Recensione PC
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Titolo del gioco:
The Suicide of Rachel Foster
Anno di uscita:
2020
Genere:
Avventura in prima persona
Sviluppatore:
ONE-O-ONE GAMES
Produttore:
Daedalic Entertainment
Distributore:
Steam
Multiplayer:
Assente
Localizzazione:
Solo testo (no audio)
Sito web:
Requisiti minimi:
Sistema operativo: Windows 8.1 64bit or Windows 10 64bit - Processore: Intel Core i5-2500 / AMD Ryzen 3 2200G - Memoria: 8 GB di RAM - Scheda video: 1 GB, GeForce GTX 660 / AMD Radeon RX 540 DirectX: Versione 11 - Hard Disk: 10 GB di spazio disponibile - Scheda audio: DirectX 11 compatibile - Prezzo €16,99
Box
  • Tutto inizia con le raccomandazioni di una madre alla figlia.
  • Il rapporto con il padre non esiste pi&ugrave; da tempo... ma le cose non sono mai come sembrano.
  • Le strade isolate ci portano al nostro albergo, ancora pi&ugrave; isolato.
  • Le schermate di caricamento offrono cartoline dei luoghi che visiteremo.
  • La nostra mappa, ci indica la prossima mossa da fare.
  • Benvenuti all'avventura, anche gli sviluppatori ci salutano a modo loro.
  • Possiamo avvicinare e osservare gli oggetti ruotandoli, ma solo di rado potremo interagire con loro.
  • Dalle finestre possiamo scorgere la tempesta che ci ha bloccati l&igrave;.
  • Non ci sono riferimenti sulla nostra posizione. Dovremo orientarci da soli.
  • Giunti finalmente al secondo piano cominciano a saltar fuori i vari misteri.
  • La grafica non &egrave; proprio da urlo ma pienamente funzionale allo scopo.
Redattore: Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri
Pubblicato il: 17-02-2020
Gli incubi del passato a volte ritornano, perché noi possiamo affrontarli a viso aperto e chiudere per sempre una vecchia brutta storia!

Il gioco di One-O-One Games prende a piene mani dal calderone delle storie psicologiche, con contorno di drammi passati che hanno sconvolto la nostra vita e che adesso, per una serie di coincidenze fortuite tornano a bussare la nostra porta, quasi a chiedere il conto non pagato per la loro risoluzione. Eventi tristi, drammatici, forzatamente dimenticati che hanno cambiato radicalmente la nostra esistenza ma che, quasi come il fuoco sotto la cenere, sono rimasti sempre lì rannicchiati in un angolo, pronti ad esplodere nuovamente incendiando soprattutto la nostra mente. Siamo davanti ad un'avventura claustrofobica, a forti tinte psichiche, in grado di mettere a dura prova la nostra immedesimazione ancor più della nostra abilità. Allora andiamo con ordine e tuffiamoci nella triste storia di Nicole.

TRAGEDIE PASSATE

Il gioco inizia con una lettera, lasciata come testamento dalla madre di Nicole (la protagonista da noi interpretata): in punto di morte tutte le verità vanno rilevate e, questa lettera non fa alcuna eccezione. Il padre di Nicole, un brillante astrofisico della contea, qualche anno fa si innamorò di una giovanissima ragazza, una certa Rachel Foster, figlia del reverendo della contea: un amore clandestino, impossibile, sfociato purtroppo nella disperazione più totale e nel suicidio della ragazza. Da allora due famiglie sono andate completamente distrutte, con Nicole e la madre che abbandonarono in fretta e furia l'albergo di famiglia, il Timberline Hotel, lasciando il padre in preda al rimorso e alla disperazione.


Nella lettera la ormai defunta madre di Nicole chiede, una volta che anche il padre Leonard fosse passato a miglior vita, di raggiungere nuovamente l'albergo per venderlo e con il ricavato, pagare i debiti e elargire il resto della somma alla famiglia di quella povera ragazza cercando in questo modo di chiudere quella storia per sempre. Quando il gioco inizia ci troviamo nel Montana e precisamente nell'anno 1993: anche il padre di Nicole è morto e la ragazza, facendo fede a quanto richiesto dalla madre si reca all'hotel dove inconterà l'avvocato che si occupa della vendita. Purtroppo però una volta giunti nell'hotel abbandonato, la tormenta di neve impedisce a noi di andar via e all'avvocato di raggiungerci lasciandoci di fatto soli a cercare all'interno di un albergo ormai decrepito oltre che abbandonato di far luce su un mistero che ha fatto soffrire troppe persone.

SOLI, O QUASI

The Suicide of Rachel Foster è un'avventura in prima persona che si differenzia da altri giochi dello stesso genere per alcuni punti fondamentali. Intanto l'implementazione con il controller è completa e funzionale e questo aiuta molto nei movimenti all'interno dei vari ambienti. Inoltre anche se il gioco è doppiato in lingua inglese, sono presenti i sottotitoli in italiano (tradotti abbastanza bene) che ci permetteranno di non perderci neanche un passaggio della storia. Una delle differenze sostanziali con altri giochi simili è la mancanza della localizzazione propria. Non ci saranno puntini sullo schermo o sulla mappa a indicarci dove siamo, dovremo orientarci con le varie tabelle (presenti in tutti gli hotel) e con la mappa attivabile con il tasto Y del controller (a proposito, per i nostri test ci siamo trovati benissimo con il controller della Xbox 360) potremo vedere solo la collocazione delle stanze nei vari piani e, in basso a destra, qual è la missione successiva da compiere.


Di conseguenza parliamo già di un'avventura che non si presenta con la pappa pronta come tante altre, stracolme di aiuti, anche se il rischio di perdersi all'interno dell'hotel è presente solo nelle fasi iniziali, poi si finisce quasi per ricordarsi la posizione delle stanze a memoria e si consulta la mappa più per la missione da compiere che per altro. Inoltre noteremo che alcune porte saranno apribili solo in un determinato momento del gioco, segno inequivocabile del fatto che l'avventura è comunque abbastanza "guidata" attraverso percorsi prestabiliti. All'inizio del gioco saremo soli ma, una volta raggiunta la nostra vecchia stanza, rimasta intatta dal giorno del nostro abbandono, uno strano telefono (che somiglia più a una radio trasmittente) suonerà. Dall'altro capo dell'etere ci sarà un certo Irving Crawford appartenente a una strana società - la LEMI - che si offrirà di aiutarci in tutta la nostra storia oltre che di tenerci compagnia durante la forzata permanenza nel lugubre hotel. Sarà il nostro unico contatto con il mondo esterno e ci parleremo di continuo, praticamente ad ogni passo, finché scopriremo pian piano che sa più cose di quelle che sarebbero consentite a un estraneo.

L'ATMOSFERA È OK

Non vogliamo assolutamente dire altro sulla prosecuzione della trama, giusto per evitare il rischio di spoiler. L'avventura però attraversa passaggi semplici ma importanti come riattivare la caldaia per fare una doccia, cercare del cibo da riscaldare per riempire il gorguzzole (fagioli a colazione? Wow... -NdR) fino a passaggi sempre più intricati che ci catapulteranno in un mondo sconosciuto, pieno di rabbia, tradimenti e rancore oltre a farci scoprire che la verità non è mai una sola. L'interno dell'albergo è ben realizzato, enorme da esplorare e dotato di tutte le comodità tipiche di un hotel isolato in alta montagna. Troveremo locali caldaie, cucina con ampio freezer, lavanderia, un piccolo museo oltre naturalmente a tutte le camere e a molto altro che lasciamo a voi il piacere di scoprire. La nostra protagonista non ha alcun timore a girovagare da sola in un ambiente così isolato mentre fuori infuria la tempesta, anzi ci scherza spesso su come quando cita il "fantasma scorreggione" nel momento in cui deve scendere in cantina per attivare la caldaia.


In realtà a farcela sotto per lei siamo noi, specialmente se giochiamo l'avventura al buio e possibilmente con un bel sistema di casse 5.1. Come deve essere in giochi simili, le musiche e gli effetti speciali la fanno da padrone e fanno la differenza fra una passeggiata e un gioco immersivo. Ebbene, girare per le stanze in assoluto silenzio e poi saltare dalla sedia per una finestra che sbatte è indice assoluto di un buon lavoro da parte degli sviluppatori. Molto interessante anche avvicinarci alle finestre per vedere attraverso i vetri la tormenta che infuria all'esterno e farci quasi percepire la sensazione di caldo presente all'interno di quelle decrepite mura.

E LA STORIA È INTRIGANTE

Un'altra differenza rispetto lo stile canonico delle avventure in prima persona riguarda i vari oggetti, che potremo osservare ingrandendone la visuale e ruotandoli ma dovremo posare il più delle volte, salvo che il gioco ci dica che dobbiamo tenerli. Niente appunti su un diario, né tantomento gli oggetti già analizzati verrano deselezionati con il risultato che alcuni li guarderemo più e più volte, anche perché sono davvero tanti i punti interattivi sullo scenario. Sotto questo aspetto sarebbe stato meglio insistere più sulla bravura del giocatore anche se The Suicide of Rachel Foster si propone più di raccontarci una storia che di farcela scrivere in base alla nostra bravura.


Un problemino riguarda anche il sistema di salvataggio, completamente automatico. Praticamente il gioco salva alla fine di ogni giornata con il risultato che, se per un motivo o per un altro bisogna interrompere la partita ci toccherà rigiocare dall'ultimo salvataggio effettuato: soluzione leggermente scomoda dato che a volte ci vanno di mezzo larghe pause di esplorazione. La componente esplorativa la fa da padrone, con gli sviluppatori che mirano a farci girare continuamente per tutto l'albergo, offrendoci una storia che si fa via via più intricata e che, alla fine dei conti, vale davvero la pena di giocare.

TECNICAMENTE

Dal punto di vista tecnico il gioco si comporta bene. I fondali non brillano certamente per il dettaglio ma sono ben disegnati e soprattutto funzionali. Rispettate le proporzioni, anche i giochi di luci ed ombre fanno il loro lavoro dignitosamente. Spettacolare avvicinarsi alla finestra per vedere l'esterno a intermittenza, man mano che la neve che batte sui vetri appanna la visuale di tanto in tanto. L'atmosfera dell'hotel abbandonato e quindi anche pauroso c'è tutta e fortunatamente, anche in modo geniale, gli sviluppatori hanno pensato di inserire una figura molto forte come protagonista anche se, senza voler anticiparvi nulla, rivelerà anch'essa tutta la sua fragilità. Sugli effetti sonori abbiamo già detto, d'atmosfera come le musiche e come i vari rumori che ci faranno ricordare di trovarci da soli in un palazzone enorme isolato in capo a una montagna.


Durante i nostri test non abbiamo notato glitch e crash di sorta, salvo l'audio (del doppiaggio inglese) che ci ha abbandonati il secondo giorno costringendoci a chiudere il gioco e riavviarlo. Niente comunque che non possa essere sistemato con qualche patch correttiva.

Modus Operandi:

abbiamo accompagnato Nicole nella sua avventura grazie a un codice fornitoci dagli sviluppatori tramite Renaissance.

The Suicide of Rachel Foster è una bella avventura, che fa della narrazione e dell'esplorazione il suo punto di forza per trasportarci in una storia intrisa di tradimenti, rancori, astio e sentimenti sicuramente molto intensi. Molto buona l'atmosfera di gioco che, alle giuste condizioni, vi permetterà un'immersione pressoché totale nella storia che vive un crescendo narrativo davvero ben realizzato. Uniche note negative la mancanza del salvataggio manuale e la mancanza di una maggiore interazione con i vari oggetti, ad esempio con un vero e proprio inventario vecchio stile. Ad ogni modo, per il prezzo al quale viene proposto questa è un titolo da consigliare a tutti gli amanti dei giochi di avventura e a chiunque abbia voglia di vivere una bella storia.
  • Ottima atmosfera di gioco
  • Storia intrigante e coinvolgente
  • Non c'è salvataggio manuale
  • Una maggiore interazione con i vari oggetti sarebbe stata gradita
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