Recensione PlayStation 4
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Titolo del gioco:
Dragon Quest XI - Echi di un'Era Perduta
Anno di uscita:
2018
Genere:
JRPG
Sviluppatore:
Armor Project
Produttore:
Square Enix
Distributore:
Koch Media Italia
Multiplayer:
Assente
Localizzazione:
Solo testo (no audio)
Requisiti minimi:
Console della famiglia Playstation 4 (PS4, PS4 Pro) - una connessione a banda larga - una account PlayStation Network per la versione Digital Delivery - 31 GB di spazio su disco fisso - Prezzo: €59,99
Box
  • Un'epica avventura ci attende
  • L'Eroe evoca i suoi poteri di Lucente
  • L'Ygdrasil, l'albero del mondo che vive su un'isola volante
  • Esistono anche dei pacifici villaggi
  • Uno sguardo sul mare dalla sella di un destriero
  • Quest'attacco alle spalle ci metterà in posizione di vantaggio
  • Circondato dalle guardie: non una bella situazione...
  • Quanti tesori! Solo sfarzo o anche qualcosa di utile?
  • Il gruppo al gran completo
  • Le battaglie, come il resto, saranno gestite in maniera classica
  • Quando il giullare indica l'orizzonte, il ladro guarda la spalla (non era proprio così il detto ma vabbé...)
Redattore: Tommaso 'Tatsumaki' Alisonno
Pubblicato il: 21-09-2018
Square Enix porta in Europa il nuovo capitolo del più classico degli JRPG – quando “classico” coincide con “bello”.
Profezie, Luci, Ombre e Devastazione

La nascita dell'erede al trono sarebbe dovuta essere una lieta novella per il regno di Dundrasil, ancor più considerando il fatto che l'infante portava sulla mano il marchio che lo identificava come la reincarnazione di un divino eroe: il Lucente. Ma il ritorno del Lucente sottintendeva anche il ritorno del Signore dell'Oscurità, e infatti la notte stessa il castello e la città furono rasi al suolo da orde di mostri. La giovane regina, dopo una fuga disperata, decise di sacrificarsi pur di mettere al sicuro la vita del pargolo in fasce che venne poi ritrovato da un vecchio pescatore. Diversi anni dopo ritroviamo il ragazzo pronto a compiere insieme alla coetanea Gemma il rituale che, secondo gli abitanti del loro piccolo villaggio, li farà entrare di diritto nell'età adulta: sarà questa la circostanza in cui il nostro Eroe scoprirà le sue origini e il segreto legato al suo strano marchio.


Se a leggere questo incipit avete avuto l'impressione di essere al cospetto della “solita storia Fantasy” secondo la più classica delle concezioni nipponiche non siete affatto fuori strada: stiamo infatti parlando dell'undicesimo capitolo di una saga che ha di fatto sancito questi canoni sin dal 1986, dunque un anno prima dell'allora rivale Final Fantasy (Enix e Squaresoft si sono unite molti anni dopo) e dell'altrettanto concorrenziale Phantasy Star. Signore e signori, ecco Dragon Quest XI (da ora DQXI), il cui sottotitolo è Echi di un'Era Perduta.

Classico non solo nell'Incipit

In DQXI non sarà solo la trama ad avere un sapore classico: ogni elemento del gameplay trasuda infatti di “vecchia scuola”, a dimostrazione del fatto che l'Armor Team ha lavorato con la precisa intenzione di mantenersi fedele a detti parametri, lasciando evidentemente ad altri marchi della Software House il compito di “sperimentare”. Tanto per cominciare, potremo dare al protagonista il nome che vorremo, ed è per questo che spesso ci si riferirà a lui semplicemente come “l'Eroe”.


Fatta eccezione per la parte iniziale dell'avventura, comunque, il gioco ci metterà in mano un party che si farà via via più polposo: il roster conta infatti 7 personaggi (a meno di qualche segreto...) di cui ne potrete schierare in battaglia 4 alla volta. Per quanto la presenza dell'Eroe nello schieramento non sia obbligatoria, sarà comunque lui l'unico che controllerete quando girerete per città, campi, campagne, foreste, montagne e quant'altro. In queste zone vedrete spesso bazzicare mostri di vario genere: alcuni (in base al vostro livello) vi eviteranno, altri vi ignoreranno, altri ancora vi caricheranno senza indugio; naturalmente, al contatto con ciascuno di questi si passerà allo scontro vero e proprio, con trasposizione del party attivo nella schermata di battaglia.

Un Combattimento a Turni Pimpanti

Il combattimento si svolgerà a turni: ogni unità rimarrà infatti ferma al suo posto finché non sarà il suo turno d'agire; la turnazione non è palesata in alcun modo (non è visibile, insomma, una “barra dell'iniziativa”), ma in generale permetterà ad ogni personaggio o antagonista di agire “una volta per round”, dopodiché il sistema rigenererà una lista d'iniziativa basandosi sulle caratteristiche apposite dei personaggi. Il gioco propone due sistemi d’inquadratura: uno dinamico in cui è anche possibile muovere il personaggio di turno, ed uno classico in cui i due schieramenti si fronteggiano in posizioni fisse: dal punto di vista del gameplay non cambia però assolutamente nulla, dal momento che la posizione non influenza minimamente gli effetti degli attacchi o degli incantesimi – scegliete dunque quello che vi risulta più congeniale.


Per il resto il battle system si basa sui canonici menù che fanno la loro comparsa al turno del personaggio e tramite i quali è possibile scegliere le azioni da compiere, siano esse un attacco, l'uso di una tecnica speciale, di un incantesimo o di un oggetto, o la fuga. Volendo potrete anche lasciare l'incombenza di questa scelta all'IA (utile soprattutto quando si va in giro a “grindare”), ma in generale preferirete gestire voi tutto il party. Talvolta i personaggi (e più raramente i nemici) entreranno in uno stato di iper-efficienza diventando “pimpanti”: per alcuni turni godranno di caratteristiche migliorate ed avranno accesso a poteri speciali, nonché a poteri di gruppo da effettuare insieme ad altri membri.


Una cosa interessante del battle system di DQXI è il fatto che in qualsiasi momento è possibile modificare lo schieramento e l'equipaggiamento del party: mediante appositi menù sarà infatti possibile sostituire uno o più dei membri attivi con altrettante riserve, oppure cambiare le armi e le armature equipaggiate; quest'ultima prassi sarà molto utile soprattutto per aver accesso a determinate tecniche che avranno, per l'appunto, come requisito l'utilizzo di uno specifico tipo di arma.