Recensione X-Box One
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Titolo del gioco:
Wolfenstein: Youngblood
Anno di uscita:
2019
Genere:
FPS / Azione / Avventura
Sviluppatore:
MachineGames
Produttore:
Bethesda Softworks
Distributore:
Bethesda Softworks
Multiplayer:
Cooperativa a 2 giocatori
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Requisiti minimi:
Console della famiglia Xbox One (Xbox One, Xbox One S, Xbox One X) - una connessione a banda larga - 40 GB di spazio libero su disco - un abbonamento a Xbox Live Gold per il gioco online - Prezzo: €29,99 (Edizione Standard), €39,99 (Edizione Deluxe)
Box
  • Un bel colpo in testa pone fine alla discussione...
  • Mech giganteschi, droni... ma dove siamo capitati?
  • Jess e Soph scrutano l'ambiente prima di muoversi... meglio farlo sempre.
  • Un casinò controllato da robot?
  • Nazisti ovunque... meglio non dare nell'occhio.
  • Achtung... mai cartello fu più appropriato.
  • Devastazione ovunque. Qui se le sono suonate di santa ragione.
  • È vero che siamo in due, ma quel nemico è difficile comunque da abbattere.
Redattore: Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri
Pubblicato il: 06-08-2019
La scomparsa di papi richiede un intervento immediato... prepariamo le armi e andiamo a fare strage di nazisti.

Il mondo alternativo della serie Wolfenstein centra la sua essenza sulla continua guerra fra nazisti e resto del mondo. In quella dimensione, per fortuna solo immaginaria, il secondo conflitto mondiale non ha posto fine all'esistenza di questa gente che, sotto ideali di supremazia e di potere, ha tentato di sottomettere tutte le altre popolazioni. Sarebbe troppo lungo ripercorrere la storia di una serie che ci intrattiene fin dal 1981 con l'uscita di Castle Wolfenstein e che ci ha regalato nel corso degli anni più di 10 titoli dalla qualità altalenante ma dall'appeal sempre dirompente. Con Youngblood siamo davanti a uno spin-off e a un vero e proprio punto di svolta: per la prima volta la serie si apre al gioco multiplayer online denotando la voglia di adeguarsi a uno standard del momento che interessa praticamente tutti gli FPS dell'ultimo periodo.

BLAZKOWICZ E LA SUA PROLE...

Questa volta l'eroe B.J. Blazkowicz che ci ha accompagnati negli ultimi titoli (e soprattutto in Old Blood) è misteriosamente scomparso nella città (naturalmente alternativa) di Parigi. Le sue figlie gemelle, Jess e Soph cresciute a pane e armi ma ancora dall'indole fanciullesca decidono di prendere il coraggio a due mani e di andarlo a cercare, aiutate dall'amica Abby, figlia di quel Grace Walker conosciuto in The New Colossus. Tutti gli indizi, dicevamo, portano a Parigi, una delle capitali ancora sotto il controllo del regime nazista.


Le gemelle non sono impreparate, potendo sfoggiare due potenti armature all'ultimo grido e un arsenale di tutto rispetto. Inoltre tutta l'azione è centrata su entrambe le sorelle che, muovendosi più o meno all'unisono, condivideranno oneri e onori di tutta la campagna mirata al ritrovamento del padre: entrambe le ragazze avranno una barra di energia indipendente ma condivideranno tre vite alla fine delle quali si andrà verso il game over (per fortuna non sempre troppo drastico). Quando una delle due viene atterrata, l'altra deve correre a soccorrerla, proprio per non sacrificare una delle vite a disposizione. In genere il game over non ci penalizza più di tanto, soprattutto ai livelli iniziali, ma procedendo nel gioco le cose si fanno più difficili con dei respawn sempre più problematici.

PARIGI È SEMPRE PARIGI

Ci troviamo nella Parigi degli anni '80 e, fondamentalmente, visiteremo quattro zone della città, ognuna delle quali divisa in 2 o 3 sotto-aree oltre alle catacombe che, base per la resistenza francese, fungono da hub per accedere ai vari incarichi. Oltre alla quest principale infatti sarà possibile seguire missioni secondarie con l'obiettivo, al di là delle manie di completismo, di recuperare utili item necessari per la crescita e lo sviluppo del nostro personaggio.


Una volta lanciato il gioco ci verrà chiesto di scegliere quale delle due sorelle vogliamo controllare; va detto che da un punto di vista squisitamente grafico la bionda risulta meglio disegnata della mora, almeno nella piccola schermata delle opzioni iniziali (la scelta stilistica dei capelli di Jess è quanto meno discutibile). Dopo qualche altra opzione riferita esclusivamente alla corazza e all'armamento, siamo finalmente pronti a cominciare. Il menu comunque è poco chiaro, soprattutto per la scelta fondamentale tra partita in single player e multiplayer online. Nel caso in cui volessimo giocare in singolo, con l'altra gemella controllata quindi dalla CPU, dovremmo stranamente spostarci sull'opzione ospita una campagna e poi scegliere nessun giocatore ammesso. Un metodo piuttosto laborioso rispetto agli standard ai quali siamo abituati. Sarà poi il momento di visionare un breve, e ben realizzato, filmato introduttivo che ci informa sulla scomparsa di Blazko e sulla scelta delle gemelle di recarsi a Parigi dove il veterano eroe, loro padre, è stato avvistato per l'ultima volta. Le varie cutscene si susseguiranno tra un capitolo e l'altro evidenziando una ottima narrazione segno di un buon lavoro da parte degli sviluppatori che mantiene alto lo standard al quale la serie Wolfenstein ci ha ormai abituati.

SI SPARA ALLA GRANDE

La prima missione ci vedrà impegnati su un dirigibile che ospita un cattivo di tutto rispetto che risponde al nome di generale Wrinkler. Buona anche la curva di difficoltà che ci vedrà fronteggiare nemici all'inizio semplici che diventeranno sempre più ostici man mano che si procede nell'avventura, fino a soldati super-corazzati e Mech di grandi dimensioni davvero difficili da buttare giù. Fondamentale è la modalità cooperativa che vedrà le due sorelle interagire per aprire casse e attivare leve che permetteranno loro di andare avanti ma le innovazioni in questo episodio di Wolfenstein non si limitano solo a questo. L'introduzione di un doppio salto permetterà alle ragazze di muoversi anche in verticale, scalando pareti e raggiungendo nuovi punti di ingresso: il risultato è un'estensione della mappa che non segue la canonica dimensione terra-terra tipica dei giochi di questo tipo, ma che aggiunge un pizzico di platform a un'esplorazione che si discosta dai binari canonici tipici degli FPS. Trovare stanze nascoste, località inaccessibili e anfratti di ogni genere si rivelerà quindi utile per la crescita del personaggio oltre alle armi e ai vari rifornimenti di munizioni e medikit disseminati in giro. Alcune missioni finali infatti potranno essere affrontati solo una volta raggiunto un certo level cap e questo favorisce la rigiocabilità in alcune missioni proprio per la ricerca di potenziamenti che ci erano sfuggiti andando dritto per dritto. Lo shooting system invece si mantiene, come al solito ad alti livelli con un'ottima risposta del sistema di puntamento e di fuoco e con collisioni precise e soddisfacenti. Non ci sono molte armi (non ce ne sono mai state in fin dei conti) ma quelle presenti, che spaziano dalla pistola ai mitragliatori al fucile a pompa e alla carabina, più i vari oggetti da lancio, sono sufficienti per garantirci una buona esperienza di gioco.