegato essenzialmente in ambito PC. La risposta dipenderà da come i videogiocatori di oggi, soprattutto quelli più giovani, vorranno respirare un po' di storia e divertirsi con un gameplay che ha avuto la sua gloria oltre trent'anni fa.


Il titolo NG-DEV è completamente bidimensionale con la grafica realizzata in pixel art per dare un tocco retrò. Il tutto si muove fluidamente a 60 fotogrammi al secondo (e vorrei anche vedere... -Nd Isg71) e la precisione dei controlli è perfetta al pixel. Se lo paragoniamo ai due primi Turrican, questi hanno più effetti tecnici e varietà di gameplay, ma quello che più conta è che il titolo NG-DEV sia in grado di risvegliare nel cuore di giocatore quell'amore a 360 gradi per questo media. Secondo noi Gunlord X riesce nell'intento instillando la voglia di esplorare ogni anfratto e risvegliando quel divertimento insito che è il videogioco nel significato più puro del termine

Lo spirito della saga di Turrican c'è ed è molto forte, pur con qualche problema come gli scontri con i boss non certo memorabili e abbastanza semplicistici. La grafica è sì in pixel art e in alta definizione ma mancante di alcuni effetti tecnici con lo stesso protagonista che poteva essere realizzato meglio con più frame di animazione, così il gioco avrebbe avuto un maggior impatto grafico e conquistato l'occhio di quei giocatori più esigenti dal punto di vista estetico. Anche la varietà dei nemici non è elevata dando una certa ripetitività agli scontri nei livelli più avanzati. In più si avverte la mancanza del punteggio, cardine dei primi due episodi della serie, forse non inserito per motivi di respawn dei nemici. Avere una classifica che non faccia conto dei diamanti e potenziamenti raccolti avrebbe dato maggiori stimoli per una rigiocabilità più frequente. Quello che innalza l'asticella del divertimento e del coinvolgimento è l'ottima colonna sonora realizzata da Rafael Dyll che anche qui mette in gioco il suo talento con brani perfettamente in linea con lo spirito che contraddistinguevano i giochi degli anni '90 e i generi più in voga a quel tempo.


Se trent'anni fa i migliori shoot'em up e la saga di Turrican erano dei veri e propri tripla A, oggi potremmo definirli piccoli giochi indipendenti quasi dimenticabili. Proprio per questo fare un salto culturale di varie generazioni indietro è fondamentale per capire meglio i videogiochi di oggi: se pensiamo alle varie remaster e ai remake come quello di Resident Evil 2 e quello dell'attesissimo di Final Fantasy VII (in arrivo il 3 marzo 2020), capiamo come i pilastri su cui è fondata l'industria dei videogiochi sono ancora, per fortuna, molto forti.

Modus Operandi:

Abbiamo fatto un salto nel passato di svariate generazioni, riassaporando quella magia che la saga di Turrican riusciva a emanare trent'anni fa, grazie ad un codice gentilmente datoci da Eastasiasoft.

Valutare Gunlord X non è facile, vista la sua struttura di gameplay che si rifa alla saga di Turrican uscita trent'anni fa. Lo spirito di quei capolavori del genere platform/sparatutto c'è tutto anche se con qualche riserva legata alla grafica, forse fin troppo in pixel art, avara di qualche effetto speciale. La varietà dei nemici non è elevata dandoci un po' di ripetitività, così come le boss fight non memorabili. Inoltre avremmo preferito avere una classifica anche relativa al punteggio. Comunque un buon level design degli stage, la giocabilità perfetta al pixel e la colonna sonora di grande impatto permettono di usufruire di un'esperienza di stampo retrò di qualità. Operazione nostalgia riuscita.
  • Lo spirito della serie Turrican torna in auge
  • Ottima giocabilità
  • Buon level design
  • Splendida colonna sonora
  • I diamanti sono un stimolo alla rigiocabilità
  • Varietà dei nemici non esaltante
  • Graficamente si poteva fare di più
  • Boss fight non memorabili
  • Pessima localizzazione in italiano
  • Manca il punteggio
PRIMO IMPATTO
GRAFICA
SONORO
GIOCABILITA
LONGEVITA'
GLOBALE