Recensione PlayStation 4
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Titolo del gioco:
Journey to the Savage Planet
Anno di uscita:
2020
Genere:
Esplorazione / FPS
Sviluppatore:
Typhoon Games
Produttore:
505 Games
Distributore:
Halifax
Multiplayer:
Co-op in 2 giocatori online
Localizzazione:
Solo testo (no audio)
Requisiti minimi:
Console della famiglia PlayStation 4 (PS4, PS4 Pro) - Connessione a Internet a banda larga - Un account PlayStation Network - Un abbonamento PlayStation Plus per il gioco per il Co-op - Controller DualShock 4 (o compatibile) - 4.4 GB per il download e l'installazione - Prezzo: €29,99
Box
  • L'upgrade del Rampino &egrave; certamente uno dei pi&ugrave; utili.
  • Questi avversari non saranno da prendere sotto gamba.
  • A sparare agli uccelli-palla ci si sente molto malvagi, ma talvolta non avrete scelta.
  • Pi&ugrave; che la posa epica, questa immagine ci mostra la torre aliena sullo sfondo.
  • Questi polpi volanti saranno molto poco amichevoli.
  • Questi pesci volanti, invece, saranno praticamente inoffensivi.
  • In posa rilassata tra uccelli-palla e fiumi di lava.
  • La gioia dell'ottenimento di una lega aliena.
  • &quot;Il problema, dopo, &egrave; pulire tutto&quot; [cit.]
  • Citazione da Jurassic World a parte, ecco un frangente in cui non vorreste trovarvi.
  • Non tutti gli uccelli-palla sono carini e socievoli.
  • Queste creaturine di solito fuggiranno alla vostra vista.
Redattore: Tommaso 'Tatsumaki' Alisonno
Pubblicato il: 06-02-2020
Un pianeta da esplorare e un'astronave senza benzina: che volete di più dalla vita?
BENVENUTO SU AR-Y 26 !!!

In un futuro talmente distopico da essere grottesco, il pianeta Terra è totalmente inabitabile a causa dell'inquinamento e delle mutate condizioni climatiche; nonostante ciò la razza umana si è moltiplicata a dismisura ed ora non ha altra scelta che quella di cercare altri pianeti abitabili. Per fortuna [...fortuna?] l'uomo medio ha nei confronti delle industrie un debito di svariati milioni di crediti, cosicché le società possono adescare sedicenti esploratori spaziali allettandoli con vantaggiosissimi contratti-capestro. Una di queste è la Kindred Aerospace di Martin Tweed [un tizio che trasuda affidabilità più o meno quanto un covo di vipere], la quarta società più importante al mondo [su 4 in totale, probabilmente] che ha spedito un esploratore solitario sul misterioso pianeta selvaggio AR-Y 26: inutile aggiungere che detto esploratore solitario sia il protagonista di Journey to the Savage Planet [JSP da ora].

Il nostro obiettivo sarà dunque teoricamente quello di esplorare il pianeta per vagliarne l'abitabilità; in realtà il nostro scopo ultimo sarà quello di trovare il modo di tornare a casa e per fare ciò dovremo raccogliere in loco i materiali necessari per le riparazioni della nostra astronave Javelin nonché carburante a sufficienza per affrontare il viaggio. Le cose si complicheranno quando sul pianeta, presunto disabitato, rinverremo invece evidenti rovine di una civiltà aliena [o meglio autoctona], compresa una colossale torre all'interno della quale i sensori del computer E.K.O. rivelano la presenza di qualcosa di vivo. Siete pronti ad una bella scampagnata sul pianeta selvaggio?

ESPLORAZIONI ED ENIGMI IN SALSA FPS

JSP si presenta come un gioco in soggettiva ed in quanto tale offre un set di comandi assimilabile al più classico degli FPS: avremo un tasto per correre, uno per saltare e uno per accovacciarci, più uno per aprire il fuoco con la nostra fedele pistola a raggi e uno per utilizzare l'oggetto impugnato con la sinistra, di norma qualcosa di lanciabile (granate, esche per mostri, vari tipi di sostanze aliene). In realtà sebbene la fauna locale non manchi e sia dunque necessario aprire il fuoco spesso e volentieri, di fatto l'anima del gioco non è quella di uno sparatutto ma quella di un puzzle esplorativo: dovremo infatti cercare di superare volta per volta le varie zone a cui avremo accesso cercando di raggiungere le successive. Il pianeta è infatti organizzato per macro-aree al termine di ciascuna delle quali ci attenderà un boss che blocca l'accesso alla successiva, ma all'interno di ciascuna macro-area l'esplorazione avrà un ruolo predominante.

Per quanto sia infatti assolutamente vero il fatto che alcuni simpatici robottini, denominati Cartografi, ci indicheranno sulla mappa i vari obiettivi necessari per proseguire nella “trama principale” è parimenti vero il fatto che questi saranno sparpagliati per tutte la macro-area ed accompagnati da numerosissime aree opzionali, segreti da raccogliere e quant'altro che vi farà ben presto dimenticare la presenza di una freccetta sulla bussola. Particolarmente importante sarà ad esempio la raccolta delle gelatine aliene, necessarie per incrementare la propria barra della vita e delle fatica, e delle leghe metalliche, fondamentali per la realizzazione di svariati upgrade. Non mancheranno inoltre potenziamenti speciali, come il cavo protonico o il jetpack, legati ad alcuni sviluppi di trama. Per sbloccare ulteriori upgrade, infine, saremo chiamati a compiere una serie di esperimenti scientifici: questi possono andare dalla raccolta di campioni da nemici vivi alle uccisioni di massa, passando per salti e cadute rocambolesche.